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TEATRO

Riproposta "La buona novella di De Andrè" al Teatro dell'Opera di Lucera
Dopo il successo riscosso il 23 marzo scorso, Strumenti&Figure ripropone lo spettacolo il 29 aprile prossimo

Lucera, 24.04.2005 - In prosa e musica La buona novella di Fabrizio de André, sorta di opera da camera in forma di sacra rappresentazione, disco di culto del 1969, è diventata spettacolo.
A metterlo nuovamente in scena sarà la “Strumenti e Figure”, con drammaturgia e regia di Gianni Finizio a cui è affidato anche il ruolo del narratore, a Isabella Grasso la parte di Maria, riservando la figura di Tito il ladrone ad Emanuele Tibelli. Per l’elaborazione musicale si è fatto affidamento sul Maestro Francesco Finizio, leader musicale dello stesso gruppo che contribuirà dal vivo al lavoro.
Questa produzione che rende omaggio al De André rivoluzionario alle prese con un tema spirituale tratto da brani dei Vangeli Apocrifi, gesto che all’epoca fu oggetto di molte polemiche, ha debuttato il 23  Marzo al Teatro dell’Opera di Lucera, riscuotendo enorme plauso dalla critica locale e non. Adesso è in replica il 29 Aprile 2005 sempre al Teatro dell’Opera.
L’ora e mezza di spettacolo, in una scenografia completamente bianca, impegnerà oltre che ai due personaggi principali, anche tre solisti, otto strumentisti e una ventina di coristi, con la sorpresa di alcuni testi inediti perché il disco, all’epoca, non conteneva tutto il materiale scritto da De André.
Per contatti e informazioni: Direzione Artistica: M° Finizio Francesco - Via Cavour 73 - 71036  Lucera (Fg) - Tel. 0881.525257 - Mobile: 349.4621883 www.strumentiefigure.it - e-mail: francescofinizio@strumentiefigure.it

“Strumenti e Figure”
La Segreteria Artistica

La buona novella

De Andrè dimostra ancora una volta il suo spirito rivoluzionario, anarchico e dalla parte dei diseredati. La sua Maria è una bambina strappata agli affetti familiari e venduta come moglie (come schiava) per essere diventata donna. Venduta a Giuseppe "un reduce dal passato, falegname per forza, padre per professione", che trova in lei solo un'altra bocca da sfamare, diventa madre di un uomo a cui il destino ha prefissato una catarsi contro la quale lei non può opporsi. "La Buona Novella"è il capolavoro di Fabrizio De Andrè, dove si condensano straordinariamente sacro e profano, dove si ritrova la già (de)cantata elegia degli umili e si sferzano con durezza e asprezza gli abusi del potere (addirittura De Andrè riscrive i suoi personali dieci comandamenti) dove coesistono amore e odio, e soprattutto dove viene sì riletta la figura del Cristo, uomo puro mandato a morire da una società borghese, ma dove trova spazio la figura di Maria, non più Madonna, ma semplicemente donna privata del suo più grande tesoro; attraverso la dolcezza della musica e l'asciuttezza dell'eloquio si crea, così, una psicologia di donna, secondo i canoni della rivoluzione sessuale del decennio appena passato.
Tutte le canzoni si stagliano nella memoria con una forza indimenticabile e una dolcezza incredibile, ma vale la pena ricordare, fra queste, "L'infanzia di Maria", "Il sogno di Maria", la straordinaria e trascinante "Via della croce" [Perdonali se non ti lasciano solo, se sanno morir sulla croce anche loro, a piangerli sotto non han che le madri e in fondo son solo due ladri] - canta De Andrè, riferendosi ai due ladroni morti in croce - e la straziante "Tre madri", dove viene cantata la disperazione delle madri dei ladri, loro sì costrette a vedere i propri figli morire per sempre [Lascia noi piangere chi non risorgerà più della morte] contro cui si fa chiaro il dolore di Maria, in realtà anche lei privata per sempre del figlio, diventato ormai padre di tutta l'umanità [Non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio].
Un’opera musicale che è, in realtà, poesia pura, dimostrazione palese di quanto manchi all’Italia e al mondo il genio di De Andrè, in questo spazio - sempre più vuoto da tre anni or sono - che è la nostra anima.
Tutto rigorosamente dal vivo, con la brillante interpretazione di Isabella Grasso e Gianni Finizio, giovane attore e regista del sodalizio; le coreografie sono curate dal noto ballerino foggiano Silvano Valente, mentre l’esecuzione dal vivo dell’Orchestra è affidata al M° Francesco Finizio.
I ragazzi della “Strumenti e Figure” tengono a precisare, però, che il loro pensiero e il loro impegno è rivolto sempre al sociale e a quei ragazzi, ai giovani, che non hanno avuto le stesse loro possibilità, quindi collaboreranno con l’Opera S. Giuseppe e con alcune strutture penitenziarie della nostra provincia, nella realizzazione di spettacoli musicali dove a far da protagonisti saranno proprio quei ragazzi e quei giovani meno fortunati.
"Strumenti e Figure" approfitta umilmente di questo spazio per dire che continuano i corsi di formazione con la “Scuola Artistica MUSICAL”, dove i nostri ragazzi si impegnano e allo stesso tempo imparano l’arte della di Danza con un’apposita scuola, della Musica e del Teatro, seguiti da insegnanti di chiara fama, dalla musica alla danza, con la collaborazione del noto ballerino Silvano Valente, coreografo della “Strumenti e Figure”. Ancora una volta la nostra “Lucera Città d’Arte” non può fare altro che godere per questi suoi figli, che dedicano la loro vita all’arte con impegno, serietà e professionalità e, magari, augurandosi di sentirsi gridare un… Ad majora!

info@ilfrizzo.it



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