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Budapest, la Signora del Danubio
La musica, le gallerie, i teatri e le affascinanti mini crociere lungo il più romantico dei fiumi, le cui anse fanno ancora danzare le sue acque in un valzer ideale, capace di ravvivare quelle “braci” della passione, raccontate nei suoi capolavori da Sàndor Marai

Varese, 20.05.2006 - L’entusiasmo e lo stimolo di una nostra lettrice ci fanno volgere lo sguardo, questa volta, verso una delle capitali d’Europa più affascinanti, più sorprendenti e più ricche di storia, di tradizioni e di contaminazioni etniche.
Claudio Magris, in un suo celebre diario di viaggio (“Danubio” Ed. Garzanti, 1986) non esita a definirla: “La vera signora del Danubio”. Con il fiume che le scorre nelle vene, Budapest è il cuore l’anima e la memoria dell’Ungheria. Soprannominata anche la “Parigi dell’Est”, la città sorge a cavallo di una leggera curva dell’ampio Danubio: sulla cui riva occidentale dominano le bellissime colline di Buda, mentre il distretto di Pest indica l’inizio della Grande Pianura verso est.
Storicamente unita a Vienna nel destino, ne ha condiviso le insegne di un impero austro-ungarico con un animo a metà tra l’asiatico e l’europeo. Gli oltre 150 anni di dominio turco, infatti, hanno lasciato tracce indelebili nell’identità, nel carattere e nelle linee somatiche dei suoi abitanti.
Risale all’aggregazione di molte tribù turche con alcuni elementi irano-caucasici il principale ceppo cosiddetto magiaro, la cui predisposizione al nomadismo ha favorito nel tempo l’incontro con le etnie gipsy provenienti dall’India, dando vita alla comunità Rom, una delle più importanti dell’odierna popolazione ungherese, tanto da rappresentarne oggi ben il 5% (500.000 abitanti).
Per i Romani era Aquincum, importante presidio di difesa sulla frontiera nord-orientale dell’impero. Già allora famosa per le proprietà terapeutiche delle sue acque termali, è soprattutto durante il dominio turco che tale risorsa diventa una delle principali attrattive della città. Fino a diventare meta moderna di un turismo del benessere, con indici di crescita di tutto rispetto.
L’acqua termale che fuoriesce da 118 sorgenti naturali e pozzi, ad una temperatura che varia dai 21 ai 78 gradi, fa di Budapest l’unica metropoli al mondo ricca anche di sorgenti naturali. I suoi alberghi, e non solo i più rinomati e conosciuti, sono dotati di servizi benessere e reparti fitness, tutti basati sullo spa (Sanus per Aquam) l’efficace ed innovativa terapia ad acqua.
Tra i numerosi bagni termali e terapeutici almeno due meritano di essere visitati e frequentati: il Bagno termale Kiràly, raro esempio della più sofisticata architettura turca e della cultura balneare ottomana, testimoniata nella sua originale sontuosità; il Bagno termale e Piscina Rudas l’originale bagno turco, ristrutturato conformemente alla sua epoca, con la cupola dal diametro di 10 metri, sorretta da otto colonne e la sua piscina ottagonale unica nella sua eleganza.
Budapest è anche mecca dello shopping, cuore della caratteristica cucina ungherese e tempio dei caffé e delle pasticcerie tra le più esclusive d’Europa. Tra i sei mercati coperti della città, da non mancare il Batthyány téri csarnok (I., 5., piazza Batthyány), rinnovato nel 2003, con una vista mozzafiato sulla piazza più bella di Budapest e sul Parlamento; il Mercato Ecseri (1194 Nagykõrösi út 156) vero scrigno, interamente al coperto, di inestimabili tesori per raffinati collezionisti e semplici appassionati di antiquariato.
Persi nell’incanto dei suoi quartieri più tipici, proviamo a seguire i profumi di una cucina tradizionale tipicamente locale. La proposta culinaria più conosciuta d’Ungheria è naturalmente il goulash, inteso come vera e propria zuppa densa e virtuosa e non solo semplice stufato di carne. E non c’è buon goulash che non sia accompagnato da autentico Tokaj “il vino dei re e re dei vini”, come lo definì il “Re Sole” Luigi XIV, a sigillo dell’influenza della cucina francese, mediata da quella austriaca sulle caratteristiche delle ricette ungheresi.
Ma a rendere famosa Budapest, fin dagli inizi del secolo, sono stati anche i suoi caffé e le sue rinomate pasticcerie. Luoghi da clientela esclusiva ed affezionata. Una sorta di club inglesi. Dove era possibile incontrare nobildonne, pittori o compositori e ancora oggi ritrovi ideali di scrittori, poeti ed illustri personalità. Il caffè Central, nel centro storico all’angolo di via Károlyi, Il caffè Zsolnay nell’albergo Taverna, in Via Váci 20, Il caffè Angelika a Buda, in piazza Batthyány 7 o il bellissimo Caffé al pianoterra del palazzo New York rievocano antiche tradizioni e tipiche atmosfere.
Da non perdere, infine, la pasticceria più famosadi Budapest nel cuore del Centrocittà, in piazza Vörösmarty: il Gerbeaud che fu fondata nel 1858 ed è un mito entro e oltre i confini del paese. Ma anche la Ruswurm che vende i suoi dolci nel Castello di Buda e la pasticceria Zsolnay che si trova nell’albergo Béke in Viale Teréz, dove servono rigorosamente su porcellana Zsolnay. O ancora, l’Auguszt l’impresa familiare di più generazioni, i cui dolci si possono gustare in Via Fény 8, a Buda, e in Via Kossuth L. 14-16, a Pest. Molto amate anche le torte, i dolci e i gelati del negozio di marzapane Szamos, in Via Párizsi.
E poi la musica, le gallerie, i teatri e le affascinanti mini crociere lungo il più romantico dei fiumi, le cui anse fanno ancora danzare le sue acque in un valzer ideale, capace di ravvivare quelle “braci” della passione, raccontate nei suoi capolavori da Sàndor Marai, l’autore ungherese scomparso qualche anno fa, tra i più letti e più apprezzati anche in Italia.

Antonio V. Gelormini



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