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Il turista è una risorsa. Non lasciarlo andar via
Parlando con il Sindaco di Rodi Garganico, sono venuto a conoscenza di qualcosa a dir poco sorprendente, per me che lavoro da 25 anni nel settore. Ho appreso che il calcolo delle presenze nei comuni del Gargano viene effettuato, dagli organi di controllo, sulla base del conferimento dei rifiuti

Varese, 10.10.2006 - È stato lo slogan della campagna estiva di sensibilizzazione, promossa dall’Assessorato Regionale al Turismo e poi ripreso e rilanciato dall’omologo Assessore Provinciale di Foggia Giuseppe De Leonardis. Il refuso, però, col quale non da uno, ma da diversi organi di stampa, anche nazionali, è stato riportato e stravolto: “Il turista è una risorsa, non farlo scappare”, è un chiaro lapsus freudiano che la dice lunga sul comune sentire a proposito della situazione turistica locale.
Questo territorio lega la sua storia alla figura epica di Diomede. Qui l’eroe greco approdò, attratto dalla suggestione della costa garganica e decise di fermarsi, trattenuto dall’incanto e dalla bellezza dell’entroterra. Il suo sguardo ne fu affascinato, sposò la figlia del re Dauno e si dedicò, lui uomo di mare, alla passione controversa di allevatore di cavalli. A Peschici una scultura in bronzo lo racconta e lo ricorda in una stimolante sintesi artistica, carica di simboli e di riflessi.
C’è da dire, con rammarico, che da allora si è continuato a saper “attrarre” – grazie soprattutto alle ricchezze naturali e al fascino del paesaggio tipici di questa terra, ma si sono avuti e continuano ad essere evidenti –, grossi problemi a sviluppare quella capacità a “trattenere” il turista e il viaggiatore, indispensabile per una crescita e una tenuta nel tempo della risorsa “turismo” a nostra disposizione.
Oggi fidelizzare i clienti rappresenta la nuova frontiera, dove si gioca la partita d’impresa in un ambito di avanzata globalizzazione. Risulta, pertanto, anacronistica la competizione tra Daunia, Murgia e Salento, che invece dovrebbero vivere di sinergie quotidiane, per un rilancio dell’intera “destinazione Puglia” più organico e più competitivo. In quest’ottica l’entroterra, come valore aggiunto dell’offerta balneare, può diventare il complemento non imitabile di una proposta turistica bisognosa di essere rinnovata e rivitalizzata. Diventa difficile, allora, capire perchè il Salento o la Murgia siano vissuti ancora come competitor. Frustrante il non cogliere che ogni loro promozione, ogni loro passo in avanti verso la crescita del flusso turistico, può essere per la Daunia un’opportunità da non mancare. Tra l’altro il privilegio di essere ben posizionati, per intercettare quei flussi ed arricchirne l’offerta turistica, non è cosa da poco.
A cosa serve avere il 60% dei posti letto dell’intera Puglia, se poi è il restante 40% ad avere la capacità di un tasso di occupazione doppio, se non triplo in alcuni casi, e rendimenti medi in forte crescita? Qui si tocca un altro punto importante della riflessione. La scelta necessaria su quale tipo di turismo si vuole puntare. Se continuare a cullarsi su un pendolarismo da “lasagna in spiaggia” oppure aprirsi ad una internazionalizzazione dei flussi e ad una riqualificazione dei servizi.
A tal proposito, parlando con il Sindaco di Rodi Garganico, sono venuto a conoscenza di qualcosa a dir poco sorprendente, per me che lavoro da 25 anni nel settore. Ho appreso che il calcolo delle presenze nei comuni del Gargano viene effettuato, dagli organi di controllo, sulla base del conferimento dei rifiuti. Abituato da sempre a calcolare questo indice in base al numero di notti di permanenza o in base al numero di pasti consumati, la cosa lì per lì mi ha disorientato. Al tempo stesso, però, ha chiarito che non c’è da sorprendersi se alle dichiarazioni soddisfatte di aumenti di presenze turistiche, spesso non corrisponde altrettanta soddisfazione da parte degli operatori alberghieri, della ristorazione e del settore in genere. L’esempio di S. Giovanni Rotondo è a tutti ben noto.
Ci sarebbe, poi, da affrontare il capitolo “Trasporti e Comunicazione”. Bisognerà tornare sull’argomento viabilità, calvario quotidiano del Presidente della Provincia Carmine Stallone, che ha ben presente la situazione critica soprattutto del Sub-Appennino. E speculare a fondo il tema aeroporto, altra dolorosa corona di spine. Per il momento, mi soffermo sulle strade del futuro, dove già oggi si gioca la partita vitale della conquista dei mercati. Bene, mentre nell’Internet gli altri corrono e non sanno se usare il turbo o mettere il razzo, noi registriamo che sul versante collegamenti ADSL la Puglia risulta essere la quart’ultima regione italiana (fonte Sviluppo Italia) nel completamento della rete di copertura. Le sue zone più penalizzate: ancora il Sub-Appennino, il Gargano interno e il Basso Salento. È come correre con le ruote quadrate!
Sono del parere, infine, che la richiesta di sapere stia sempre più caratterizzando la domanda turistica in generale e non solo quella di nicchia. Che a questa domanda si aggancia saldamente quella dei sapori da riscoprire, moltiplicando interessi e opportunità. Che i piccoli centri dell’interno avranno un ruolo determinante nella formulazione di un’offerta che s’innova, per favorire quella capacità di trattenere il turista, finora solamente attratto, con l’obiettivo di riuscire a fidelizzarlo almeno per qualche anno. Non a caso, citando la nostra regione, siamo soliti presentare: “Le Puglie”.
Vuole andare in tal senso anche la piccola iniziativa imprenditoriale, che nasce in provincia di Foggia e mira ad assumere carattere internazionale, volta a recuperare e valorizzare le colline e l’entroterra con le loro peculiarità mediterranee. Farne un prodotto turistico di qualità e avviare un processo virtuoso capace di motivare attività d’impresa di filiera. Si chiama “Svegliarsi in collina” ed è un circuito che vuole organizzare agriturismi, bed & breakfast, fattorie didattiche e masserie come testimonianza di un’offerta ricettiva dei piccoli centri, che, nella sua tipica dimensione familiare, diventa accoglienza ed ospitalità mediterranea. Puntare sulla connotazione culturale dell’offerta turistica e, nel contempo, in un contesto di sviluppo sostenibile, intende privilegiare nelle politiche urbanistiche la manutenzione e il recupero del patrimonio esistente, rispetto all’aumento del costruito e di nuove volumetrie. Bella sfida, un segnale comunque di vitalità che fa ben sperare.
L’auspicio è che lo sguardo di Diomede sia faro per tutti verso i bagliori provenienti dall’entroterra. Ve lo dico con la consapevolezza di chi affonda le proprie radici nella vicina Troia.

Antonio V. Gelormini



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