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Ecotium, Daunia Vetus. Don Sciortino: «La verità va cercata»
Don Sciortino ha invitato a diffidare «del cane da guardia al potere, diventato cane da guardia del potere»

Orsara di P., 01.11.2010 - È diventata merce rara l’etica, intesa soprattutto come riscoperta dei comportamenti tesi a favorire e tutelare il bene comune. Ciò nonostante il suo valore nominale non è cresciuto. E poiché essa non si tocca, non si sente, né si vede, risulta anche difficile avvertirne l’inesorabile processo di «dissolvenza». Se non a danno in corso e a metastasi in diffusione. Un disastro a crescita lenta, il cui aspetto più preoccupante è una sorta di rassegnazione generale che, nella sordina mediatica contingente, affievolisce anche ogni sana capacità di indignazione della gente comune.
Parte da queste considerazioni il nuovo ciclo di incontri di Ecotium – Economia dell’Ozio del Distretto Culturale Daunia Vetus, che ai temi della decrescita fa seguire quest’anno le declinazioni dell’etica. Affidando l’appuntamento di apertura alla figura autorevole e controversa di don Antonio Sciortino, il direttore di Famiglia Cristiana, nonché esperto dei temi legati alla famiglia e alle comunicazioni sociali, per trattarne sfaccettature e risvolti legati all’informazione.
Un settore nevralgico della vita sociale, in cui la piega preoccupante di un diffuso «relativismo morale» (Bendetto XVI) ha portato all’innegabile crollo di credibilità della preziosa professione giornalistica, spesso tentata più a fomentare pregiudizi che a raccontare la verità. Per cui don Sciortino invita a diffidare «del cane da guardia al potere, diventato cane da guardia del potere». Dicendosi d’accordo col vice-presidente della Provincia di Foggia, Billa Consiglio, che auspica «un’informazione meno auto-referenziale e più attenta a spiegare e farsi capire dai cittadini».
«Indice di degrado, piuttosto che di crescita del Paese», per il direttore di Famiglia Cristiana, «la spettacolarizzazione del dolore, che specula e banalizza sentimenti meritevoli di più rispetto. Che viola il senso profondo di una professione, quando ci si accontenta di scrivere verosimilmente. Che declina verso aberranti letture sociologiche, quando arriva a considerare la diversità un’eresia».
«Altoparlante del popolo» l’ha definito Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo della Diocesi di Lucera-Troia, «la cui intelligenza, esperienza e vita sono state sempre spese al servizio della verità». Quella stessa verità che don Antonio Sciortino non si stanca di raccomandare: «Va cercata instancabilmente. A tutela della libertà del giornalista, unico fondamento della libertà di stampa». Condividendo il riferimento morale a modelli riconosciuti come Montanelli, Biagi o la Fallaci.
Nel confermare, infine, l’ottimo stato di salute del suo giornale, «che continua ad essere una rivista al servizio della famiglia», ha esortato il laicato a perseverare nel far sentire quotidianamente la sua voce «con la pari dignità derivante dal Battesimo». E ha citato in chiusura il Cardinale Tettamanzi, quando invita il mondo dell’informazione ad abbassare l’enfasi da «professione», per ritrovare la preziosità artigianale del «mestiere», che si fa ministero: cioè servizio. Per stimolare il giornalismo a tornare a «consumare le sue scarpe» ed essere davvero «al servizio dei lettori». Perché questo «è un mestiere che va fatto con i piedi per terra!».
L’incontro con don Sciortino si è svolto nello scenario suggestivo della Chiesa dell’Annunziata, nel complesso abbaziale di San Michele Arcangelo, ad Orsara di Puglia domenica 24 ottobre. Ambiente storico ed artistico ideale, per confrontarsi su un tema antico e nobile come l’Etica, nella forma moderna ed elegante impostata da Ecotium, secondo il taglio della proposta culturale del Distretto Daunia Vetus. Che si ritrova ad incrociare la stessa attività di Famiglia Cristiana, sul sentiero comune di soccorso a quella che è stata definita una vera e propria azione di «emergenza educativa».
Prossimo appuntamento a Castelnuovo della Daunia il 5 novembre (www.dauniavetus.it), per affrontare “L’etica nella politica” con don Rocco D’Ambrosio – docente di Filosofia Politica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e di Etica della Pubblica Amministrazione presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione del Ministero dell’Interno.

Antonio V. Gelormini



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