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TEATRO

La “Buona Novella” della “Strumenti e Figure”
Ancora successi per la Strumenti e Figure, in scena Mercoledì 23 marzo ore 21 Teatro dell’Opera

Lucera, 18.03.2005 - Ha poco più di sei anni di vita l’Associazione Culturale “Strumenti e Figure” e ha già un curriculum di tutto rispetto. È un gruppo di circa 40 persone, di cui molti giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Superando le notevoli difficoltà di avvio, grazie anche alla relazione che li lega con l’Opera San Giuseppe, in pochi anni gli sforzi e il talento di questi ragazzi sono stati ampiamente ripagati dai meritati consensi del pubblico non solo locale; infatti, il musical dal vivo “THE STORY OF THE BLUES BROTHERS” ha effettuato un “tour” che li ha visti impegnati dalla passata stagione in molte località della nostra Puglia e oltre, come Peschici, Trani, Nola, Roseto V.re, San Severo, Viterbo, Acquaviva delle Fonti, Motta, Lucera, Castelluccio, Torino e in tanti altri paesi. Grande merito va senz’altro al giovanissimo direttore artistico M° Francesco Finizio, direttore stabile della celebre “Silvio Mancini” di Lucera, figura oramai inserita nel panorama artistico e culturale della nostra città, grazie alle sue particolari doti musicali.
A conferma della loro bravura, continua ancora il tour della “Strumenti e Figure” con l’elaborazione de “LA BUONA NOVELLA” di Fabrizio De Andrè, in scena mercoledì 23 marzo al Teatro dell’Opera di Lucera, dove vengono audacemente messi in musica i Vangeli apocrifi, più umani e sensuali di quelli ufficiali. In realtà De Andrè dimostra ancora una volta il suo spirito rivoluzionario, anarchico e dalla parte dei diseredati. La sua Maria è una bambina strappata agli affetti familiari e venduta come moglie (come schiava) per essere diventata donna. Venduta a Giuseppe “un reduce dal passato, falegname per forza, padre per professione”, che trova in lei solo un'altra bocca da sfamare, diventa madre di un uomo a cui il destino ha prefissato una catarsi contro la quale lei non può opporsi. “La Buona Novella” è il capolavoro di Fabrizio De Andrè, dove si condensano straordinariamente sacro e profano, dove si ritrova la già (de)cantata elegia degli umili e si sferzano con durezza e asprezza gli abusi del potere (addirittura De Andrè riscrive i suoi personali dieci comandamenti) dove coesistono amore e odio, e soprattutto dove viene sì riletta la figura del Cristo, uomo puro mandato a morire da una società borghese, ma dove trova spazio la figura di Maria, non più Madonna, ma semplicemente donna privata del suo più grande tesoro; attraverso la dolcezza della musica e l'asciuttezza dell'eloquio si crea, così, una psicologia di donna, secondo i canoni della rivoluzione sessuale del decennio appena passato.
Tutte le canzoni si stagliano nella memoria con una forza indimenticabile e una dolcezza incredibile, ma vale la pena ricordare, fra queste, “L'infanzia di Maria”, “Il sogno di Maria”, la straordinaria e trascinante “Via della croce” [Perdonali se non ti lasciano solo, se sanno morir sulla croce anche loro, a piangerli sotto non han che le madri e in fondo son solo due ladri] - canta De Andrè, riferendosi ai due ladroni morti in croce - e la straziante “Tre madri”, dove viene cantata la disperazione delle madri dei ladri, loro sì costrette a vedere i propri figli morire per sempre [Lascia noi piangere chi non risorgerà più della morte] contro cui si fa chiaro il dolore di Maria, in realtà anche lei privata per sempre del figlio, diventato ormai padre di tutta l'umanità [Non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio].
Un’opera musicale che è, in realtà, poesia pura, dimostrazione palese di quanto manchi all’Italia e al mondo il genio di De Andrè, in questo spazio - sempre più vuoto da tre anni or sono - che è la nostra anima.
Tutto rigorosamente dal vivo, con la brillante interpretazione di Isabella Grasso e Gianni Finizio, giovane attore e regista del sodalizio; le coreografie sono curate dal noto ballerino foggiano Silvano Valente, mentre l’esecuzione dal vivo dell’Orchestra è affidata al M° Francesco Finizio.
I ragazzi della “Strumenti e Figure” tengono a precisare, però, che il loro pensiero e il loro impegno è rivolto sempre al sociale e a quei ragazzi, ai giovani, che non hanno avuto le stesse loro possibilità, quindi collaboreranno con l’Opera S. Giuseppe e con alcune strutture penitenziarie della nostra provincia, nella realizzazione di spettacoli musicali dove a far da protagonisti saranno proprio quei ragazzi e quei giovani meno fortunati.
“Strumenti e Figure” approfitta umilmente di questo spazio per dire che continuano i corsi di formazione con la “Scuola Artistica MUSICAL”, dove i nostri ragazzi si impegnano e allo stesso tempo imparano l’arte della di Danza con un’apposita scuola, della Musica e del Teatro, seguiti da insegnanti di chiara fama, dalla musica alla danza, con la collaborazione del noto ballerino Silvano Valente, coreografo della “Strumenti e Figure”. Ancora una volta la nostra “Lucera Città d’Arte” non può fare altro che godere per questi suoi figli, che dedicano la loro vita all’arte con impegno, serietà e professionalità e, magari, augurandosi di sentirsi gridare un… Ad majora!

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