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Alberona entra a far parte del club “I Borghi più belli d’Italia”
Il sindaco Petti: «È il coronamento al lavoro svolto da tutta l’Amministrazione in questi quattro anni»

Alberona, 12.07.2005 - L’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha ammesso Alberona nel club de “I Borghi più belli d’Italia”. La comunicazione ufficiale dell’avvenuto riconoscimento è arrivata al comune alberonese da Umberto Forte, presidente del Comitato Scientifico dell’Anci, cui spetta giudicare se un paese ha i requisiti per poter essere iscritto tra i borghi più interessanti del Bel Paese. Lo scorso 27 maggio, l’Anci aveva comunicato al Municipio alberonese di aver inserito Alberona tra i centri che sarebbero stati visitati dalla propria commissione. La visita si è sviluppata lungo l’arco di due giorni, venerdì 8 e sabato 9 luglio. Ieri, infine, Umberto Forte ha comunicato al sindaco Arturo Petti che Alberona è risultata essere in possesso di tutti i requisiti necessari a fregiarsi dell’ambito marchio di qualità turistico-architettonico.
Per preservare l’identità dei piccoli comuni, valorizzarne le ricchezze ed offrirle al visitatore più attento, l’Anci ha dato vita al Club dei “Borghi più belli d’Italia”. In Puglia, oltre ad Alberona, ne fanno parte 4 comuni, tra i quali Bovino. Si tratta di un’assemblea prestigiosa che raduna il meglio di quell’Italia minore che è anche - grazie ai suoi prodotti di nicchia come il vino, l’olio, l’artigianato - il cuore della nostra alimentazione e della nostra creatività. L’iniziativa dei Borghi più belli, oltre ad essere una sorta di censimento della bellezza residua del nostro Paese, serve a collegare le realtà delle piccole comunità con le esperienze turistiche più evolute, con quello che è definito “turismo di prossimità”, attento alla cultura dei luoghi. Sottolineando la qualità di un borgo, il marchio contribuisce moltissimo alla sua notorietà. I borghi DOC collegati in rete sono, infatti, destinati a diventare una delle principali destinazioni turistiche d’Italia. L’iniziativa, che si ispira ad analoghe esperienze europee, prima fra tutte quella dei Plus Beaux Villages de France, è sorta “dal basso”, promossa da 55 amministrazioni locali. Il Comitato promotore ha nominato un Direttivo di 11 sindaci e un Comitato scientifico di 5 esperti che hanno redatto lo statuto e la Carta di qualità in cui sono indicate le caratteristiche per accedere al Club. Due sono le condizioni preliminari: 1. La caratteristica di “borgo”,ossia una popolazione inferioreai duemila abitanti nel centro storico (e ai 15 mila nell’intero Comune); 2. Una notevole qualità urbanistica e architettonica, certificata dalla Soprintendenza alle Belle Arti”. «Sono enormemente soddisfatto - dichiara Leonardo De Matthaeis, assessore alberonese al Turismo -. Siamo uno dei pochi paesi in Italia, forse l’unico, a potersi fregiare di due riconoscimenti come la “Bandiera Arancione”, assegnata dal Touring Club, e il titolo di “Borgo più bello d’Italia”. Il nostro impegno per valorizzare Alberona sta dando i frutti sperati». Entusiasta anche il sindaco di Alberona: «È il coronamento al lavoro svolto da tutta l’Amministrazione in questi quattro anni - spiega Arturo Petti -. Un incentivo a fare ancora meglio in futuro, per fare in modo che questi riconoscimenti, veri e propri marchi di qualità turistica, ci vengano confermati anno dopo anno».

Alberona è terra di poeti e di leggende

Paese dell’acqua,”dea” della natura alla quale il paese ha dedicato splendide fontane. Qui si trova la “Fontana Muta”, oasi di ristoro per cavalli e viandanti dal 1824 e ci sono i “Pisciarelli”: «Acqua d’i Pisciarédde, acqua strafine che cant’e ride pe’ di tré cannèdde...», secondo i musicali versi del poeta alberonese Giacomo Strizzi, colui che ha reso famose le tre “cannette”, da cui fuoriesce acqua limpida, gelida, dissetante. Il centro storico di Alberona, fatto di splendide viuzze che aprono il cammino verso piazze e chiese antiche, è attorniato dal verde smeraldo delle colline circostanti, vera miniera per gli amanti della natura e delle escursioni in luoghi incontaminati, ricchi di fauna, vegetazione e sorgenti d’acqua purissima.
Alberona è il paese dei Templari, che dominarono questo piccolo centro dall’alto delle imponenti mura del Palazzo Priorale. Avamposto di fascino e mistero, posto a quasi 800 metri d’altezza, con lo sguardo rivolto alla fiera terra della Daunia. Per raccontare tutto questo, il Comune, l'associazione Italia Nostra e un’intera comunità, hanno collaborato alla realizzazione dell’Antiquarium comunale. Una struttura su cui ha lavorato, volontariamente, un muratore del luogo, ex emigrante nello stato di New York, Antonio Onorato. La memoria degli oggetti antichi è come un grimaldello, con cui, a volte, si riesce ad aprire lo scrigno della Storia. È quello che succede visitando l’Antiquarium di Alberona, dove tutto, dagli attrezzi usati nelle campagne nei primi anni del ‘900, alle divise militari della seconda guerra mondiale, diventa un racconto nel racconto. I reperti della “grande guerra”, ad esempio, narrano la vicenda di due soldati e di una bambina. I due militari, l’uno alberonese, l’altro tedesco, persero la vita proprio nei giorni in cui la pace, in seguito alla disfatta di Hitler, stava per affacciarsi nuovamente in Europa. Il primo, il tenente Andrea Nazaro (cui è dedicato un monumento), fu ucciso dai tedeschi per rappresaglia. Ad Alberona qualcuno aveva sparato contro soldati dell’esercito nazista. Senza nome, invece, la storia di quel giovane soldato biondo su cui si scagliò l’ira degli abitanti del paese. I tedeschi stavano per abbandonare Alberona, quando qualcuno decise di vendicare la morte del tenente Nazaro e le violenze patite sparando su un soldato tedesco. Quei colpi di fucile fecero cadere a terra, esangue, il giovane biondo militare e, allo stesso tempo, spensero per sempre la felicità di una bambina che stava festeggiando la fine della guerra. La piccola correva per le vie del paese, incapace di contenere la gioia che le dava la fine di un incubo. Un “romanzo” vero, quello scritto attraverso i reperti dell’Antiquarium, testimonianze acquisite lungo un arco temporale di quindici anni, per raccontare due secoli di storie, dal 1800 ad oggi. Nel primo dei quattro ambienti di cui è composto l’Antiquarium, antichi attrezzi agricoli del ‘900 sono la voce che narra antiche vicende contadine, fatte di sudore e fatica, quelle che servivano per azionare il torchio oleario esposto da questo straordinario museo. E ancora le storie minime, quotidiane, rivissute attraverso la ricostruzione di una vecchia casa del ‘900: una cucina con suppellettili, stoviglie, sedie, caffettiere e “u varleddhàre”, mobile che conteneva barili pieni d’acqua, riserva per la famiglia alberonese di 100 anni fa. In un altro locale un’antica camera da letto, ricca di pregiati pezzi di corredo ricamati a mano dalle donne del paese. Poi, la toilette, con catini, orinali, brocche e rasoi. In un altro angolo, il fascino straordinario di una macchina da scrivere “brille”, di ingialliti numeri della “Gazzetta Alberonese letteraria” e ancora tante altre suggestioni che parlano di una scuola che non c’è più, quella dei pallottolieri e di cartine geografiche, che disegnavano un mondo profondamente diverso da quello attuale.

Comune di Alberona (Fg), via Stradale Lucera
Tel.: 0881.592022 - Fax: 0881.592151
Immagini:
www.prolocoalberona.it, www.comunealberona.it



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