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Lucera. Il Presepe vivente di San Giacomo Magg. Ap. in tre giornate
L'inedita iniziativa della Parrocchia affidata a don Ciro Fanelli e don Arturo Di Sabato annovera Lucera tra quelle realtà che già da tempo si sono attivate per la rivisitazione dell'evento più rappresentativo dell'anno

Lucera, 25.12.2008 - Anche Lucera – grazie alla numerosissima comunità parrocchiale di San Giacomo Maggiore Apostolo, che ha trasmesso a don Ciro Fanelli e a don Arturo Di Sabato l'idea di organizzare un evento "particolare" e inedito per le festività natalizie – entra oggi a far parte di quelle realtà della provincia e del Subappennino che da diversi anni si sono attivate per rivisitare l'evento più rappresentativo dell'anno.
A Natale in quasi tutte le case si trova un albero addobbato a festa. Ma il presepe evoca ben altre emozioni e spesso lo troviamo rappresentato in forme e materiali di varia dimensione e natura. Se poi quel presepe prende forma e si anima fuori dalle case, allora l'emozione può aumentare a dismisura e, con essa, la gioia di rivivere le atmosfere di Betlemme che ci hanno accompagnato fin dai primi passi della nostra infanzia.

I parrocchiani di San Giacomo Magg. Ap. hanno pensato, quest'anno, che Lucera non poteva più attendere mentre altri centri procedevano nella rievocazione presepiale contando l'ennesima edizione. Ed allora si sono presentati con il cuore colmo di entusiasmo a don Ciro per dire che «…quest'anno dobbiamo provarci anche noi, ad ogni costo».

E don Ciro ha accolto molto volentieri la proposta: «Da quando sono diventato parroco di San Giacomo – ha affermato – ho posto tre priorità: la famiglia, i giovani, i catechisti. Ogni anno ognuna di esse dovrà rappresentare un obiettivo da raggiungere da parte della comunità di riferimento e deve essere accompagnata da uno slogan che riassuma tutta l'attività parrocchiale. L'anno scorso, per esempio, è stato: "La famiglia comunica il Vangelo". Quest'anno, invece, è: "Famiglia, apriti al Vangelo". All'interno di questo progetto è stata pensata la realizzazione del presepe vivente che ha previsto un percorso fatto di "stazioni" e la originalità di portare il visitatore a conoscere siti rionali trascurati dallo stesso lucerino. «Abbiamo pensato – ha infatti detto don Ciro Fanelli – di utilizzare angoli sconosciuti del quartiere, luoghi che oltretutto ben si prestano alle scene presepiali». La valorizzazione di quegli slarghi, stradine e piazzette poco noti ha richiesto il coinvolgimento delle famiglie, dai più piccoli ai più grandi.

Da una prima impressione che si è avuta la sera dell'esordio avvenuto domenica 21 dicembre ad iniziare dalle ore 19:00 «…e che ci ha visti premiati – ha ricordato don Ciro – dalla presenza del Vescovo S.E. Mons. Domenico Cornacchia», va detto che l'idea è ben riuscita. Un percorso di partenza che da vico Pergola (una stradina che costeggia la chiesa e gli orfanotrofi San Leonardo) porta ad addentrarsi in altri vicoletti e piazzette dove sono state riprodotte egregiamente scene (esterne ed interne) in cui vi si trovano mercanti, bambini in festa, lavandaie in piena attività, giovani, bivacchi e accampamenti in attesa del lieto evento che intanto stava per realizzarsi in una rappresentazione all'interno del cortile di Palazzo Ramamondi, quando domenica 28 dicembre (secondo appuntamento con il presepe vivente di San Giacomo) il bue e l'asinello attraverseranno quei vicoletti per giungere laddove ci sarà anche il Bambino Gesù. E poi le botteghe del pane, quella del vasaio e delle ricamatrici, il fabbro… Senza considerare che la casualità ha voluto addirittura mettere l'accento sulla mediterraneità di molti volti di figuranti. Uno spazio-tempo, insomma, fatto di suggestioni ed emozioni veramente uniche. Tanti i figuranti, tra cui spiccava la presenza del re Erode.

Domenica 4 gennaio 2009, invece, sarà il momento in cui si potranno ammirare le figure dei Re Magi. Un racconto a tappe, in tre serate, una sperimentazione che di certo, visto il risultato e la partecipazione di pubblico ottenuti, troverà un prosieguo negli anni a venire in modo da poter finalmente dire alla città (ma soprattutto ai potenziali visitatori che vorranno giungere dall'esterno) che anche Lucera ha il suo presepe vivente da mostrare. E magari un giorno si potrà lanciare anche un'idea concorsuale che mira ad eleggere il presepe vivente più bello della Capitanata. Un progetto che potrebbe vedere la sua realizzazione proprio in terra federiciana.

«Quella di quest'anno – ha dichiarato un don Ciro visibilmente contento – è davvero una bella esperienza, perché ha coinvolto tanta gente che si è cimentata nella fase preparatoria. Un'impegno ed una disponibilità inediti da parte di uomini, bambini e soprattutto donne della comunità parrocchiale. Penso ai vestiti, alle scene, al reperimento di attrezzi e suppellettili…». Una fase preliminare partita dai primi annunci fatti durante le messe domenicali. La fase operativa ha richiesto circa un mese per mettere insieme tutto l'occorrente e per coordinare tutte le azioni che portassero alla riuscita dell'evento. E considerato l'esito, «…è il caso di dire che il Signore ci ha assistito» ha detto don Ciro Fanelli che ha poi rimarcato: «In tutto questo scenario non va dimenticata la missione fondamentale: il primo messaggio che si vuol dare è il coinvolgimento della famiglia. Mettere quindi il Vangelo al centro del quartiere in maniera visibile e piacevole per tutti vivendo queste atmosfere».
Sì, sono gli stessi scenari dell'infanzia, che appartengono a ben altre epoche e che con queste occasioni si sta cercando di ricongiungere facendo rivivere quei valori che sono propri della famiglia e della vita parrocchiale.
La rivelazione finale è una novità della Quaresima: «Per la prossima Via Crucis vorrei fare in modo che ogni venerdì, come per il presepe vivente che abbiamo realizzato, essa si svolga in una zona del quartiere diversa. Il giorno di chiusura invece sarà protagonista Piazza San Giacomo, visto che da poco è stata restaurata e restituita alla città ed ai parrocchiani».
Tornando all'evento del presepe vivente di San Giacomo vorrei però formulare una considerazione del tutto personale. Ad ammirare tutto quel ben di Dio occorso per la realizzazione di questa rievocazione mi è venuto spontaneo chiedermi quali costi esorbitanti avesse mai richiesto qualora ad organizzarlo fosse stato un ente pubblico locale…

Ed invece la consapevolezza e la gioia che traspariva la sera stessa dell'esordio da parte di tutti – partecipanti ed organizzatori – mi ha fornito l'ennesima conferma che la forza di volontà non ha prezzo. Anzi, ha un valore infinito che non si è certamente misurato in denaro.

Roberto Notarangelo

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