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Beni culturali, un “tesoro” da difendere con la legalità
In un convegno organizzato dal CRD a San Severo, spunti e riflessioni sulla realtà della Capitanata

San Severo, 09.03.2010 - Cosa si sta facendo sul nostro territorio per evitare la dispersione dei beni archeologici? Oltre ai recuperi effettuati, cosa c’è ancora da attuare per la piena tutela del patrimonio storico-artistico e per arginare l’esportazione clandestina di inestimabili capolavori? Le attuali leggi dello Stato sono adeguate all’emergenza e a garantirci dagli scippi? Qual è il ruolo delle associazioni, sorte per sensibilizzare al problema la pubblica opinione? Sono alcuni degli interrogativi a cui si è cercato di dare una risposta durante il convegno “Legalità e Beni Culturali - Il caso Capitanata”, organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata, presieduto da Giuseppe Clemente. Un incontro nato sulla scia delle recenti, brillanti operazioni di recupero effettuate dalle forze dell’ordine. Istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, tutti insieme, compreso i musei. Non è stata casuale la scelta di ospitare i lavori presso il MAT (Museo dell’Alto Tavoliere) di San Severo. «I beni culturali – commenta Clemente – rappresentano l’immagine del territorio, lo specchio della sua storia, il libro della memoria collettiva, che tanto serve a dare una identità al Paese. Ciò vale in modo particolare per la Capitanata, terra di frontiera, da sempre attraversata da popoli e culture diversi, nella quale abbondano siti archeologici».
Al convegno sono intervenuti Riccardo Brandizzi, comandante provinciale Guardia di Finanza Foggia, Elena Antonacci, direttore MAT, Corrado Palmiotti, comandante della compagnia Guardia di Finanza di San Severo, Giuliano Volpe, rettore dell’Università di Foggia, il sindaco di San Severo Gianfranco Savino, il dirigente comunale Augusto Ferrara, Marco Del Vecchio, giudice del Tribunale di Potenza, il generale dei Carabinieri Roberto Conforti, presidente della Società italiana per la protezione dei beni culturali, e Gianluca Ferrari, comandante dei Carabinieri – nucleo TPC (Tutela patrimonio culturale) di Bari. Da tutti preziosi “contributi”.
Tra i presenti, Antonio Diomeda, comandante provinciale dei Carabinieri di Foggia, Adamo Caruso, vice questore aggiunto, dirigente commissariato Polizia di Stato di San Severo, Orlando Narducci, comandante compagnia Carabinieri di San Severo, i soci del CRD e studenti delle classi quinte B e D “Mercurio” dell’ITC “Fraccacreta”. «Per capire – conclude Clemente – quanto efficace sia oggi l’azione di tutela dei beni culturali, intesi come patrimonio universale, basta ricordare i casi della Triade Capitolina, della Venere di Morgantina, dell’atleta di Lisippo, dei meravigliosi Grifoni di Ascoli Satriano e le numerose querelle internazionali in corso, perché le opere d’arte vengano restituite ai Paesi di provenienza».

Centro di Ricerca e di Documentazione
per la Storia della Capitanata.
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