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TEATRO

Cechov e beneficenza: la simbiosi della vita
Quando cultura fa rima con beneficenza. La regista Lucianna Modola ed il suo gruppo teatrale in una rassegna sull'autore russo

Lucera, 23.01.2005 - Venerdì 28 Gennaio, presso il teatro dell’Opera di Lucera, l’associazione culturale teatrale Mythos metterà in scena “Omaggio a Cechov”, destinando il ricavato alle popolazioni colpite dal maremoto nel Sud-Est asiatico.
Per il centenario della morte, la regista Lucianna Modola ha raccolto frammenti significativi della produzione teatrale dell’autore russo tratti, ad esempio, da “Il Gabbiano”, “Zio Vania” ed opere meno note ma ricche di humor ed ironia come “La domanda di matrimonio”, che verranno interpretate dagli ottimi attori in erba dell’associazione. La serata, presentata da Ilenia Carlantuono e de Manuela Forteschi, con la partecipazione di Sara Di Pasqua (Ecole da Danse Classique di Caterina Graziano), si annuncia impegnativa ma divertente, mostrando non solo un teatro psicologico, introspettivo ed intimistico, ma anche godibile e buffo.
Il teatro cechoviano rappresenta uno dei momenti decisivi della drammaturgia moderna. Tolstoj lo ha paragonato ad una tecnica pittorica in cui le pennellate vengono disposte a caso e, solo guardando l’opera da una distanza relativamente lontana, si può cogliere la sua veduta d’insieme, un quadro chiaro, indiscutibilmente comunicativo. La cosa che più sorprende e che affascina questo autore, è la morbosa attenzione per la psicologia dei personaggi, quasi livellati da un continuo e pedissequo scrutare dentro, oltre alla geniale capacità di far respirare al pubblico vere e proprie atmosfere più che semplici narrazioni di vicende. Del resto, lo stile sobrio e semplice non fa che mettere in luce la tragicità e la comicità del quotidiano.
Un grazie al gruppo Mythos che, tra mille difficoltà, riesce sempre a “produrre” Cultura (con la C maiuscola, appunto) pur muovendosi tra mille ostacoli.
Riportiamo di seguito il programma dell’evento.

M.M.S.

Il canto del cigno
Svietlovidov (Marco Barbaro)
Nikita (Marco Scarlato)

Il Gabbiano
Nina (Sarita Monti)
Treplev (Antonio Russo)

La domanda di matrimonio
Lomov (Marco Scarlato)
Natal’ja (Valentina Pasciuti)
Cubukov (Marco Barbaro)

Zio Vania
Elena (Antonella Matera)
Sonia (Francesca Cozzolino)
Vojnickij (Antonio Russo)
Astrov (Valter Montepeloso)

L’Orso
Popova (Sarita Monti)
Smirnov (Ottavio D’Emilio)
Luka (Giuseppe Lorusso)

Note di Regia

Anton Cechov, di cui vogliamo ricordare l’importante presenza nell’universo teatrale, è stato un uomo straordinariamente interessante sotto il profilo umano ed artistico.
L'appartenenza ad una famiglia disastrata ed indigente, non gli impedì di conquistarsi una piena autonomia ed indipendenza insieme al conseguimento della laurea in medicina.
Esercitò, con assoluta dedizione e grande spirito umanitario, la sua professione, che non abbandonò mai del tutto, ma la passione per la letteratura ebbe il sopravvento e fece di lui, nonostante i primi incerti esordi, un drammaturgo dallo stile unico ed irripetibile, un innovatore intento a scoprire ed evidenziare la “struttura dell'anima” dei suoi personaggi che rappresentano tutti l’uomo nella sua quotidianità
Il suo fu, quindi, un teatro prevalentemente psicologico, introspettivo, intimistico, condotto con una semplicità di linguaggio disarmante e volto ci scavare nel dramma umano di chi, vinto dalla fatalità, dall’inerzia, viene trascinato dalla corrente della vita.
Autore universale e moderno, quindi, giacché il dramma dei suoi eroi coincide, chiaramente, con il dramma dell’uomo di oggi il quale, perduto l’orientamento per perseguire i valori essenziali della vita, vaga incerto e confuso nel marasma di altri pseudo valori che nulla hanno in comune con la crescita morale e spirituale dell’individuo e della società.
Il suo nome è prevalentemente legato alle opere più famose: “Il Gabbiano” – “Zio Vania” –“Le tre sorelle” – “Il giardino dei ciliegi” che nel loro complesso formano una geniale cronaca della vita del tempo, impietosa nella sua verità e, insieme, pervasa di pietà e di dolore, ma sono molti gli scritti, elaborati con humor ed ironia, che denotano uno spirito libero, assai versatile, ed animato da una intensa carica vitale.

Mythos - Ass. Culturale Teatrale
Via IV Novembre, 79 - Lucera
Telefono: 0881/520386

info@ilfrizzo.it



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