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TEATRO

La compagnia Cerchio di Gesso apre la stagione con Pierpaolo Pasolini
Il teatro come forma di elaborazione e valorizzazione culturale tra i giovani

Foggia, 17.11.2005 - Sono passati 30 anni dalla tragica e misteriosa morte di Pierpaolo Pasolini.
L’ODA TEATRO vuole rendergli omaggio domenica 20 novembre alle ore 19, con il debutto nazionale del Cerchio di Gesso in “Uccellacci” con la regia di Gianluigi Gherzi e liberamente ispirato ad “Uccellacci e uccellini” di Pierpaolo Pasolini.
Lo spettacolo aprirà la stagione 05/06 dal titolo “Bastimenti” e vede come protagonisti: Carlo Loiudice, Maria Mennuni e Ruggiero Valentini.
“Uccellacci” è un connubio di teatro e video, che partirà dalle grandi provocazioni di Pasolini lanciate 40 anni fa, ma ancora attuali perché continuano a riguardarci. I protagonisti sono Sasà e Nino che partono come emigranti da un Sud dal quale si va via, alla ricerca un lavoro, ma anche alla ricerca del successo mediatico, del materiale, del progresso. Due giovani pronti a tutto per essere ‘cool’ alla moda e pronti a tutto pur di raggiungere la meta prestabilita. Nel loro viaggio incontreranno una ragazza, la purezza, l’ideale che vuole sovrastare il materiale moderno e che alla fine incarnerà la poesia di Pasolini che abbraccerà gli esclusi, coloro che continuano a vivere nella normalità, e che renderanno possibile un futuro migliore.
Lo spettacolo, pur sviluppando una scrittura assolutamente autonoma rispetto all’originale, vuol essere un omaggio all’opera e alla figura di Pierpaolo Pasolini, e, in particolare, ad “Uccellacci e uccellini”, straordinario film di cui lo spettacolo riprende modalità compositive e stilistiche: la qualità di favola surreale, l’essere opera dove prodigiosamente si fondono colto e popolare, tensione ideologica e irriverente comicità.
Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival del Cinema Indipendente.

Uccellacci: presentazione

Testo e regia di Gianluigi Gherzi
Liberamente ispirato a “Uccellacci e Uccellini” di Pierpaolo Pasolini
con Carlo Loiudice, Mariantonietta Mennuni, Ruggiero Valentini
Scene: Ruggiero Valentini
Luci: Antonio Lepore
Immagini: Francesco Bellizzi
Musiche: Emanuele Menga
Oggetti di scena: Gino Rizzi

Quasi più niente rimane dell’Italia che Totò e Ninetto nel film di Pasolini incontrano nel loro vagabondare senza meta all’interno di un paese che stava vivendo la più grande mutazione culturale e antropologica dello scorso secolo: il passaggio dalla cultura contadina a una cultura fondata sui nuovi riti e le “nuove religioni” della modernizzazione.
Eppure i temi e le provocazioni che Pasolini ha lanciato più di quarantanni fa continuano a riguardarci. Perché la domanda fondamentale di Pasolini: la possibilità del sacro, di rinominarlo con altre parole all’interno di una società mutante, non solo riguarda anche noi ma è diventata nel tempo ancora più centrale e pressante.
Il nostro “Uccellacci” sarà in primo luogo la scommessa di porre nuovamente le domande formulate da Pasolini, cercando le nostre parziali risposte, all’interno di uno scenario che Pasolini aveva intuito ma non fatto tempo a vedere, lo scenario della post-modernità.
Ci inoltreremo,avendo come riferimento le avventure di Totò e Ninetto, nelle avventure dei vagabondi e dei migranti di oggi. Migranti che ancora oggi, sopratutto oggi, continuano a partire dal Sud, mossi da necessità materiali ma anche dal bisogno di conquistare un centro, di raggiungere i “punti alti” dello sviluppo, dove si personifica la faccia più lucente e immateriale del progresso, dell’evoluzione tecnologica: l’illusione di scambi personali liberi e liberati, la sfavillante ebbrezza del sentirsi alla moda dentro l’ultimo trend, al passo coi tempi, in anticipo e non in ritardo.
Così partono Sasà e Nino, due giovani trentenni, pronti a tutto pur di raggiungere una meta, un punto prestigioso, pronti a sfidare con ogni mezzo il muro che li separa dal sentirsi al posto giusto, inseriti.
Pronti anche ad accettare qualsiasi umiliazione, qualsiasi patteggiamento, pur di porsi nel cono di quella luce che fa sentire accettati, baciati dai magici riflessi della notorietà, della visibilità televisiva e mediatica.
In questo loro viaggio troveranno una ragazza, una compagna di viaggio, una delle ultime testimoni dell’irriducibile primato dell’anima rispetto alle regole totalizzanti della materialità consumista, della poesia rispetto alle prosaiche apparenze che servono da passepartout per tutti gli ambienti, della visione rispetto al cieco annegare negli stimoli, nelle illusioni fantasmatiche, nei sogni fatti di omologazione e di imitazione.
Ragazza che alla fine del proprio viaggio ritroverà dentro di sé le parole visionarie di Pasolini e la stessa “disperata vitalità”, capace di leggere tutto il dolore e il trauma presenti  in un cambiamento furioso, cieco, imposto alle vite attraverso la minaccia dell’emarginazione e dell’esclusione, e, nello stesso tempo, di continuare ad abbracciare il mondo coloro che, fuori dalla “normalità” continuano a testimoniare diversità che sono seme fecondo e promessa di futuro.
Lo spettacolo, pur sviluppando una scrittura assolutamente autonoma rispetto all’originale, vuol essere un omaggio all’opera e alla figura di Pierpaolo Pasolini, e, in particolare, ad “Uccellacci e uccellini”, straordinario film di cui lo spettacolo riprende modalità compositive e stilistiche: la qualità di favola surreale, l’essere opera dove prodigiosamente si fondono colto e popolare, tensione ideologica e irriverente comicità.

All'Oda Teatro inizia la… Teatroterapia

Lunedì 21 novembre alle ore 19:00 avrà inizio il laboratorio di teatroterapia condotto da Giovanna Maffei presso l’ODA TEATRO.
Il termine teatroterapia indica una nuova disciplina che nasce dalla sintesi delle pratiche teatrali e psicoterapeutiche e che focalizza la sua attenzione sul concetto di benessere dell’individuo. Essa implica la messa in scena dei propri vissuti, all’interno di un gruppo, con il supporto di alcuni principi di presenza scenica derivati dall’arte dell’attore, cercando di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce, mente nella relazione con gli altri, se stesso e la propria creatività interpretativa. Gli effetti delle sedute di gruppo continuano a produrre risultati sul singolo anche dopo la seduta stessa, in quanto gli stimoli ricevuti entrano a far parte di un’esperienza profonda che la persona può integrare nella vita di tutti i giorni. In tutto saranno 8 appuntamenti che termineranno lunedì 23 gennaio. Il costo totale è di Euro 40,00.

Infoline 0881/663147-634382
www.odateatro.it
Per l’ODA TEATRO-Cerchio di Gesso
L’Ufficio stampa - Giovanna Maffei

info@ilfrizzo.it



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