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Crocifisso Negato: la piccola politica ostacola il rispetto e la pietà dei defunti

Il Crocifisso Negato: quando la piccola politica ostacola il rispetto e la pietà dei defunti. La chiesa prenda provvedimenti e non si nasconda. Così avanza il male.

di Gino Carnevale

La morte dovrebbe rappresentare quel confine invalicabile in cui le divisioni politiche, le beghe personali e i rancori di parte si azzerano di fronte al dolore e alla dignità umana. Purtroppo, a San Nicandro Garganico, la realtà amministrativa e il livore istituzionale sembrano calpestare anche questo principio fondamentale.

Da tempo, un Crocifisso – donato alla comunità e destinato alla sala mortuaria del cimitero comunale – attende invano di trovare la sua collocazione. Un simbolo di fede, di raccoglimento e di universale condivisione spirituale, che dovrebbe accogliere chiunque cerchi conforto nel momento del lutto più profondo. Eppure, il manufatto resta inspiegabilmente dimenticato, ostaggio di una stasi burocratica che ha tutto il sapore di una ripicca politica.

LA CRONACA DI UNA PROMESSA CALPESTATA E L'ATTO UFFICIALE

Il 10 luglio 2026, come tutti ben sapete, ci siamo recati prima nel cimitero per testimoniare ancora una volta l'assenza del vecchio crocifisso e poi la volontà di donare il nuovo crocifisso alla presenza del segretario comunale, con un protocollo ufficiale diretto al comune. Ad oggi, dopo il 10 luglio, nulla si è verificato e nulla si verificherà, stando all'incomprensibile volontà del sindaco di mantenere il "punto" da anticristiano, perché è così che va definito chi si oppone a un gesto fatto con il cuore per una comunità che costantemente viene violentata da chi si professa ciò che non è.

IL DOLORE DEI CITTADINI E GLI ATTACCHI SOCIAL DEL SINDACO

"Ci sentiamo addolorati e offesi", testimoniano numerosi cittadini che avevano intravisto una luce di speranza dopo la donazione del nuovo crocifisso. Le scuse non bastano e non servono. Ma nel frattempo non dimentichiamo le offese del sindaco al sottoscritto e al consigliere Antonio Berardi che, con un post su Facebook, mascherava l'immagine di Adinolfi con il crocifisso in braccio definendoci miserabili e ipocriti nominando un versetto della Bibbia. Ma ad esso sono sempre pronto a rispondergli chiedendogli se ricorda ancora l’ottavo comandamento che riguarda il valore della verità e il rispetto della reputazione altrui nei rapporti umani, sociali e civili.

  • Condanna della menzogna e della calunnia: Vieta di alterare la verità, diffondere notizie false, sminuire o distruggere l'onore e la reputazione delle persone con accuse infondate o giudizi temerari.
  • Condanna dell'ipocrisia e del pettegolezzo: Vieta la doppiogiochezza, la manipolazione dei fatti e la diffamazione (il parlare male degli altri alle spalle).
  • Dovere di verità e trasparenza: Impone la lealtà, la sincerità e l'onestà nelle parole e nei comportamenti, sia nella sfera privata sia nella vita pubblica e nelle istituzioni.

LA LOGICA DELL'OSTRUZIONISMO AI DANNI DELLA COLLETTIVITÀ

Dietro questo incomprensibile ritardo si staglia l'ombra di un braccio di ferro istituzionale. Il sindaco, con un atteggiamento che appare sempre più distante dai reali bisogni e dai sentimenti della cittadinanza, sembra temporeggiare e frenare l'installazione del sacro simbolo per un unico, meschino motivo: punire politicamente chi si è fatto promotore di questo gesto di generosità verso la comunità.

È un cortocircuito democratico inaccettabile. Quando un amministratore pubblico subordina il decoro dei luoghi comunali, il rispetto per i defunti e la sensibilità dei familiari in lutto a una vendetta personale o a un regolamento di conti politico contro un avversario, viene meno al giuramento prestato e al mandato ricevuto dai cittadini.

IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA CHIESA: QUANDO IL GREGGE VIENE ABBANDONATO

In tutta questa vicenda di chiara matrice politica e di meschino ostruzionismo, un aspetto ancor più grave e doloroso lascia sgomenti: il silenzio della Chiesa. Di fronte a un’offesa così palese ai simboli della fede, alla spiritualità e al decoro di un luogo sacro come la sala mortuaria del cimitero, la Chiesa tace e non fa nulla per sostenere la ricollocazione del Crocifisso. Un’inerzia incomprensibile che sa di rassegnazione o, peggio, di colpevole distacco. Il male avanza, la prepotenza della politica calpesta i valori cristiani e la Chiesa istituzionale resta a guardare, immobile, senza muovere un dito per ostacolare questo inaccettabile cortocircuito spirituale e morale. Chi dovrebbe difendere i valori della fede e denunciare le ingiustizie sceglie la via del silenzio, lasciando la comunità sola a subire questa umiliazione.

L'APPELLO: PREVALGA IL BUON SENSO

I cittadini di San Nicandro Garganico non chiedono conflitti permanenti, né tantomeno teatri di ripicche personali sulla pelle di chi non c'è più o di chi sta soffrendo. Il cimitero è il luogo del raccoglimento per eccellenza, uno spazio laico e spirituale al tempo stesso, che appartiene all'intera comunità e non alla maggioranza di turno o agli umori personali del primo cittadino.

Bloccare l'affissione di un Crocifisso solo per rancore politico significa mancare di rispetto non a una singola parte politica, ma all'intera cittadinanza. Significa trasformare le istituzioni in un feudo privato in cui le decisioni vengono prese in base alle simpatie o alle antipatie personali.

La comunità aspetta una risposta definitiva: "Che fine ha fatto il crocifisso donato al comune destinato alla sala mortuaria?". È tempo che il sindaco faccia un passo indietro e metta fine a quest’altra pagina buia della politica locale.

Gino Carnevale

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