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L'Associazione "Progetto Infanzia per un Mondo Migliore" sul palcoscenico della vita lucerina

Lucera, 20 febbraio 2004 - Nello scenario delle associazioni di Lucera è comparsa una nuova realtà Onlus operante nella nostra città, alla via Marrone n. 44, lì dove risiede anche il Centro per le Famiglie. L'associazione è nata per tutelare il mondo dell'infanzia dallo sfruttamento, dall'indifferenza, dalla violenza e dall'abbandono. L'input che ha acceso tale iniziativa in Michele Pellegrino (Presidente) e negli altri soci fondatori quali Giuseppe Mescia (vice-Presidente e Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni di Bari), Leonardo d'Angelo, Maria Rosaria Di Corato, Raffaele Di Matto, Antonietta Borrelli, Michelina Longo, Dina Loreta Cidronelli, Maria Antonietta Granieri (consiglieri), Domenico De Maria (tesoriere), Michele Sorangelo (revisore unico dei conti) e Mauro Laskavj (Presidente del Comitato Tecnico e Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni di Bari), è nato dalle troppe cronache che, oramai, bombardano letteralmente il cittadino che sente il bisogno di veder tutelato, appunto, l'universo-infanzia. E, come recita il comunicato stampa, «…la cronaca registra e dimentica velocemente la punta dell'iceberg, i casi eclatanti come quelli che sembrano sempre più distanti anni luce dalla nostra vita quotidiana… Ma anche nelle nostre città "civili" le situazioni di abbandono e di sfruttamento sono molto più frequanti di quanto si pensi». Ecco perché, in sintesi, ciò che si propone l'associazione A.P.I.M., istituendo quello che è un vero e proprio "centro antiviolenza", «…è di collocarsi, rispetto agli Enti Istituzionali, in una dimensione di stretta collaborazione, auspicando la realizzazione di un lavoro di rete al fine di contenere il più possibile il problema dell'abuso ai minori». E lo fa prevedendo, nel proprio oggetto sociale, la promozione di iniziative nel rispetto dei valori e dei diritti umani, civili e sociali, e nella salvaguardia dei diritti di ogni fanciullo, la cultura volta al rispetto dell'infanzia, la tutela della salute fisica e psichica dei minori abusati e/o maltrattati, l'apertura di centri psicoterapeutici per il recupero, il perseguimento di un modello di società più attenta ai bisogni dei minori, l'azione di contrasto allo sfruttamento del lavoro minorile. Ma tutto ciò, vede il coinvolgimento di progetti che miranti all'organizzazione di tematiche attinenti gli scopi statutari, al sostenimento di manifestazioni culturali e scientifiche, alla promozione di campagne di opinione e denuncia volte alla tutela dell'infanzia, allo svolgimento di attività di formazione, riqualificazione, informazione e sensibilizzazione sulle tematiche in oggetto, con particolare attenzione al mondo della scuola, mettendo in atto iniziative votate all'accrescimento della sensibilità sociale sugli argomenti e le metodologie di educazione al rispetto dell'infanzia. Gli insegnanti e i dirigenti, in quest'ottica, potranno essere coinvolti nell'opera di sensibilizzazione con l'organizzazione di corsi scolastici di ogni ordine e grado. Il comunicato conclude, quindi, affermando che «l'impegno dell'associazione vuol essere un omaggio a tutti i bambini violati nel corpo e nello spirito. Si può capire molto ascoltandoli. Dobbiamo avere il coraggio di saper interpretare i segni del disagio, senza nasconderci nella vile indifferenza che, spesso, accompagna il nostro cammino. Loro ci parlano, ci fanno capire ma, altrettanto spesso, siamo risucchiati dal nostro egoismo. Impegnamoci ad investire nella prevenzione e nella tutela dell'infanzia, creando strutture come quella del Centro Antiviolenza A.P.I.M. Onlus, che riportino speranza a chi l'ha perduta».
Pregevole iniziativa umanitaria, questa, che ci porterebbe a scrivere all'infinito. Perché il mondo dell'infanzia non può finire dove inizia quello dell'adulto. Non dimentichiamolo!

Notarangelo



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