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Le magie della grande Rete tra "Arti e Mestieri Antichi"
Una lettera da Agnone. Un raro esempio di “marketing asimmetrico” (non più “pensa locale e agisci globale”, ma “pensa globale e agisci locale”), più volte menzionato in queste pagine, che ogni amministrazione attenta dovrebbe prendere in seria considerazione

Agnone, 10.03.2006 - «Salve, mi chiamo Danilo Di Nucci e faccio parte di un’associazione culturale operante ad Agnone, nel Molise. Ogni anno, nei giorni immediatamente dopo ferragosto, organizziamo la Fiera delle Arti e Mestieri Antichi (F.A.M.A.) in cui, fra le altre cose, sono presenti anche artigiani e artisti (del luogo e non) che ripropongono antichi mestieri».
È l’esordio di una lettera giunta via e-mail al nostro net-journal ed i cui contenuti insegnano (o almeno così dovrebbe essere) a prestare una maggiore attenzione alle opportunità di sinergie che la grande Rete ci serve su un piatto d’argento, spesso non accorgendoci di quali prelibatezze si presentino ai nostri sensi.
La lettera di Danilo, al quale rivolgiamo i nostri ringraziamenti per l’apprezzamento rivoltoci, continua infatti così: «Ho visitato il Vostro sito internet e l’ho trovato ricco di informazioni in proposito: scrivo dunque tale e-mail per chiedere se ci sono artigiani che potremmo chiamare per arricchire ancora di più la nostra fiera, tenendo presente che la nostra unica richiesta è che essi lavorino sul posto (se possibile) e che in cambio offriamo una bottega provvista di corrente (e all’occorrenza anche acqua) e che ogni artigiano può vendere i propri prodotti come meglio crede durante gli orari della fiera (18:00-24:00)».
Un raro esempio di “marketing asimmetrico” (non più “pensa locale e agisci globale”, ma “pensa globale e agisci locale”), più volte menzionato in queste pagine, che ogni amministrazione attenta dovrebbe prendere in seria considerazione, così come dovrebbe invitare ad una profonda autoanalisi un’intera città. «Tengo infine a precisare – conclude Danilo – che l’evento, che vedrà quest’anno la sua terza edizione, ha riscosso immediatamente un ampio successo di pubblico e critiche e ha sempre goduto della massima attenzione da parte dei mezzi di comunicazione nell’intero molise, visto che, nella nostra regione, siamo gli unici a proporre una fiera così grande e curata nei particolari».
L’invito di Danilo Di Nucci da Agnone è quindi assai chiaro: arricchire di maggior enfasi e di contenuti un evento giunto, quest’anno, alla sua terza edizione (si tiene ogni anno entro il centro storico dal 15 al 18 agosto) e che tende a raccogliere i contributi di culture artigiane diverse attraverso un recupero delle tradizioni. Non, quindi, “la mia e solo mia tradizione”, ma “le tradizioni” coinvolte in un percorso di interscambio culturale e di rapporti interdisciplinari.
Il vanto, sicuramente meritatissimo, di Danilo e di tutti coloro che, come una grande famiglia destinata a crescere nel tempo per un obiettivo comune, si è manifestato già dal nascere della prima edizione della “Fiera delle Arti e Mestieri Antichi”, definita dai membri stessi dell’associazione «…un riuscito tentativo di tuffo nel passato dove tutti hanno ammirato intraprendenti artigiani alle prese con gli antichi mestieri della lavorazione del rame, del ferro battuto, dell’oro e dell’argento, del legno, dell’arte dolciaria e culinaria e, non poteva certo mancare, della fabbricazione delle campane, lavoro antico e per pochi che ha reso famoso agli occhi di tutto il mondo il nostro paese».
Così come con orgoglio i soci ammettono di aver affrontato la sfida per cui «uno dei motivi principali che ci hanno spinto alla realizzazione di una manifestazione di questo genere è stata la voglia di valorizzare il centro storico agnonese, da troppi anni abbandonato a se stesso e vittima di scempi urbanistici», senza contare l’oblìo in cui esso era ormai caduto e, «…per spazzare via quest’alone di dimenticanza, che avvolgeva il centro storico, è stato necessario anche un ingente lavoro di ripulitura di tutta la zona…». Un immane lavoro che ha coinvolto e coinvolge tutt’ora, ogni anno, per preservare le bellezze del cuore della cittadina, soci di ogni età impegnati«…non solo nello sgombero delle botteghe, (gentilmente messe a disposizione da alcuni residenti e proprietari di case), ma anche un delicato e faticoso lavoro di restauro di strade e monumenti».
Ma tutto questo successo lo si deve altresì alla grande attenzione posta sull’evento e sulle sue potenzialità dalle istituzioni del territorio, senza le quali ogni iniziativa risulterebbe vana sino alla sua totale mortificazione.
In conclusione, da parte del nostro net-journal rivolgiamo l’invito gentilmente manifestato da Danilo Di Nucci a tutti gli addetti ai lavori (ma anche a coloro che si fanno portavoce verso chi ama, pratica o coltiva la passione per le “Arti e i Mestieri Antichi”) che fossero interessati ad accogliere l’ospitalità di cui ha fatto cenno nella sua lettera attraverso “Il Frizzo”, che sarà ben lieto di creare ogni presupposto per questo importante dialogo interculturale.

Notarangelo



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