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TEATRO

Primo appuntamento per la rassegna teatrale “Orto degli Attori” arrivata alla II edizione
Un moderno Pinocchio, una giovane donna che sacrifica la propria felicità per salvare un bambino abbandonato

Foggia, 26.01.2005 - Venerdì 28 gennaio alle ore 21:00, primo appuntamento per la rassegna teatrale “Orto degli Attori” arrivata alla II edizione. La rassegna nasce come appuntamento dedicato alle realtà teatrali pugliesi. L’Oda Teatro ospiterà la compagnia Maccabèteatro con lo spettacolo “Pinocchio”, adatto ad un pubblico che va dagli otto anni in poi, con la regia di Enzo Toma. La favola famosa di Collodi, riscritta da Teresa Petruzzelli, vede come protagonista un disabile, Vito Carbonara, che sogna e, nel sogno, lui è pinocchio. In un incubo vive una fiaba nella quale la fatina somiglia a sua madre e il grillo parlante a suo padre. Uno spettacolo nel quale si pone una grande attenzione al mondo dei disabili molto caro a Enzo Toma.
Sabato 29 gennaio alle ore 21:00, grande ritorno a Foggia del regista Carlo Formigoni che dirige la compagnia “Teatro le forche” nello spettacolo “Cerchio di gesso - la storia di Gruscia e la storia del giudice”. La formazione di 12 attori metterà in scena la storia di una giovane donna che sacrifica la propria felicità per salvare un bambino abbandonato in tempi di guerre sviluppando un sentimento materno. Il giudice che dovrà giudicare il caso di questo bambino, poi conteso dalla madre naturale e da quella adottiva, capiterà essere un uomo di intelletto.
E infine domenica 30 gennaio alle ore 19:00, la compagnia “La differànce” chiuderà la rassegna con lo spettacolo “Mom Mom Mom Blom - teatro futurista”, con la regia di Elvira Maizzani. Il teatro sintetico futurista nasce dall’improvvisazione, intuizione e creatività dell’artista, elementi che lo hanno sempre contrapposto al teatro di tradizione. Lo spettacolo si avvarrà di proiezioni in video in stile futurista e di musiche di Schoenberg, Ravel, Satie, Prokofiev.
Biglietto unico 7,00 €. Abbonamento a 3 spettacoli 15,00 €. Per informazioni 0881/663147 o www.odateatro.it

Per l’Oda teatro - Cerchio di Gesso
L’Ufficio stampa - Giovanna Maffei

MACCABÈTEATRO
Direzione artistica, Enzo Toma
CERCHIO DI GESSO CENTRO DIAGHILEV
Presentano…

"Pinocchio", di Teresa Petruzzelli
con: Vito Carbonara, Salvatore Marci, Annalisa Legato, Michele Napoletano
Scene e costumi, ideazione e realizzazione: Michele Napoletano
Assistente alle scene: Porziana Catalano
Musiche: Paolo Daniele
Assistente alla regia: Damiano Gadaleta
Regia: Enzo Toma

Pinocchio, ovvero quando protagonista di una storia è un disabile.

Nella nostra messa in scena Vito è una persona come tante, che sogna, e nel sogno lui è Pinocchio. A Vito-Pinocchio non resta che rifugiarsi nell’incubo notturno per la visione deformata di una fiaba, solo che, a differenza della storia collodiana, i personaggi sono figure della quotidianità: la Fatina somiglia alla mamma appena uscita dal parrucchiere, il Grillo sembra il suo papà che fa le abluzioni mattutine, riversando su Vito-Pinocchio frustrazioni e piccole meschinerie a cui sono costretti per sopravvivere.
Il linguaggio è scavato, essenziale, sarcastico. La comicità nasce dalla decadenza di ciascun personaggio.
I bambini vedranno maschere, colori, costumi, trasformismi, un labirinto intrigante e divertente accompagnato dalla musica e dalle canzoni dove la fine è segnata dall’impossibilità, per Vito, di scorgere l’impalpabile confine tra sogno e realtà.
(Nota: Lo spettacolo è adatto ad un pubblico di bambini di età compresa tra 8 e 80 anni).

"Il CERCHIO DI GESSO"
La storia di Gruscia
La storia del Giudice

Regia di Carlo Formigoni

con: Nica Accettura, Luigi Capezzuto, Laura Cecere, Giuseppe Ciciriello, Antonella Colucci, Espedito Chionna, Deianira Dragone, Daniela Giummo, Salvatore Laghezza, Gianni Risola, Lisa Serio, Giancarlo Luce

"Terribile è la tentazione della bontà". Su questo pensiero che capovolge l'uso del termine “Ostentazione", solitamente associato al male, verte la tematica di questa storia antica, ritrovabile nella letteratura e nel teatro cinese e anche nella Bibbia, in un celebre giudizio del Re Salomone. La storia: una giovane donna sacrifica la propria felicità per salvare un bambino abbandonato in tempi di guerre sviluppando un sentimento materno. Il giudice, che dovrà giudicare il caso di questo bambino - poi conteso dalla madre naturale e da quella adottiva -, capiterà essere un uomo d’intelletto, particolare che, invertendo la logica corrente, si avvicina curiosamente ad un senso più ampio di giustizia.
Lo spettacolo è diviso in due parti: la prima tratta la storia della giovane donna; la seconda la storia del giudice. È interpretato da un folto gruppo di attori che ridanno al teatro tutta la gioia e il piacere di un gioco collettivo.

Mom mom mom mom mom bloom
Teatro futurista

Umberto Boccioni - Arnaldo Corradini  - Bruno Corra - Decio Cinti -  Corrado Covoni - Emilio Settimelli - Ruggero Vasari

Il futurismo, come si sa, è il primo movimento d’avanguardia che si presenta con caratteri non specificamente orientati in un settore di attività, ma come proposta integrale di rinnovamento della cultura e del comportamento stesso, realizzando, così, con una formula del tutto nuova e rivoluzionaria, una tendenza all’incontro diretto e alla continuazione tra arte e vita. Per i futuristi questo incontro si risolve in una disponibilità incondizionata, in ogni campo, ai portati del progresso; l’arte come fatto metafisico, staccato, appunto, dalla vita e immobile nei suoi meccanismi contemplativi è violentemente rigettata, combattuta dai futuristi. A differenza del Dadaismo, il Futurismo credeva in un rinnovamento positivo, concreto ed immediato delle strutture di comportamento dell’arte e della società ed era animato da un febbrile entusiasmo.
Un’estetica futurista del teatro si delinea esplicitamente con il manifesto del Teatro Futurista sintetico, pubblicato nel 1915 e firmato da Marinetti, Settimelli e Corra. Le sintesi sono componimenti brevissimi e tendono più al rapido sfruttamento scenico di una trovata che alla creazione di un’atmosfera poetica.
Nato dall’improvvisazione, dalla fulminea intuizione, dall’attualità suggestionante e rivelatrice, il teatro sintetico futurista volle essere soprattutto affermazione di un’assoluta libertà creatrice dell’artista, che esercita il paradosso, la dissonanza e la parodia in stretto collegamento con la critica teorica al teatro tradizionale, da cui partiranno i grotteschi e poi Pirandello per attuare il rinnovamento della drammaturgia negli anni venti del novecento.
Per gli autori di questi microattiunici pubblicati nel 1915, il nuovo teatro sarà sintetico, atecnico, dinamico, simultaneo, autonomo, alogico, irreale.
Sintetico vuol dire brevissimo: l’esigenza è quella di stringere in pochi minuti, in poche parole e in pochi gesti, innumerevoli situazioni, sensibilità, idee, sensazioni, fatti e simboli, calandoli, se possibile, in una varietà di luoghi (fonte di stupore e di dinamismo) e tentando, per questa via, di sostenere e anche vincere la concorrenza col cinematografo;
Atecnico, perché rifiuta la tecnica che tutti (anche gli imbecilli) possono acquistare a furia di studio, di pratica e di pazienza e mira a restituire sul palcoscenico la vita come dinamiche sinfonie frammentarie di gesti, parole, rumori e luci;
Dinamico e simultaneo perché vi regna un dinamismo assoluto mediante la compenetrazione di ambienti e di tempi diversi;
Autonomo, alogico, irreale, perché non è sottomesso alla logica, non contiene nulla di fotografico, è autonomo, non somiglia che a se stesso.
Il nostro spettacolo, molto dinamico e ricco di ironia e di divertenti provocazioni, si avvale della proiezione di animazioni in stile futurista, di musiche di Schöenberg, Ravel, Satie, Prokofiev e può essere di grande interesse per gli studenti delle ultime classi superiori e dei licei artistici, oltre che per il pubblico serale.

Attori: Stefania Bove, Marcello Introna, Vito Latorre, Valentina Vecchio
Animazioni e costumi: Nole
Direzione video: Giuseppe Avantaggiato - Rossella Ramunni
Luci: Giuseppe Dentamaro
Fonica: Nico De Santis
Direttore di scena: Angela Giosa
Amministratore: Alfredo Utech
Regia: Elvira Maizzani

info@ilfrizzo.it



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