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Antonio V. Gelormini: l'itinerario nascosto
A Vizzini Verga immaginò lo svolgersi della trama della Cavalleria Rusticana e ancora oggi tra le sue viuzze è possibile riconoscere i balconcini prospicienti di Lola e di Santuzza

Varese, 07.05.2006 - C’è un percorso che lega idealmente Vienna, Verona, Vittorio Veneto, Venezia e un piccolo paesino della Sicilia, in provincia di Catania: Vizzini. A prima vista l’elemento comune potrebbe apparire la lettera V, ma ben altre sono le attinenze capaci di incuriosire, attrarre ed affascinare il viaggiatore in cerca di nuovi stimoli, per rendere più interessante e più intrigante il suo itinerario.
Un itinerario in grado di scoprire alcuni tesori del patrimonio artistico, culturale e naturale italiano, esaltati ed apprezzati nel contesto europeo a noi prossimo, fino a diventare gli ambasciatori immateriali dell’italianità nel nuovo mondo della Grande Cina e dei suoi milioni di occhi a mandorla. Ad aprirci questa strada sarà l’Opera, uno dei fiori all’occhiello della marca Italia nel mondo.
Nell’anno delle celebrazioni dei 250 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, le note delle sue arie più celebri vi accompagneranno lungo un percorso, suddivisibile in due o tre spedizioni, in modo da coglierne a fondo le opportunità e poterne apprezzare i diversi risvolti durante il viaggio.
Iniziamo da Vittorio Veneto, che ci piace toccare per essere la città che diede i natali a Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart, di Salieri e autore delle trame de Le nozze di Figaro, del Don Giovanni e di Così fan tutte, piuttosto che ricordarla quale città simbolo di un momento storico nazionale importante come la conclusione della Grande Guerra. Ma essa è anche “città della musica”. Infatti, da anni si organizzano una serie di manifestazioni assolutamente uniche a livello nazionale, distribuite nel corso dell’anno, alle quali anche dagli ambienti musicali e culturali internazionali si guarda con estremo interesse. Dal Concorso Nazionale di Violino alle Rassegne Nazionali d’Archi “Mario Benvenuti”, dal Festival “Cori in città” alle Giornate Nazionali del Mandolino e degli strumenti a plettro, è un continuo susseguirsi di proposte musicali per palati o, meglio, orecchi fini.
L’Austria celebra il genio e naturalmente Vienna ne sarà la cattedrale. Il programma mozartiano è fittissimo e da solo è motivo di richiamo per viaggiatori appassionati o incuriositi, nell’irripetibile occasione di un calendario di concerti all’altezza della più raffinata tradizione imperiale austriaca. Un esempio su tutti: i 12 concerti per pianoforte di Mozart, che dal 7 maggio al 18 giugno saranno eseguiti, nell’ambito del Festival di Vienna al Musikverein, da Rudolf Buchbinder (anche lui come Mozart fu un bambino prodigio) accompagnato dai Wiener Philarmoniker.
Prima edizione a Venezia, invece, per il Lucio Silla, dramma musicale in tre atti che il Teatro La Fenice presenterà dal 23 giugno al 1° luglio, dopo aver tributato l’omaggio più consono allo spirito mozartiano, caratterizzando magistralmente l’edizione 2006 del suo Carnevale.
Saranno ancora le opere dal libretto di Lorenzo Da Ponte, Le nozze di Figaro, Così fan tutte e il Don Giovanni, il cuore del calendario estivo dell’Arena di Verona, che propone un prologo il 24 giugno, natività di S. Giovanni il Battista, con una suggestiva Cavalleria Rusticana. Il cui protagonista, Turiddu, novello Casanova rusticano, nel nostro itinerario diventa il trait d’union con la Sicilia, dove il Don Giovanni è diventato musa ispiratrice della creatività teatrale, letteraria e macchiettistica più variegata.
Dal Don Giovanni in Sicilia di Vitaliano Brancati alle Novelle Rusticane di Giovanni Verga, la vanità erotica e sessuale del protagonista mozartiano si arricchisce nel maschio del sud dell’elemento fantasia, quale espediente per evadere dal chiuso mondo bigotto della provincia e dar vita a quel caratteristico atteggiamento più noto col termine di “gallismo”.
A Vizzini Verga immaginò lo svolgersi della trama della Cavalleria Rusticana e ancora oggi tra le sue viuzze è possibile riconoscere i balconcini prospicienti di Lola e di Santuzza, la locanda di mamma Lucia e individuare, al di là della chiesetta, l’antico borgo della Cunzirìa (conceria), dove tra i carrubi e i fichi d’India duellarono i compari Alfio e Turiddu. Così come sarà possibile ammirare la casa padronale dello scrittore, sul cui lungo balcone era solito trattenersi, cogliendo il fresco del pomeriggio e liberando con passione la sua creatività.
L’ultimo atto del nostro itinerario ci porta in piazza, una qualunque tra le tante disseminate nei paesi di questa terra infuocata, per ascoltare, ammirare ed applaudire l’essenza storica e intima del teatro, del melodramma e quindi dell’opera: i cantastorie, i pupi e le marionette.
Lo facciamo visitando l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio di Palermo, che tra la sua produzione scenica vanta un Don Giovanni all’Opera dei Pupi, esempio apprezzato e riconosciuto di ricerca, innovazione e carica emotiva unica nel suo genere. Mimmo Cuticchio è l’artista che interpreta l’intreccio plurisecolare del melodramma con le marionette. «Non è la messa in scena dell’opera in miniatura o la sostituzione dei pupi ai cantanti», afferma il maestro. «Sono due lingue del teatro, popolari ed auliche ad un tempo, ad incontrarsi e parlarsi. Sono spettacoli autonomi che non tradiscono nell’essenza né lo spirito dei grandi compositori, né quello dell’opera dei pupi. È come se radici lontane si riannodassero trovandosi sorelle. È il cunto (racconto) che si trasforma in musica».
Il lavoro, dopo i successi di critica e di pubblico raccolti in Italia ed in Europa, approda nel tempio della tradizione del teatro di marionette: la Cina. Sarà infatti tra i prodotti d’eccellenza del calendario per “2006 l’Anno dell’Italia in Cina”, con due rappresentazioni a Suzhou (inizi luglio) ed a Hangzhou (fine settembre). Non a caso, l’UNESCO ha proclamato i Pupi Siciliani Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità.

Antonio V. Gelormini



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