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TEATRO

Dall’omonimo libro di G. Gherzi e G. Giacopuzzi - Edizioni Sensibili alle Foglie
L'opera va in scena il 27 febbraio presso l'Oda Teatro

Foggia, 24.02.2005 - Domenica 27 febbraio alle ore 19:00 presso l’ODA TEATRO, sarà in scena lo spettacolo “Tuani- I re della strada” con la regia di Gianluigi Gherzi e produzione della compagnia Cerchio di Gesso.
Lo spettacolo patrocinato da Amnesty International e dall’Unicef  è tratto dal libro Tuani- Los reyes della Calle scritto dallo stesso Gherzi e dal giornalista Giovanni Giacopuzzi, al ritorno della loro esperienza in Nicaragua con l’Associazione Lo Quinchos fondata da Zelinda Roccia e che ha come finalità quella di curare l’infanzia abbandonata nicaraguese.
Lo spettacolo con protagonisti tre attori storici del Cerchio di Gesso: Mariantonietta Mennuni, Carlo Loiudice e Mario Pierrotti racconterà la condizione dei bambini di questa parte dell’America Latina fatta di miseria, povertà e sfruttamento. L’America Latina è uno dei paesi, dove la ricchezza è distribuita nella maniera peggiore. La metà della popolazione è povera e una delle conseguenze di tale problema sono le baraccopoli e le favelas, centri situati in periferia divenuti sede di questa infanzia negata. Le loro condizioni, al limite della sopravvivenza, comportano il fatto che sono costretti a lavorare per mantenere la propria famiglia e l’unico modo per poter superare la fame è l’aiuto della Pega, una colla che viene costantemente “sniffata” e che permette così di superare almeno momentaneamente i propri disagi. Sono circa 600.000 gli utilizzatori di questa colla che è considerato l’ultimo gradino di degradazione sociale sotto il quale si trova solo la delinquenza e la droga “quella vera”.
“Tuani” che vuol dire ciò che è bello, cercherà di raccontare una terra lontana descrivendo con grande realismo la vita di questi piccoli del Nicaragua. Per informazioni 0881/663147-634382 o www.odateatro.it

Per l’Oda Teatro-Cerchio di Gesso
L’Ufficio Stampa - Giovanna Maffei

Tuani - I re della strada
Dall’omonimo libro di G. Gherzi e G. Giacopuzzi - Edizioni Sensibili alle Foglie

Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Patrocinio di Amnesty International e UNICEF

Regia: Gianluigi Gherzi
Anno di produzione: 2003
Disponibilità: da ottobre 2003
Tecnica utilizzata: teatro d’attore
Indicato per un pubblico dalla II media inferiore e adulto
Durata: 70 minuti circa
Atti: unico
Interpreti: Mario Pierrotti, Mariantonietta Mennuni, Carlo Loiudice
Luci: Giuseppe De Luca

Il libro, scritto dal regista Gianluigi Gherzi e dal pubblicista Giovanni Giacopuzzi, è il primo tassello di un progetto ampio che comprende:

- drammatizzazione dello stesso Gherzi
- realizzazione di uno spettacolo
- patrocinio di UNICEF e AMNESTY INTERNATIONAL
- opportunità di adottare il testo a fini didattici
- possibilità di collaborare con l’associazione LosQuinchos di Bolzano, che si occupa di oltre 200 bambini in Nicaragua

Tuani

C’ero anch’io al Barrio La Cruz, San Marcos, Carazo, Nicaragua, quando Gigi e Giaco, ovvero Gianluigi Gherzi e Giovanni Giacopuzzi -da quelle parti detti Sghisghi e Shaco - passavano giorni e notti e notti e giorni in giro o seduti con i Quinchos che raccontavano le loro storie. A volte ascoltavo, di più li guardavo. Non c’era lì tra di loro solo un raccontarsi. C’era la vita di questi incredibili, intelligenti, forti, bellissimi e tremendi ragazzi di strada che si infilava sotto la loro pelle bianca, entrava dentro il loro cuore bianco, faceva sbandare conoscenze, sapienze, sentimenti, amore e odio, vita e morte. Ma poi, che sarà?, richiedevo.

Ecco Tuani, il libro. E, dopo, lo spettacolo.

Questi ragazzi così lontani, così diversi, così implacabili sono un dito puntato contro le nostre belle e certe coscienze occidentali. Ma chi sono? Quanti sono?
Il Nicaragua è  oggi il secondo paese più povero dell’America Latina, i ragazzi di strada sono diventati migliaia e migliaia. Il  Nicaragua è un paese di ragazzi: il 60 per cento della popolazione ha meno di 18 anni. Ragazzi che non hanno diritto ad una famiglia, un’educazione (il livello di analfabetismo dei giovani è tornato ai livelli della dittatura somozista), spesso alla stessa vita. Scappano di casa per miseria. Non una miseria per dire: quella che fa morire di fame e rende duri i cuori e pesanti le mani anche alle mani ed ai padri quando ci sono. Bambini di pochi anni vengono picchiati, seviziati con fili elettrici, machete, cinture, bastoni roventi perché mandati a vendere tortilla, chicle, acqua, tornano a casa con niente o pochi soldi. O perché chiusi in catapecchie di lamiera con catenaccio mentre la madre è fuori a vendere qualcosa, qualsiasi cosa, o a mendicare un lavoro, qualsiasi lavoro, sono scappati. O sono scappati perché, rimasti in casa con il padrastro, il patrigno, lui che non vuole figli che non siano suoi, lui, quasi sempre ubriaco, li ha massacrati di botte. Se sono bambine spesso le ha anche violentate. Il machismo nicaguarense è un machismo a tacche. Più figli hai, più tacche hai, più sei macho. Non importa che ai tuoi figli non possa dare niente, l’importante è averli. Così una donna fa uno, due figli con uno, lui lascia, lei si mette con un altro, fa altri figli con questo, che non vuole sapere nulla dei figli precedenti. Ancora oggi in Nicaragua ci sono donne con dieci, dodici, e anche più figli. Che rimangono tutti a carico della madre. Che non ce la fa. E picchia. Che si mette con un altro uomo sperando in un sostegno. E picchia anche lui. In questa spirale i bambini sono al massacro. E scappano. A giocare a prendere aria, a vedere se da qualche parte c’è un’altra vita possibile.
Ma l’unica altra vita possibile che può offrire il Nicaragua a questi bambini, con una disoccupazione che arriva al 70 per cento, con un governo molto attento a seguire servilmente le politiche economiche dettate dagli Stati Uniti e niente affatto alle politiche sociali, è la strada. La strada degli amici, della pega, la colla che intontisce, del crack, della violenza e della morte. Anche della libertà. Quella di scegliere la propria vita. Che porti alla morte o che porti al riscatto. E quelli che ce la fanno saranno le nuove leve migliori del paese. Perché, come ha detto un giorno uno dei Quinchos, “noi che abbiamo vissuto la strada e siamo sopravvissuti impariamo tutto molto in fretta”.

Tuani - I re della strada

Francesca Caminoli - Giornalista, collaboratrice del “Corriere della Sera” e de “Il Manifesto”

Tuani, nel gergo dei bambini di strada del Nicaragua: ciò che è bello, che fa stare bene, che stupisce e che incanta.
Uno spettacolo su vita e prodigi dei bambini di strada con la volontà di unire strettamente i linguaggi dell’inchiesta, dell’indagine sul campo, e il linguaggio dell’invenzione e della narrazione poetica…
Uscire dagli stereotipi moralistici sulla vita dei bambini di strada per investigare tutta la forza, la vitalità presenti nelle esistenze sottratte alla norma. I bambini  di strada prendono la parola collettivamente, per unire nelle loro parole riso e tragedia, beffa e sfregio, avventure picaresche e scacchi disarmati. Infanzia negata, infanzia che diventa subito adulta ma che comunque rimane infanzia, capace con crudeltà e tenerezza di illuminare quello che normalmente rimane coperto. Infanzia che non chiede solo di essere “integrata” ma che esige in primo luogo che si ascolti la verità e la complessità del suo racconto.

info@ilfrizzo.it



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