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Una messa presso la sede della associazione per ricordare Don Pasquale Gelormino
A celebrarla è stato Don Antonio Valentino, attuale Padre Spirituale dell'associazione "Amici di Don Pasquale Gelormino"

Lucera, 16.03.2006 - Una messa per ricordare Don Pasquale Gelormino, come già avviene dal 2001, anno dopo la scomparsa del Parroco che ha fortemente voluto dare un'identità al rione della Zona 167 nei primi anni '80, fino a quando la nascita di quel quartiere vide elevarsi verso il cielo la struttura a forte verticalizzazione che prese il nome di Parrocchia di Maria SS. delle Grazie.
Qualche giorno fa, il 13 marzo alle ore 19:00, giorno della ricorrenza della della scomparsa del parroco, gli iscritti della associazione intitolata proprio a Don Pasquale Gelormino hanno voluto che si celebrasse la Santa Messa presso la sede di via Curiel per la prima volta, visto che ogni anno veniva celebrata presso la parrocchia della 167, ad opera del nuovo Padre Spirituale dell'associazione Don Antonio Valentino (prima di quest'ultimo è stato l'indimenticato Don Vito Ciullo a rivestire quel ruolo).
«Don Pasquale ha lasciato un ricordo assai indelebile in coloro che lo hanno conosciuto - ha detto Franco Forte, uno dei cento soci dell'associazione -, fin da quando era vice parroco della Parrocchia di San Giovanni. Io lo conobbi più tardi rispetto al suo esordio in qualità di parroco agli inizi degli anni '80, quando la 167 stava per nascere e Don Pasquale si apprestava, insieme ai cittadini di quel rione dove ora sorge la parrocchia di S. Maria delle Grazie, a preparare le sue prime pacifiche battaglie per fare sì che quel quartiere avesse strade ed opere tali da fare di quel rione una realtà realmente vivibile». Eh, già! Don Pasquale utilizzava, inizialmente, un garage adibito a luogo sacro per celebrare le messe a cui i cittadini non dovevano assolutamente mancare, infondendo a quei luoghi così umili un aspetto di grande dignità. «Lui, d'altra parte - aggiunge Franco Forte -, è nato con i cittadini della zona ed era egli stesso a rimboccarsi le maniche ed a portare i mattoni che oggi portano le sue impronte e che hanno permesso al quartiere di avere, grazie alla grandezza di Don Pasquale, una parrocchia e una chiesa».
E come non citare, per riallacciare le parole di Forte e di Don Antonio Valentino proferite durante la celebrazione del rito, le frasi con cui lo ha ricordato Don Michele Cuttano, quando ha parlato di «…un Sacerdote che stringeva le mani a tutti i fedeli quando la messa finiva… Un Parroco che si serviva dei box solitamente destinati alle auto per celebrare le Prime Comunioni… Don Pasquale che non si sottraeva mai quando si impegnava a vestire i panni del muratore…».
Per lui, l'associazione "Amici di Don Pasquale Gelormino", con il suo presidente Luigi Cannizzo, si è attivata per chiedere il minimo che sia dovuto ad una figura così speciale: intitolargli una strada. Ma non una strada qualsiasi, bensì quella, larga, che tutt'ora non ha  - ironia della sorte - ancora un nome e che passa alle spalle della parrocchia di Santa Maria delle Grazie, quasi come una mano che la protegge e la accarezza, in attesa di ricevere un nome di battesimo che, così come ci si augura, potrebbe essere quello di "Viale Don Pasquale Gelormino". «Sarebbe il coronamento di un sogno che si è avverato molti anni fa, quando Don Pasquale si battè tanto per far sì che la gente potesse avere un quartiere degno di tal nome», dicono i soci. Sono più di 1.500 le firme raccolte e consegnate nel mese di ottobre al sindaco Labbate. A tutt'oggi, però, dispiace constatare che non vi è stata alcuna risposta.

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