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Michele Mangano battezza “partepugliapartenopea”
“Paisà! Canto e ballo per gli emigranti”. Sembra uno slogan d’altri tempi… invece si tratta del nuovo spettacolo di Michele Mangano, già in preparazione da tre anni

Gargano, 06.03.2010 - In questi giorni Michele Mangano ha battezzato l’orchestra, che porterà in giro questo spettacolo, col nome “partepugliapartenopea”.
Afferma Mangano: «L’obiettivo è quello di ripercorrere la storia dell’emigrazione italiana, avendo un contatto diretto con gli emigranti stessi, regalando loro suoni e sapori della propria terra natia. Giro il mondo dal ‘96 e ovunque ci sono emigranti che commossi assistono e partecipano al mio spettacolo. Proprio grazie a queste esperienze è nata l’idea di uno spettacolo dedicato alla storia degli emigranti italiani all’estero. Rispolverare i sentimenti di chi ha lasciato la propria terra natia e nello stesso tempo far rivivere loro quel mondo lasciato alle spalle ma conservato nel cuore come un prezioso ricordo».
Il progetto è molto originale e racconta del viaggio della speranza verso il nuovo mondo, straniero e spesso ostile.
«Dopo gli ultimi spettacoli tenuti in Inghilterra e Brasile – aggiunge Mangano – l’affetto degli emigranti mi è rimasto nel cuore in modo molto particolare, ho compreso in modo definitivo che per loro è vitale ricordare le proprie radici».
La compagnia di Mangano si compone di: Ermanno Pastore (tenore), Filomena Paolillo (soprano), Alessandro Ferrentino (percussionista), Giuseppe D’Amora (bassista), Enrico Battaglia (violinista), Giovanni Del Sorbo (chitarra e chitarra battente), Michele Barbato (chitarra acustica), Guglielmo Tasca (cantante e chitarrista), Rosanna Falcone (danzatrice), Concetta Prencipe (danzatrice), Stefania Esposto (danzatrice), Enza Di Bari (danzatrice).
«Ho pensato di chiamare l’orchestra “partepugliapartenopea” – ha ancora detto Mangano –, perché in essa ho riunito la tradizione del sud Italia, dalla Puglia alla Campania. A questa orchestra si aggiungono due nomi di spicco e cioè Giovanni Imparato, attualmente uno dei migliori percussionisti della world music – che ha collaborato con l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Gigi D’Alessio, Carmen Consoli e con Nino D’Angelo – e del percussionista della Costa D’Avorio, Jack Tama – che ha collaborato con Anna Oxa, Gerardina Trovato, Alex Britti, Peter Gabriel e Gabin D’Abirè –. Questo progetto mira a toccare le Feste Patronali in Italia, ma anche e soprattutto a un tour, in giro per il mondo ed in particolare nelle comunità di emigranti ovunque ubicate, spettacoli che ci sono stati richiesti da un’agenzia americana ed una Inglese con cui siamo in contatto. Nei prossimi giorni realizzeremo anche il videoclip che presenterà questo spettacolo, ed abbiamo pensato di girarlo tra Positano, Ravello, Sorrento e le nostre Peschici, Vieste e le mitiche Isole Tremiti».
Lo spettacolo sarà articolato in tre parti: la prima parte affronta le ragioni della partenza degli emigranti, «e per far questo – precisa Michele Mangano – mi avvalgo del grande cantautore Matteo Salvatore, riproponendo la canzone “Va tutto il bene mio”, in cui narra la storia di un giovane partito per amore, necessità e desiderio di avventura. Un momento dello spettacolo sarà dedicato al grande Domenico Modugno con l’interpretazione della sua canzone “Addio addio amore!”, dove l’amore è quello verso il paese natio».
La seconda parte dello spettacolo è dedicata al viaggio ed in modo particolare a quelle spedizioni che non hanno avuto esito positivo e ciò avviene con la canzone “Il Sirio”, che prende il nome da quella nave che salpò dal porto di Genova per il Brasile ma non arrivò a destinazione, affondando al largo delle coste spagnole.
Infine la terza parte parla dell’arrivo al tanto atteso Nuovo Mondo e quindi la nuova quotidianità con cui il migrante si trova a fare i conti… «Eppure, nonostante i tanti aspetti negativi, nella loro fatica c’era la tarantella a consolarli. Ecco che lo spettacolo a questo punto propone la tarantella delle “baracche” e la lettura di una serie di lettere originali dell’epoca e proiezioni di immagini provenienti da TECHE RAI».
Per mitigare l’aspetto drammatico «parleremo quindi di tarantella, di tammurriata, di pizzica del salterello, di quei momenti di gioia che nonostante tutto alleviavano il dolore del distacco dalla terra di origine».
Uno spettacolo che partendo dalla cultura Partenopea, coinvolge il Gargano e si spinge fino in Salento per estendersi dalla Calabria alla Sicilia.
Concludendo «posso sicuramente affermare che anche io mi sento un emigrante. Ho scelto questo per la mia vita».

Antonio Beverelli

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