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Un parco nel Parco
L’Assessore di Monte S. Angelo Maratea: «La fine di un viaggio sul Gargano è sempre l’inizio di un altro viaggio»

Varese, 21.10.2006 - Il concetto in matematica verrebbe espresso con “un parco al quadrato”. In effetti, la realizzazione del Parco Letterario “San Michele Arcangelo – Gargano segreto” vuole moltiplicare e potenziare le opportunità createsi, alcuni anni fa, con l’istituzione del Parco Nazionale del Gargano (il più visitato oggi in Italia), esaltandone il patrimonio culturale e storico, oltre quello ambientale e paesaggistico.
L’intuizione di Filippo Fiorentino, che per primo lanciò l’idea di un parco letterario ispirato all’opera di Pasquale Soccio e ripresa dall’omonima Fondazione (che avrebbe voluto il solo “Gargano segreto” nella denominazione del parco), si concretizza nella formalizzazione di una convenzione con la Fondazione Nievo, per la nascita di un parco letterario che, nel suo riferimento micaelico, vuole coinvolgere anche i meno conosciuti protagonisti letterari della montagna del Gargano.
Pietro Giannone, Michelangelo Manicone, Giovanni Tancredi, Alfredo Petrucci e naturalmente Pasquale Soccio, insieme alla Grotta Paglicci di Rignano, alla Foresta Umbra o all’oasi agrumaria del Gargano, diventano i grani di un rosario laico per scandire le tappe di un percorso, che per il prof. Giuseppe Maratea, Assessore alla Cultura della Comunità Montana del Gargano e animatore tenace dell’iniziativa «…ha l’ambizione e forse la presunzione di muoversi attraverso itinerari di antiche seduzioni, talora perdute, talaltra sopravvissute».
Recentemente Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale di Pisa, ha ricordato che «…stimolare la creatività del cittadino di oggi e di domani con la presenza e la memoria del passato o alimentare la consapevolezza dei valori storici, civici e simbolici che permeano il nostro patrimonio culturale, vuol dire accrescere la nostra capacità di rinnovarci, affrontando le sfide del futuro». In tal senso il parco letterario vuol fare la sua parte, per attrarre un nuovo tipo di viaggiatore, colto, attento alla religiosità popolare, all’arte, alla letteratura e al fascino dell’entroterra. Insomma, fare uno sforzo e andare oltre il pendolarismo balneare, riuscendo a valorizzare un patrimonio nascosto, la cui vera redditività sta nel recupero di un profondo senso di appartenenza. Capace di stimolare l’orgoglio degli attori e la qualità del servizio nella rinnovata offerta turistica.
L’accostamento del Monte Gargano e della grotta dell’Arcangelo Michele al Monte Carmelo e alla grotta del profeta Elia, fatto da mons. Caesar Atuire, Direttore Generale dell’Opera Romana Pellegrinaggi, ha voluto suggerire questo contesto territoriale anche come “laboratorio dello spirito”. Il Parco Letterario “San Michele Arcangelo – Gargano segreto”, allora, potrà essere il laboratorio a cielo aperto, dove far interagire il percorso della spiritualità con l’itinerario affascinante ed emozionante degli autori, che ne hanno raccontato e descritto colori e suggestioni.
Potrà recuperarsi, così, la facoltà di stupirsi dinanzi allo spettacolo della natura e dell’arte, grazie alle scorrerie intellettuali, ai percorsi di riflessione, all’incontro contemplativo col silenzio e con la curiosità dello spirito. Per testimoniare, come i pellegrini della Via sacra Longobardorum, provenienti da tutta Europa e diretti a Gerusalemme, e come continua ad affermare l’Assessore Maratea, che «…la fine di un viaggio sul Gargano è sempre l’inizio di un altro viaggio».

Antonio V. Gelormini



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