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TEATRO

All'Oda-Teatro è di scena "Sacco&Vanzetti… loro malgrado"
Durante l'incontro verranno letti in esclusiva alcuni brani della drammaturgia dello spettacolo

Foggia, 04.07.2006 - Mercoledì 5 luglio alle ore 17:00 all’ODA TEATRO, incontro sullo spettacolo dedicato a “Sacco&Vanzetti – Loro malgrado”, con Silvia Godelli (Assessore al Mediterrano della Regione Puglia), Elena Gentile (Assessore alla solidarietà della Regione Puglia), Alcide di Pumpo (Sindaco di Torremaggiore), Carmelo Grassi (Presidente del Teatro Pubblico Pugliese), Fernanda Sacco (Nipote Nicola Sacco), Mario Pierrotti (Direttore artistico dell’Oda Teatro), Franco D’ippolito (Direttore di produzione), Simona Gonella (regista), Michele Santeramo (drammaturgo).
Durante l’incontro verranno letti "in esclusiva" alcuni brani della drammaturgia dello spettacolo e verranno elencate le prime date della tournèe dello spettacolo.

ODA TEATRO-Cerchio di Gesso
Tel 0881/663147-634382

Comune di Torremaggiore - Regione Puglia
Il Cerchio di Gesso presentano:
“Sacco&Vanzetti - Loro malgrado”
di Michele Santeramo
con Michele Sinisi, Ippolito Chiarello, Angela Iurilli e Christian Di Domenico
Regia di Simona Gonella
Scene, costumi e disegno luci di Michelangelo Campanale
con il sostegno del
TPP (Teatro Pubblico Pugliese)

“Se non fosse stato per quest’evento,
avrei vissuto la mia vita tra gli uomini disprezzati.
Sarei morto ignoto, sconosciuto, un fallito.
Questa è allo stesso tempo la nostra carriera ed il nostro trionfo.
Mai in tutta la nostra vita, abbiamo sperato di lavorare per la tolleranza,
per la giustizia, per la comprensione tra gli uomini,
come invece ci capita di fare in questo momento.
Le nostre parole, le nostre vite, i nostri dispiaceri... di colpo il nulla!
La fine delle nostre vite - la vita di un buon calzolaio e di un povero pescivendolo - è tutta qui!”

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti nascono a cavallo di due secoli particolarmente burrascosi ai due capi di un’Italia contadina, da cui loro, figli entrambi di piccoli proprietari, partono poco più che adolescenti per l’America: Sacco veniva da Torremmaggiore in Puglia, Vanzetti da Villafalletto in Piemonte.
In America Sacco trova lavoro come operaio in un calzaturificio; Vanzetti, insofferente alla rigida vita di fabbrica, si costruisce un’oasi di indipendenza nel lavoro di pescivendolo.
In America Sacco incontra la moglie Rosina Zimbelli, mette su casa e fa due figli; Vanzetti non si sposa, ma trova nell’ospitalità di altri italiani la sua famiglia.
In America si conoscono, diventano amici, radicano le loro convinzioni politiche nel terreno dell’anarchia e dell’uguaglianza, lottano per i sogni e gli ideali di due uomini semplici ma profondamente giusti.
Due emigrati qualsiasi, forse più coscienti, animati ed animosi di altri per la loro fede ed attività politica, ma sostanzialmente due uomini “normali”, Nicola e Bartolomeo.
Il 5 maggio 1920 vengono arrestati per due reati commessi il 15 e il 24 aprile e diventano Nick e Bart: due eroi.
Loro malgrado.
Perché né l’uno né l’altro mai hanno pensato di fondare le loro vite nel desiderio di diventare qualcuno. Eppure, da quasi ottant’anni i loro nomi risuonano nelle piazze, nei libri, nella musica, nei film. L’ingiustizia di cui l’America li fece oggetto ancora oggi scuote le coscienze e spinge molti ad interrogarsi su una delle vicende simbolo più intricate del novecento.

Lo spettacolo, che debutterà alla fine di quest’anno, non vuole ripercorrere pedissequamente la storia del processo e dei sei lunghi anni che trascorsero in attesa della pena capitale, né pretende di proporsi come una sorta di documentario dell’intera vicenda. Ci interessa piuttosto esplorare la condizione umana di due piccoli uomini che si trovarono catapultati dentro un mondo tanto più grande di loro e di sottolineare come la loro farsesca tragedia o tragica farsa (come ben la definisce John Dos Passos, forse una delle voci più autorevoli della narrativa americana del novecento) possa ancora oggi raccontarci molte cose.
Sacco e Vanzetti possono parlarci di cosa significa vedere le proprie vite disfarsi lentamente sotto i colpi di un processo ingiusto e i propri ideali usati ed abusati da una società intollerante; possono ricordarci che perfino la speranza può trasformarsi in tormento quando è legata all’attesa che le molte voci che si alzano nel mondo possano salvare la propria vita; possono renderci chiaro quanto sia fragile qualsiasi sistema che sia vittima di paure e pregiudizi. Possono farci piangere e possono farci ridere, come tutti i grandi personaggi. Collocati proprio in bilico tra farsa e tragedia, percorreranno, nello spazio del teatro, un viaggio da equilibristi dentro la propria stessa – involontaria – storia.
Michele Santeramo, a cui è affidata la drammaturgia, scrive a proposito dello spettacolo: “Sacco e Vanzetti non capiscono l’inglese e chiedono: cos’ha detto la giuria? Il traduttore risponde: pena di morte. Sacco è di Torremaggiore e ha sempre creduto che gli eroi nascessero nelle metropoli. Vanzetti ha i baffi folti che gli coprono i denti e vende anguille il 24 dicembre. Sacco il 15 aprile va a fare il passaporto ma, invece di una fototessera, porta la foto di famiglia, nella quale ha la faccia di chi spegne candeline. Il mondo tutto intero si mette a parlare di Sacco e Vanzetti. Si usano parole come libertà, diritti, giustizia. La gente prende posizione perché la gente ha bisogno di costruire i suoi miti.
Questa è una tragedia normale, fatta di uomini giustiziati. Che poi, giustiziato, che parola è? Sulle tombe dei due italiani morti in America dopo una specie di processo, io ci andrei a scrivere: qui giacciono Sacco e Vanzetti, loro malgrado.
Nel ruolo degli eroi loro malgrado, Michele Sinisi (Sacco) e Ippolito Chiarello (Vanzetti), in quello del coro di uomini e donne, che a vario grado vennero coinvolti nella vicenda, Angela Iurilli e Christian Di Domenico. Le scene, i costumi e le luci sono affidate a Michelangelo Campanale.
Una compagnia trasversalmente pugliese (ad eccezione di chi scrive, che però si conquistata il diritto ad un’adozione) per uno spettacolo coraggiosamente voluto dal comune di Torremaggiore e dalla Regione Puglia e altrettanto coraggiosamente prodotto dal Cerchio di Gesso di Foggia.

Simona Gonella

info@ilfrizzo.it



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