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Antonio Laudati: «L'insediamento di Mimmo Seccia sia l'inizio di un nuovo percorso»
«La Giustizia è la pre-condizione dello sviluppo. Senza della Giustizia che funziona, non ci sarà mai un territorio progredito»

Lucera, 03.10.2010 - È passata, a parere mio, troppo in sordina la "lectio magistralis" del dott. Antonio Laudati, Procuratore Distrettuale Antimafia in quel di Bari. E parlo della relazione tenuta "a braccio" durante la cerimonia di insediamento del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucera (svoltasi la mattina alle 11:00 dello scorso 29 settembre), dott. cons. Domenico Seccia (leggi l'articolo). Un discorso, quello di Laudati, che merita tutta l'attenzione possibile. Ho voluto qui riproporlo integralmente ai lettori del Frizzo senza tagliare quasi nulla (alcune parti, pochissime per la verità, erano incomprensibili per l'audio non proprio eccellente dell'aula in cui si è svolta la cerimonia). È un intervento avvincente, articolato e ricco di dati che richiede pazienza nella lettura e nell'interpretazione. Ma vale la pena leggerlo. Chi non lo ritiene importante, può sempre cambiare pagina con un clic (si sa che oggi si preferisce "divorare" poche scarne righe di notizia anziché dedicarsi a spazi di approfondimento).

La rivoluzione dell'ordinamento giuridico

«Sono innanzitutto un grande amico di Mimmo Seccia. Con lui abbiamo condiviso tante esperienze. Oggi è un giorno particolare, perché mi privo del mio coordinatore della Distrettuale e del massimo conoscitore del mio ufficio. Un grande lavoratore, una persona generosissima che però merita questo riconoscimento, questa tappa in un posto importante come Lucera. La sua generosità è tale che ha anche deciso di continuare a seguire i processi che sono ancora in corso.
Vedere questo parterre d'eccezione significa prima di tutto un attestato di stima nei confronti di Domenico Seccia. L'insediamento di una Procuratore suscita molto interesse sia da un punto di vista istituzionale che mediatico.
Noi stiamo attraversando un periodo, forse ce ne siamo resi conto poco, di una vera e propria rivoluzione nel nostro ordinamento giuridico che ha terremotato il sistema dell'anzianità. Non si arriva più agli incarichi direttivi sulla base di criteri di anzianità, ma sulla base di criteri diversi e della professionalità. C'è stata un'altra grande rivoluzione: gli incarichi direttivi non sono indeterminati ma a termine. Per quattro anni un Procuratore va in un posto, fa un programma di lavoro e, dopo quattro anni, viene giudicato nel suo operato: se ha lavorato bene, rimane per un altro quadriennio, altrimenti va a casa. Nel nostro sistema di ordinamento giudiziario questa è una rivoluzione che ha terremotato quello che era il sistema di un principio di inamovibilità assoluta. Questo perché le Procure sono diventate il centro del motore della Giustizia Penale.
Il lavoro del Pubblico Ministero riguarda il rapporto fondamentale con la Polizia Giudiziaria, perché senza un rapporto strettissimo, organico, di collaborazione tra Polizia Giudiziaria e Pubblico Ministero nessuna investigazione potrà mai essere serenamente condotta, in quanto anche la Polizia Giudiziaria migliore del mondo ha bisogno di un Pubblico Ministero che le faccia da tutela, da guida, da scudo quando c'è necessità».

La legalità organizzata

«Ma il Pubblico Ministero è soprattutto l'interlocutore del Giudice. Se un Pubblico Ministero lavora rapidamente e bene, il Giudice potrà fare bene il suo lavoro. Però se il Pubblico Ministero lavora male, raccoglie male la prova o, peggio ancora, ci mette un sacco di tempo e arriva dinanzi al Giudice quando ormai la qualità della prova, l'opportunità della prova da acquisire è scadente, quel Giudice potrà lavorare poco.
Il Pubblico Ministero è diventato l'interlocutore delle istituzioni locali e tra questi due soggetti si stabilisce un rapporto corretto, quello che si traduce, con uno slogan, in "legalità organizzata". La legalità organizzata coinvolge tutti: le istituzioni, le organizzazioni sociali, l'avvocatura… Un grandissimo avvocato, Pansini, diceva che "difesa dell'imputato significa innanzitutto difesa del diritto". Quindi il Pubblico Ministero e la difesa del diritto sono degli alleati assoluti. Questione fondamentale è che il Pubblico Ministero è diventato uno degli interlocutori necessari dell'opinione pubblica, perché al Pubblico Ministero, a torto o a ragione (io ritengo a torto) viene addebitato il funzionamento complessivo della Giustizia Penale. È la risposta che il cittadino si aspetta, perché ogni fatto che diventa rilevante per la cronaca, come un omicidio oppure un fatto di pubblica amministrazione, il cattivo funzionamento di un servizio, per il cittadino il Pubblico Ministero o il Procuratore della Repubblica diventano immediatamente l'interlocutore di quelle che sono le aspettative nutrite. D'altra parte la stessa definizione "Procuratore della Repubblica" rappresenta lo Stato, i cittadini. Ed io sono convinto che il Procuratore della Repubblica deve rendere conto ai cittadini, attraverso la trasparenza del suo operato, di come amministra la Giustizia "in nome del popolo", come dice il Giudice nell'emettere una sentenza».

Perché è importante l'insediamento di Seccia

«Non voglio andare per le lunghe, è che mi faccio sempre prendere dalla passione… Ora io voglio dire perché è importante l'insediamento di Mimmo a Lucera. Mimmo credo che abbia vissuto con me a Bari nei momenti sì belli, ma anche in quelli di grande sofferenza ed ha avuto piena conoscenza di quelle che sono le difficoltà operative della Procura, di quelle che sono le tensioni, le problematiche, di quella che è una dinamica della Giustizia che sta cambiando senza leggi di riferimento e che ha cambiato il nostro ruolo nei rapporti con la stampa, con l'opinione pubblica, la pressione che viene esercitata su tante indagini che poi possono essere strumentalizzate per tanti altri fini.
Vedi, Mimmo, io di questo sono assolutamente sicuro, vaccinato e pronto a tutte quelle che possono essere le emergenze, però questo insediamento in uno dei posti simbolo di tradizione della nostra cultura giuridica, secondo me è importante per riprendere un filo che già abbiamo avviato con le altre Procure e che adesso vivrà anche a Lucera un momento di affermazione, per ridare dignità e prestigio all'organizzazione giudiziaria che negli ultimi trent'anni è stata assolutamente in pre-tempesta.
Qui, ma per colpa di nessuno, c'è stata un'assoluta sottovalutazione di quelli che sono i problemi della criminalità e di quelli che sono i problemi della legalità e della sua affermazione».

I fatti

«Approfitto dell'occasione di avere interlocutori istituzionali, visto che sto facendo una campagna su questo tema da molto tempo: io sono abituato a parlare di fatti, a portare delle prove e non a dare delle opinioni. E allora quali sono i fatti? Vi comunico dei dati che vanno dal 1º gennaio di quest'anno all'altro giorno. Distretto di Palermo (8 omicidi, 0 nella sola città di Palermo da 3 anni; 64 Sostituti). Distretto di Reggio Calabria (16 omicidi; 45 Sostituti). Distretto di Napoli (37 omicidi al 30 di agosto; 109 Sostituti, 10 Aggiunti e 1 Capo). Distretto di Bari (48 omicidi; 28 Sostituti; il maggior numero in assoluto nell'Italia Meridionale, secondo solo ad un dato statistico del Ministero dell'Interno che riguarda l'intera Lombardia, la quale conta 9 milioni di abitanti); un'organizzazione per quanto concerne le Procure e i mezzi in dotazione completamente sproporzionati. Qui per anni abbiamo detto che non c'era criminalità, che c'erano i pastori, che c'era una situazione arcaica. E allora, Distretto di Foggia (negli ultimi 2 anni 37 omicidi); cave con scheletri e cadaveri non ancora identificati, omicidi come quelli che sono successi a Manfredonia, dove la gente si rincorre per strada e si spara con i kalashnikov, attentati dinamitardi…
Ma di che cosa avevamo bisogno di più per renderci conto che qui la situazione è esplosiva e che occorre la presenza dello Stato, l'affermazione della legalità da parte di tutte le componenti con la massima forza possibile? È evidente che tutto questo ha prodotto una reazione importante e straordinaria da parte delle Forze di Polizia che in questo Distretto stanno impegnando delle risorse e delle energie incredibili.
Io ho lavorato in tutta Italia ed ho avuto la fortuna di stare 12 anni alla Procura Antimafia, poi sono stato al Ministero, ho lavorato 10 anni a Napoli, eppure lo spirito di sacrificio, la passione, la dedizione che vedo nelle Forze di Polizia in questo territorio fa sì che ci sentiamo decine di volte al giorno, mi comunicano tutte le loro preoccupazioni rispetto a quello che è un atteggiamento di diffidenza, di sospetto nei confronti degli organismi dello Stato da parte della popolazione civile.
Trovo che sia stata importante la manifestazione degli studenti a Monte Sant'Angelo a distanza di qualche giorno e a pochi metri da quel posto dove è stato catturato uno dei latitanti più pericolosi».

La Giustizia pre-condizione dello sviluppo

«Insomma, c'è tutta una situazione in fermento in cui non la Magistratura, non le Forze di Polizia, non il Prefetto, non le organizzazioni sociali, ma lo Stato sta dimostrando di voler riaffermare il principio di legalità. In questo contesto il ruolo delle Procure è decisivo. Io sono convinto che Mimmo Seccia, per la sua esperienza, per la sua competenza, per la sua professionalità, per la sua passione e, se mi consentite, anche per la grande amicizia che ci lega, potrà essere un punto di riferimento importante per questo movimento della legalità organizzata che vogliamo costruire. Con questo meccanismo, con questo spirito, con l'entusiasmo che vedo anche oggi, va avviato un nuovo corso che deve vedere innanzitutto le Procure vivere il momento di slancio, di presenza, di esempio. Foggia, Lucera, Trani…, lavorare insieme anche perché le strutture del Distretto di Bari acquisiscano almeno pari dignità con gli altri Distretti. Non è più possibile che il problema dell'organizzazione giudiziaria possa essere così sottovalutato.
La Giustizia è la pre-condizione dello sviluppo. Senza della Giustizia che funziona, non ci sarà mai un territorio progredito. Sono convinto che l'insediamento di Mimmo, oggi, la presenza di tutti voi, la simpatia e il calore con cui è stata celebrata questa cerimonia sia l'inizio di un nuovo percorso. Come dice un grande filosofo, "una marcia di diecimila chilometri è difficile e comincia con il primo passo. Non aspettare che sia il tuo compagno di strada a fare il primo passo, fallo tu".
Mimmo oggi sta facendo il primo passo e troverà molti compagni per strada. Me per primo».

Roberto Notarangelo



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