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Una stazione di posta a 5 stelle
Vere e proprie “oasi dell’accoglienza”, che qualche giorno fa hanno visto coronare tanto impegno e tanta cura ai clienti con un prestigioso riconoscimento decretato da “Il Sole 24ore”, sulla qualità dei servizi in queste aree

Varese, 02.08.2006 - Erano parte integrante del viaggio, metaforiche pietre miliari e singolari punti strategici che segnavano fortune e convenienze di ogni itinerario e di ogni percorso. Le “stazioni di posta” offrivano riposo e ristoro ai viaggiatori sballottati dai continui sussulti delle carrozze. Favorivano il cambio dei cavalli o un’adeguata assistenza per il buon proseguimento del viaggio. Erano occasioni di incontri a volte fortunati ed interessanti, altre volte più avventurosi o alquanto spiacevoli.
Poi, col tempo, i cavalli sono stati a mano a mano compressi in un marchingegno chiamato motore, alimentati ad ottani e non più con fieno o biada e affidati alle cure di moderni maniscalchi, provvisti di spugna e tergi-vetro, che il ferro di cavallo l’hanno visto solo su qualche tessera dorata del “gratta e vinci”. Le stazioni di posta hanno quindi lasciato il campo alle “aree di servizio”, anche se molti continuano a chiamarle “stazioni di servizio”.
Sulla loro dislocazione, la loro acquisizione e la loro gestione si è giocata negli anni scorsi una partita avvincente tra soggetti economici da prima pagina, che ha visto però premiate la tenacia, la professionalità, la carica innovativa e la passione di una famiglia sconosciuta tra i grandi imprenditori. Una famiglia che oggi rappresenta, dopo Autogrill Spa, il secondo gruppo italiano, con 33 aree di servizio lungo la rete di autostrade, soprattutto sulla dorsale adriatica, e che si presenta col marchio SARNI, sempre più riconoscibile sui cartelli autostradali tra un’uscita e l’altra.
Una storia che meriterebbe di essere raccontata in dettaglio, ma che anche in sintesi ci rende orgogliosi di poter aggiungere una tessera importante ed originale a quel mosaico di eccellenze, che fanno della “marca Italia” uno dei fattori più apprezzati e, diciamolo, anche più invidiati, nel mondo intero.
Una famiglia di agricoltori di Ascoli Satriano, lo stesso paese di Michele Placido. Una famiglia numerosa, che cresce in una terra abituata “a fare di necessità virtù”. È probabile che la vena imprenditoriale fosse già presente nel menoma di casa Sarni. Fatto sta che il più grande dei fratelli, 30 anni fa, apre prima un bar in paese, vicino alla fermata delle corriere, e poi rileva la pompa di benzina della prima area di servizio che i Sarni prendono in gestione, quella di Trigno-S. Salvo tra Montenero di Bisaccia e Val di Sangro, sull’autostrada Bologna-Bari.
È un periodo non felice per i gestori di quelle strutture e il mercato per gli acquirenti è favorevole. Il business è fiutato. L’intuizione è ritrasformare in punto di accoglienza le aree, fino ad allora intese come spazio di rifornimento, caffé e una rapida puntatine in bagno, ovvero il salto dall’attendere il cliente all’attrarre i clienti, sarà uno dei segreti del successo. Ma senza impegno, passione, pervicacia e un forte spirito di gruppo esso non sarebbe stato garantito.
Pian piano, dopo la prima area, è la volta di quella di fronte, nella direzione opposta della stessa autostrada e poi di quella precedente, quindi, di quella successiva. Ognuna affidata a un fratello, a una sorella o a un membro della famiglia. Ma non è solo un succedersi di acquisizioni. È anche la rivoluzione nel concetto di area di servizio. Si passa dai tradizionali 300 metri quadrati agli oltre 1.200 di spazio dedicato. Aree attrezzate e parcheggi funzionali per pullman, tir e automobili. Sorriso e cortesia del personale. Piccole azioni di marketing, come il caffé gratuito a chi si fermava per il solo rifornimento, per invitarlo ad un passaggio al bar. Prodotti in esposizione stile grande distribuzione e continue proposte di offerte. Aree pic-nic per rendere più confortevoli le soste familiari. Forte attenzione alla pulizia e a quello che di solito è il punto dolens delle stazioni di servizio: i bagni.
Però è sul bar e sulla ristorazione che sono stati profusi i maggiori investimenti. Rifiuto categorico di panini surgelati. Marcata tipicità locale nella preparazione dei prodotti. Scelta di marchi di primissima qualità. Fino ad un’attenta ricerca, nell’utilizzo di farine, per l’esclusiva proposta di una pizza a lievitazione naturale, ad alta digeribilità per non affaticare il viaggiatore, a cui sono stati riservati specifici spazi per valorizzarne ulteriormente caratteristiche e originalità delle versioni.
Vere e proprie “oasi dell’accoglienza”, che qualche giorno fa hanno visto coronare tanto impegno e tanta cura ai clienti con un prestigioso riconoscimento decretato da “Il Sole 24ore”, sulla qualità dei servizi in queste aree. La stazione di “Gargano est” del gruppo Sarni sulla A14, insieme a “Secchia ovest” tra Milano e Parma, e a “Lucignano est” tra Firenze e Roma, è tra le prime tre per qualità in Italia a poter vantare l’assegnazione delle “5 stelle”. Su 124 aree passate al vaglio di rigorosissimi esami da parte degli ispettori della Iqm Ispezioni Roma, incaricata dal quotidiano di Confindustria.
Buon viaggio e buone vacanze.

Antonio V. Gelormini



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