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Lucera: balocchi e burattini
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Prende il via nella giornata in corso il “Primo Festival dell’Arte Burattinaia”
Esteso alle piazze e alle corti del centro storico per la rivalutazione delle tradizioni popolari e delle architetture anche meno note, visibili nel cuore pulsante della città sino a domenica 27 giugno

LUCERA (25 giugno 2004) Alla fine ci sono riusciti.
I propugnatori del “Primo Festival dell’Arte Burattinaia”, primo fra tutti Giuseppe De Biase, presidente della Terza Commissione consiliare permanente - deputata ad esprimersi in materia di Politiche Culturali - hanno centrato l’obiettivo.
Non per nulla dalla giornata in corso e sino a domenica prossima, 27 giugno, le viuzze e le corti del centro storico lucerino si animeranno di artisti di strada e clown, come pure di trampolieri, cantastorie e saltimbanchi.
Chiamati a narrare (come in un tempo neanche troppo lontano) le vicende di eroine di cartapesta e dei loro “guarattellai”, figli del più nobile folclore meridionale, soprattutto partenopeo.
Saranno loro a frammischiarsi ai ritmi della musica di genere: dal sapore popolaresco ma di non minor significatività.
«L’idea è nata dall’incontro tra esperienze artistiche, maturabili nell’ambito del teatro rivolto all’infanzia, attraverso il coinvolgimento degli operatori del settore», spiega De Biase.
«D’altronde la platea di riferimento è costituita, in somma parte, dai “piccolissimi”: la cui età varia da un anno in su.
Coinvolgere gli educatori degli asili nido e del mondo della scuola, materna ed elementare, sensibili a proposte artistiche quali: spettacoli, atelier, performance e laboratori, ha significato orizzontarsi verso opportunità innovative, sviluppando curiosità, confronto, interesse e stimoli sempre diversi.
E favorendo la conoscenza di un settore artistico, variabile dalla prima alla terza età e dotato di una sempre maggior consapevolezza espressiva.
Lucera verrà, così, ad assumere i sembianti di una città dei ballocchi di collodiana memoria, facendo la felicità di grandi e piccini e rivalutando gli spazi, anche di minor frequentazione, del centro cittadino.
Quanti amano la propria città sono attesi a ripopolare le piazzette iscritte nel suo cuore pulsante e non solo per mere ragioni di urbanistica», osserva a chiusura.
In questo modo il teatro di animazione - erede della Commedia dell’Arte - e la musica popolare si ergono a strumenti per osservare la città con altri occhi.
L’occasione, sia pur ghiotta, è solo la prima di una lunga serie.
Almeno questo è il più fervido voto augurale.
Perché l’azione scenica di strada e i canti della sapidità popolare possano assurgere ad appuntamento stabile tra lo scadenzario racchiudibile all’interno del cartellone estivo “made in Lucera”.
Ponendosi al fianco dell’ormai consueto circuito di prosa: per una stagione artistica in pressoché costante accrescimento.

Costantino Montuori



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