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TEATRO

“Mammaliturchi - Errare humanum est”
Armamaxa continua a la lavorare su tematiche sociali continuando la strada intrapresa con “Braccianti”

Foggia, 15.04.2005 - Domenica 17 aprile alle ore 19:00, presso l’Oda Teatro sarà presentato lo studio per il nuovo spettacolo della compagnia “Armamaxa” (Enrico Messina e Micaela Sapienza) dal titolo “Mammaliturchi - Errare humanum est”, apertura al pubblico di un processo creativo in divenire che si concluderà con il debutto nazionale l’8 e il 9 maggio prossimi nell’ambito della rassegna “Tracce di teatro d’autore” a Pieve di Cento (Bo).
Il pubblico foggiano sarà così reso testimone di una fase determinante del lavoro di creazione di uno spettacolo teatrale e potrà contribuire con la propria opinione alla costruzione dell’esito finale del lavoro.
Armamaxa continua a la lavorare su tematiche sociali continuando la strada intrapresa con “Braccianti”. Questa volta oggetto dell’indagine teatrale sono gli immigrati, persone costrette a cambiare paese alla ricerca di un lavoro.
«Chi sono questi “strani-eroi” dal passo lento e paziente in cammino sul ciglio delle nostre strade? Al lavoro nei nostri campi? E cosa ci lega a loro? Storie. Storie di uomini. Da dove vengono? Non è un mistero. Ma chi sono? Come si chiamano? Nessuno ti racconterà mai una storia se tu non gliene racconti una in cambio. E per questo ci vuole tempo. Tempo. Ci vuole il tempo lungo del ricordo, della memoria. Il tempo lungo di un paio di scarpe consumate, il tempo lungo di una giornata al sole passata a guardare le angurie volare. Il tempo di dodici peroni, il tempo del confronto. Il tempo del sorgere e del tramontare».
L’Ingresso allo “studio” che chiuderà la stagione dell’Oda Teatro, è di Euro 4,50. Per informazioni tel 0881/663147- 634382 o www.odateatro.it

Per l’Oda Teato-Cerchio di Gesso
L’ufficio stampa - Giovanna Maffei

PROGETTO BRACCIANTI
"…qualche volta cantano, qualche volta sprofondano nel silenzio"

Armamaxa teatro
presenta

"Mammaliturchi"
errare humanum est

di e con: Enrico Messina e Micaela Sapienza
ricerca fotografica: Pasquale Susca
disegno luci: Michelangelo Campanale
organizzazione: Massimo Momoli
in collaborazione con la Provincia di Foggia

con il sostegno di
Tracce di Teatro d’Autore, Pieve di Cento (BO)
Teatro Kismet Opera - I. P. M. “Fornelli” di Bari

e di
La Luna nel Pozzo (Ostuni), Piccolo Parallelo (Romanengo), Santarcangelo dei Teatri - Fest. Internazionale di Santarcangelo di Romagna,
Teatro Art’In Scena (Costa Volpino), Zero De Conduite (Napoli)

con il patrocinio di
DAMS Salento - Università degli Studi di Lecce

Lo spettacolo

Chi sono questi “strani-eroi” dal passo lento e paziente in cammino sul ciglio delle nostre strade? Al lavoro nei nostri campi? E cosa ci lega a loro? Storie. Storie di uomini. E di incontri fatti di silenzi, sguardi , parole a metà, sfoghi incontenibili. A volte l’urgenza di comunicare, a volte la prudenza di studiarti prima.
Come raccontarle? Con quale poesia? Quali parole? E perché?
Mammaliturchi nasce da queste domande, piccole e umanissime, e prova a togliere il velo d’indifferenza sulla questione dell’immigrazione e del lavoro immigrato. Indifferenza che, nata forse dalla paura e dalle differenze, si alimenta ormai solo dell'abitudine. A vederli; ma come se non ci fossero: nelle strade, nei campi, sui marciapiedi di notte, sulle spiagge, ai semafori, nelle stazioni, nei discount delle sottomarche. Troppo lontani per riguardarci davvero da vicino.
Ma i "turchi" oramai sono già qui e sono in tanti, venuti a guadagnarsi la giornata. E ci cambiano la storia, mescolando le loro lingue che " …qualche volta cantano, qualche volta sprofondano nel silenzio…" alla nostra; e che noi, figli di una terra che un tempo ci costrinse ad andare, via, lontano, "noi che siamo stati naviganti senza sapere navigare", non abbiamo voglia di ascoltare. Ci cambiano la storia; portando con sé storie e narrazioni che, con l’incedere lento e inarrestabile del tempo, arricchiranno le nostre.
Da dove vengono? Non è un mistero. Ma chi sono? Come si chiamano? Nessuno ti racconterà mai una storia se tu non gliene racconti una in cambio. E per questo ci vuole tempo. Tempo. Non basta il tempo di un semaforo. Ci vuole il tempo lungo del ricordo, della memoria. Il tempo lungo di un paio di scarpe consumate, il tempo lungo di una canzone a 45 giri e quello del vestito buono, il tempo lungo di una giornata al sole passata a guardare le angurie volare. Il tempo di dodici peroni, il tempo del confronto. Il tempo di Beppe, di Mario, di Giulio. E quello di Anna. Il tempo del sorgere e del tramontare.
Quel tempo ce lo siamo preso e un po' alla volta le storie sono arrivate, quelle che sono arrivate; altre le stiamo ancora aspettando. E dietro quelle "facce di turco" ci abbiamo trovato degli uomini, "…uomini come noi, che senza mangiare, senza bere e senza fare tutti gli altri naturali bisogni non possono stare…". Uomini con le loro storie di avventure rocambolesche, notti insonni, poco cibo, tante battaglie e tanta incomprensione. Strani eroi, giramondo. Cavalieri. Come Don Chisciotte, paladino degli erranti, il cavaliere che sta dalla parte di chi affronta, che esce sconfitto ma ci riprova ogni volta, si rimette in viaggio, attraversa pericoli e avventure, scampa guai, per scontrarsi infine con una realtà che non aveva immaginato. La battaglia più grande: la quotidianità della vita nelle campagne e ai margini delle città, a migliaia di chilometri da casa, a cercare di diventare il più invisibili possibile, e continuare a sognare il ritorno e quel giorno in cui diverranno re e imperatori.

Il progetto

"Creare nuova memoria". Queste parole chiudevano il Progetto Braccianti che, sostenuto con lungimiranza e fortuna dalla Provincia di Foggia, dalla Provincia di Bologna e da Tracce di Teatro d'Autore, ha avuto il merito di risvegliare l'attenzione verso uno dei temi cardine della nostra cultura: il lavoro e, in particolare, il lavoro bracciantile.
La ricerca di Armamaxa continua ad indagare il territorio del sociale e della memoria con MAMMALITURCHI, con cui intendiamo, attraverso la fertile mescolanza di teatro, antropologia culturale, fotografia, provare a preservare una "memoria" nell'attimo stesso, per una volta, in cui si sta formando; tessendo un filo, metodologico e prima ancora etico e artistico, che dia continuità al nostro lavoro.
I materiali raccolti nel corso della ricerca costituiranno via via una sorta di archivio di questa "nuova memoria" della terra. Saranno pubblicati sul sito www.progettobraccianti.it, dove potranno essere liberamente consultati, a disposizione di chi, con noi, vorrà condividerli, elaborarli, ripensarli, discuterli, raccontarli. Una loro selezione sarà raccolta in una pubblicazione cartacea e, in formato digitale, saranno inoltre resi gratuitamente disponibili alla Biblioteca Provinciale di Foggia e alla Biblioteca del DAMS Salento Università di Lecce. Sarà inoltre allestita una mostra fotografica che accompagnerà in ogni sua tappa il lavoro teatrale che racconterà il frutto prezioso della ricerca.

Contatti
Massimo Momoli (organizzazione)
Cell.: 348 3231856 - Email: massimo_momoli@libero.it

info@ilfrizzo.it



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