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AgriBioColtura. Ma che bontà! Oh, che bontà!
Produzioni nostrane da apPrezzare per l’alta qualità e per gli accessibilissimi costi! Perché… la Salute passa anche dal ComPanatico!

Lucera, 30.09.2009 - Giornata speciale per i mass media locali quella che si è svolta nella mattinata di sabato 26 settembre presso Contrada Pampanelle, sede legale della MGF Comunicazione & Immagine, specializzata nel settore pubblicitario ed organizzatrice della manifestazione. Gli addetti stampa hanno avuto così finalmente “l’onore” di conoscere una nuova realtà imprenditoriale, quella dei 4 Consorzi Agroalimentari che hanno sposato il progetto di promuovere i frutti preziosi della nostra terra non solo all’estero, ma per questa occasione anche a livello locale, dandoci la possibilità di inorgoglirci di fronte a questo “fiorente campo” dell’economia del nostro territorio. Nella conferenza stampa, ripresa in diretta dalle telecamere di Puglia Channel, con la conduzione di Aldo Barletta, noto per la trasmissione Punto Verde, andata in onda per molti anni su TeleFoggia, il tema cardine è stato il processo di internazionalizzazione che ha interessato le produzioni dei Consorzi Agroalimentari, da cui è scaturito un notevole riscontro e grande successo, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, in particolar modo la Germania, e i Paesi dell’Est, come Polonia e Montenegro, paesi in via di sviluppo, nei quali alta è la richiesta (ovvero la domanda, per usare la terminologia propria dell’economia politica) dei buyers, ossia degli acquirenti, consumatori che hanno scoperto e che hanno saputo valorizzare quelle che sono le produzioni nostrane.

Arrivati sul luogo dell’incontro, un’ammirabile villa con tanto di giardino sul davanti ed un atrio esterno che immette in un’altrettanta hall vetrata, dalla quale poi si viene condotti in quelli che sono gli uffici dell’azienda, ci si è trovati di fronte a delle tavole imbandite, ognuna delle quali, occupanti un angolo specifico, si componeva di quelle che erano le produzioni delle aziende di questi 4 Consorzi, ciascuna specializzata nella coltura di ortaggi piuttosto che di olive, da cui si ricava un delizioso olio extravergine di origine protetta e soprattutto di natura biologica, senza cioè l’utilizzo di fertilizzanti e conservanti, anziché nella raccolta di carciofi ovvero di melanzane per la composizione delle conserve sottolio, delle quali la nostra terra vanta un numero elevato di preparazioni, perché poi in realtà si tratta di ricette culinarie che rientrano in quella che viene soprannominata la “tradizione della nonna”, cioè fatti propri ed acquisiti a fronte degli insegnamenti che si sono trasmessi di generazione in generazione e hanno fatto sì che i discenti non disperdessero tutto quanto.

Ed è così che ad occupare una porzione di tavola del Consorzio Agribio, troviamo anche l’azienda Masseria del Sole, di cui è Amministratore il dott. Gianni Pitta, già Presidente del Lucera Calcio nonché Vice Presidente del suddetto Consorzio. Intrattenendo una breve conversazione con lui, ci si rende subito conto che forte e radicata è dentro di sé questa passione per l’imprenditoria, che interessi qualsiasi settore economico e sociale, ed infatti, questa nuova avventura, cominciata all’incirca 3 anni fa con il contributo e l’ausilio della MGF nella propaganda dell’olio extravergine d’oliva prodotto nei frantoi della Masseria del Sole, ne ha fatto il Consorzio del quale fa parte, il pioniere, perché subito dopo l’avvio di questa pratica di mercato nonché strategia di marketing avviata dall’Agribio, si sono accodati i restanti 3 Consorzi, con l’intenzione di dare inizio ad un programma di presentazione dei propri manufatti, è il caso di dire, all’estero specialmente, con la concertazione della società che tanto si è data da fare per l’organizzazione di tutti quegli eventi, compreso questo, come fiere, conferenze, convegni, degustazioni pubbliche e così via, che hanno portato alla ribalta questo ambito dell’economia, cosiddetto ormai primario e quindi troppo arcaico per decidere di investire i propri capitali, che qui al sud costituisce però il nostro mezzo di sostentamento ed anche il nostro pane quotidiano. E quindi non si poteva non decidere di allargare il mercato di questi prodotti agroalimentari e caseari oltre i confini nazionali, così da poter dare ad esso nuovi stimoli, per evitare che diventi un settore in disuso a scapito degli altri due settori, il secondario, ossia l’industria, e il terziario, ossia l’ambito della commercializzazione e della consulenza a pagamento di servizi. Appunto per questo, una delle intenzioni principali di Pitta, a differenza di altri suoi colleghi agresti, è di far conoscere questa realtà, nel caso specifico mediante il nostro strumento di informazione in rete, anche alla categoria di consumatori che abitano il raggio d’azione in cui operano i Consorzi, non condividendo assolutamente la tesi secondo cui la causa del declino e della decadenza delle aziende agricole qui al sud siamo noi stessi, e quindi noi alla base del cambiamento di rotta verso gli altri Paesi dell’Europa che, molto probabilmente, oltre ad apprezzarne il gusto di queste primizie che costituiscono per loro una specialità, ne stimano la qualità con un prezzo che, seppure elevato, è giusto ed è chip, ossia economico, pure perché a monte «vi è un’attività manuale che nemmeno nella “Fiat” c’è», per riprendere una frase esposta dal Presidente dell’azienda ortofrutticola Caccavelli Group, Luigi Tricarico, considerando che alla lavorazione delle conserve alimentari e dei sughi pronti, anziché della coltura degli ortaggi con cui poter cucinare, sono impegnate tantissime persone che, quotidianamente, sono dediti nella resa del piatto da portare in tavola meno difficile da prepararsi e più facile a cucinarsi.

Pitta ritiene che la strada dell’associazionismo in Consorzi sia l’unica meno irta di ostacoli altrimenti da superare da soli, che ha consentito di ottimizzare al meglio le scarse risorse agricole che hanno portato la maggior parte delle aziende a conduzione familiare allo sfacelo, e quindi l’unico modo per farcela, soprattutto in tempi di crisi come questi, è quello di entrare a far parte di un solido e solidale gruppo di imprese, così da poter essere più forti, secondo la massima “uno per tutti, tutti per uno”, nel mercato internazionale. Ed infatti le fiere alle quali ha partecipato lo stesso Vice Presidente dell’Agribio, anche in qualità di interessato numero uno in questa lotta alla sopravvivenza del settore agroalimentare, a New York, in Inghilterra ed in Germania, addirittura negli Emirati Arabi e prossimamente in quella che si terrà a Colonia, costituiscono la fase terminale di un processo che, come ha spiegato uno dei soci della MGF, Francesco D’Apollo, è fatto di stadi da testare e da superare se si vuole arrivare alla promozione e alla presentazione dei prodotti che Madre Natura ci offre sui mercati globali.

Di tutto questo si occupa l’amministrazione centrale della MGF, quindi pochi sacrifici, se non quello di volere a tutti i costi battersi per lo sfruttamento delle risorse primarie particolari del nostro territorio, allo scopo della propria sussistenza e a fini di lucro, sono richiesti ai Consorzi, alla cui dirigenza di tutti è quattro, vi sono giovani dalla spigliata voglia imprenditoriale e di affermazione del nome della propria Terra di Puglia sulle “bancarelle” dei mercati nazionali e internazionali, perché loro, con quell’energia e quel dinamismo propri di questa età e di questa generazione, tendono a mettere a repentaglio quelli che sono invece i seniors in questo campo, poiché questi ultimi non sono aggiornati sulle tecniche di lavorazione e sui requisiti necessari per l’integrazione e per la socializzazione con quelli che sono i colossi, a livello europeo, di questa catena di smercio, non in senso dispregiativo, delle agrobioculture.

Allo scopo di non assistere più alla visione di cosiddetti made in nazioni straniere, anziché fatti in Italia, dobbiamo preservare il mercato locale, sia per non essere accusati ingiustamente di “disdegnare il piatto in cui si mangia”, per il fatto di tendere a comperare prodotti che, seppure a prezzo basso, non sono equiparabili per qualità e metodo di lavorazione a quelli sopraccitati, e sia per celebrare l’ascesa del sud Italia nella commercializzazione e nel meglio sfruttamento delle risorse agricole ed anche di natura animale a livello locale, nazionale, internazionale e, perché no, anche mondiale, soprattutto se pressante è la volontà di crescere come Paese, ma in modo particolare di vedere realizzato il desiderio di non dover più emigrare per trovare lavoro perché abbiamo chi ce lo offre a pochi passi da casa nostra, ed è la Provvidenza Divina che ha deciso di piantare le sue radici proprio sul nostro territorio. Quindi il monito, anche secondo Gianni Pitta, rivolto anche e particolarmente ai giovani, è quello di non rinnegare mai la propria Terra, verso la quale quasi sempre si manifesta denigrazione e disdegno per via della scarsa offerta in ambito professionale e generale, ma di apprezzarla perché, grazie a noi, è possibile a Milano acquistare il Pane di Altamura piuttosto che la salsa preparata con pomodori coltivati e curati nei nostri campi, così come gran parte della pasta esportata in tutta Italia e nel Mondo viene prodotta dalle enormi quantità di grano raccolto ogni anno nelle nostre floride terre. Orgogliosi, quindi, di essere Pugliesi e Sudisti, per usare un termine molto caro al Principe de Curtis, perché la genuinità e la semplicità sono le caratteristiche che ci contraddistinguono, nonché trasparenza ed incontaminazione costituiscono quel quid necessario a rendere un prodotto da forno oppure una conserva alimentare sempre come appena preparato e fresco di giornata!
E sennò che AgriBio è?

Ebrahim, Danilo Maceria

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