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A Tutolo è andato "di traverso" anche il… Buono Pasto. Eppure Bizzarri lo ammonì: «Atto populistico»
Pur nell’assenza di qualsiasi atto gestionale d’esecuzione del deliberato, ai dipendenti comunali erano stati materialmente sospesi i buoni pasto

Lucera, 15.09.2021 - I diritti dei lavoratori sono una conquista nata sul finire dell'800, quando Parigi e Vienna vivevano un'epoca (anzi una "bella epoca") di cambiamenti in positivo. La rivoluzione industriale, le numerose scoperte, l'arte, la scienza (soprattutto la medicina), i fermenti sociali e culturali tra cui, appunto, la condizione di chi si vedeva costretto a "lavorare" mettendo a dura prova la propria salute e la condizione di vita della famiglia. In quel periodo nacquesro i sindacati (oggi ormai camaleontizzati con la politica) e i partiti politici, come il Partito Socialista che si schierò in difesa del popolo, specie di quel popolo fino ad allora costretto sul luogo di lavoro ad una vita massacrante (sapeva quando iniziava ma non quando avrebbe smontato) per un tozzo di pane.
Questo breve prologo introduce un argomento che nel ventunesimo secolo ha dell'incredibile in un piccolo centro della Capitanata intriso di storia (e di nobile civiltà) le cui origini si vorrebbero risalenti a prima della fondazione di Roma.
Parliamo, ovviamente, di Lucera. Una città che in pochissimi anni (dal 2014 al 2020) ha conosciuto uno dopo l'altro solo fallimenti tanto da farla oggi apparire come un luogo in forte decadenza.
Tra i fallimenti più eclatanti, quello economico e finanziario del Comune (unica volta nella storia), bastonato a più riprese dalla Corte dei Conti e dal Ministero dell'Interno. Satelliti di questo pianeta fallito ad opera di colui il quale può essere senza dubbio classificato (il ritornello è d'obblico e serve perché riesca ad entrare nelle teste di certi testardi senza giustificazione) come il peggior sindaco della storia della città, sono il Sant'Anna in Piazza Duomo, le rovine di Viale Castello, la recente sentenza della Corte d'Appello di Bari sulla ben nota viceda legata agli indennizzi dei suoli della Zona 167 a sfavore dell'ente di Palazzo di Città e tante altre sbandate che hanno determinato il degrado (soprattutto quello sociale, purtroppo) che tutti sono costretti a subire ingiustamente.
Ma un vecchio refrain recita: "Non c'è mai limite al peggio".
E allora ecco un'altra notizia fresca di stampa che riguarda un episodio che porta la matrice del solito Tutolo e che non fece gridare – all'epoca dei fatti – allo scandalo nemmeno i sindacati della funzione pubblica (forse perché chi, tra gli altri, avrebbe dovuto indignarsi e non l'ha fatto era ed è tuttora fratello di un consigliere di maggioranza, solo da qualche mese diventato di minoranza perché il colpo di mandare a casa Giuseppe Pitta non è riuscito). Uno di quegli atti che l'allora consigliere comunale Giuseppe Bizzarri definì «populistico e senza senso», visto che al Comune di Lucera non portò alcun vantaggio, anzi… Si trattò, appunto, di una decisione politica e populista che mirava principalmente a colpire i dipendenti, probabilmente considerati dei lavativi, perché al di là dell’intento manifestato nella delibera, di fatto non realizzava un grande risparmio per l’ente, considerato che l’importo complessivo non arrivava a 40.000,00 euro annui. Si pensi che dopo l’approvazione del piano di rientro, non sono stati riattivati. Una ripicca delle solite, insomma. Un capriccio dei suoi, sotto lo sguardo impassibie di chi avrebbe dovuto subito far valere i sacrosanti principi sindacali e non l'ha fatto. Ma tant'è…
L'amministrazione Tutolo sospendeva con la delibera di Giunta Municipale n. 121/2015 i buoni pasto ai dipendenti comunali. Quindici dipendenti, per la precisione, nella incomprensibile inerzia delle organizzazioni sindacali decisero di impugnare dinanzi al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Foggia l'atto "ingiusto" affidandosi allo studio professionale dell’avv. Giuseppe Bizzarri, a mezzo della sua collaboratrice avv. Angela Catenazzo, per incardinare il giudizio contro il Comune di Lucera.
Quella sospensione veniva messa in atto nelle more di approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte della Corte dei Conti e sino a nuova disposizione.
I dipendenti colpiti da quella decisione lamentavano, in sostanza, che pur essendo la disciplina fondamentale in materia di mensa e di buoni pasto sostitutivi contenuta nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del 14.09.2000 e pur essendo stati istituiti dopo accordi con la delegazione trattante del comune di Lucera, l’amministrazione Tutolo li aveva sospesi in modo unilaterale. Questo perché non vi era stato alcun confronto con le organizzazioni sindacali che vertesse appunto su detto provvedimento o che articolasse l'orario di lavoro in modo da eliminare i rientri pomeridiani.
Inoltre, l’atto di indirizzo della Giunta non era stato notificato dai Dirigenti dei diversi Settori ai diretti interessati, né alle sigle sindacali coinvolte; e, cosa ancor più grave, all’atto di indirizzo della Giunta non era seguita alcuna determina dei Dirigenti dei singoli settori, con cui si dava corso alla volontà dell’esecutivo. Per cui, pur nell’assenza di qualsiasi atto gestionale d’esecuzione del deliberato, ai dipendenti comunali erano stati materialmente sospesi i buoni pasto dal mese di Giugno del 2015.
Il Giudice del Lavoro di Foggia ha dato ragione ai ricorrenti sostenendo, appunto, che la condotta dell’Ente integrasse una modifica unilaterale degli accordi pattizi e, come tale, fosse illegittima.
In sostanza il Tribunale ha censurato la delibera di Giunta perché si mostrava, di fatto, come un atto d’imperio adottato senza alcuna consultazione con le delegazioni sindacali dei dipendenti comunali e senza operare modifiche dell’orario lavorativo (rientri pomeridiani) per il quale i buoni pasto erano stati originariamente istituiti, in ossequio al CCNL.

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