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Claudio Baglioni a Lucera
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La notte del Castello si illumina solo delle sue note. Baglioni umile e perfetto, mentre il resto ha lasciato profonde tracce di flop!

LUCERA (04.08.2004) Ma cosa avrà mai quest’uomo che con i suoi 53 anni suonati (e portati in magnifico modo!) incanta donne mature e ragazzine ventenni e fa battere all’unisono anche i cuori di coloro che, pur non conoscendo una sola nota di Claudio, a parte la classica “Piccolo Grande Amore”, e avendo ricevuti inviti e cordialità varie erano lì davanti, comunque a battere le mani senza pur scomporsi più di tanto sennò “…mamma mia, non vado più alla Camera!” o “…non faccio più almeno un filmetto!” e poi “…l’Oscar come lo vinco?”.
La serata inizia nel peggiore dei modi: gente da Parma (!?!) e da San Benedetto del Tronto che mi viene a chiedere se nelle vicinanze del Castello ci fosse un bar per usufruire del bagno (li ho accompagnati a casa mia!); mega-spiegamento delle forze dell’ordine (ho visto perfino le famigerate guardie zoologiche e, incredibile a dirsi, pensavo non ci fossero a Lucera, i temibili Falchi Vigili Urbani di Lucera, manco fosse un concerto di Vasco Rossi!!! - eh sì! si deve tagliare la spesa pubblica!-, che guardavano a vista l’eventuale spaccio di camomilla o la vendita di salsiccia tutto fumo e poco arrosto); la fila interminabile con accalcamento di oltre cinquemila persone; cancelli alle 20:30 ancora chiusi, quando il concerto sarebbe dovuto iniziare alle 21:30; goccioloni di pioggia mentre si diventava sottilette facendo la fila; spazio per la macchina delle autorità che mica potevano fare la fila (c’è stato anche chi, per depistare i fans, ha abbandonato la Thesys nascondendosi in un’altra auto); sedie che alle 20:30 mancavano all’interno e arrivano, poi, d’improvviso, a seguito di chissà quale miracolo (come mai si sono aggiunte ste persone?).
Poi, finalmente, si arriva al ponte e da lì all’ingresso del Castello. Adesso tocca cercare il posto (ma non ci dovevano essere le hostess o comunque delle accompagnatrici gentilissime e garbate? In effetti ne arriva una, ma quando cercava di indicarmi il mio posto ero già seduta sulla mia sedia!). La mia postazione era straordinaria ed invidiabile, in prima fila, e dall’alto della mia legittimazione del possesso, in virtù del regolare biglietto, ho visto scene allucinanti: i vip lucerini smarriti senza il posto in prima fila guardavano noi delle prime file, veri amanti di Claudio e pertanto paganti, con invidia e persi con il loro status che, a poco a poco, si sgretolava; “Cos’è accaduto mai?” – mi son chiesta -, “a furia di regalar posti ne sono rimasti privi proprio loro?” E così ho visto il primo cittadino, perso, che chiedeva una sedia allo staff, impotente (ed io che ero lì a fianco con il mio magico biglietto). Proprio lui, che si sente spesso votato a risolver problemi ben più immani, non aveva una sedia! Alla fine gliel’hanno fatta sta’ grazia! Un posto in prima fila l’ha avuto pure lui, sennò che ci stava a fare li, in piedi?
E poi, finalmente, alle 22:15 (da fan posso dire che i concerti a cui ho partecipato sono sempre iniziati con puntualità) inizia la magia. La gente si scalda, i cuori battono contemporaneamente, come fossero sincronizzati ad un’accelerazione e Claudio inizia a cantare “Strada Facendo”, ripercorrendo i suoi brani, da quelli più melodici e un po’ meno conosciuti ai giovanissimi fans a quelli più rocchettari degli album più recenti: “Viaggiatore sulla Coda del Tempo” e “Sono io l’uomo della storia accanto”. La gente è sempre li che lo segue, che canta dietro a lui, che lo supporta a braccia innalzate incessantemente, battute di mani a scandire il ritmo, piccoli movimenti vissuti con libertà a dispetto degli occhi perbenisti e della security: questo è ciò che lui vuole, che lui CERCA. Il titolo del tour è proprio CERCANDO e si svolge attraversando i luoghi più suggestivi della sua penisola. Claudio puntualizza più volte la bellezza della nostra fortezza, definendola patrimonio artistico. Nel suo discorso si nota anche un incentivo a far di più, a conservarlo e curarlo meglio. Non ha peli sulla lingua Claudio, si sa; le cose le dice spassionatamente, dall’alto di uno che sa il fatto suo e che conosce il suo mestiere da ben 35 anni. Sarà un caso il fatto che sia dello stesso segno zodiacale di Vottorio Sgarbi, cioè il “Toro” (non è però un caso che a questo segno gli siano riconosciuti passionalità, romanticismo, amore per l’arte…). E così non manca di sottolineare la disorganizzazione locale, scusandosi per una colpa, non sua, (questa è la grandezza e il rispetto per il suo pubblico e per questo lo si ama e lo si segue) del ritardo. Si cerca nella memoria, questo è lo scopo del tour e si passa così a cantare successi come “E tu”, “Via”, “La vita è adesso”, “Noi no”, “Amore bello”, “Sabato pomeriggio”, la straordinaria “1000 giorni di me e di te”, ma si cerca anche per l’affermazione di se stessi, si cerca di sopravvivere alle avversità ed alle ingiustizie del mondo, opponendovisi con tutte le forze. E ci è sembrato davvero un’ingiustizia non avere potuto godere - si dice, infatti, che l’illuminazione nel castello poteva usufruire di un progetto presentato diverso tempo prima - dei 12 o 18 fari da 250 watt. Ed invece, ancora una volta ci si affida agli ormai “celebri” supporters fai-da-te dei musical e delle canzonette che, chissà grazie a chi e come e a quale Madonna o Santa Maria son votati!
Lo scenario del castello è davvero una cornice meravigliosa con i giochi di luci - quelle proprie - proiettati sulle mura, mentre sul palco i musicisti suonano con un’anima sola: l’ormai veterano Paolo Gianolio che, come ha detto Claudio, «…è una vita che suona con me» alla chitarra, e due artisti inglesi i quali (niente poco di meno che!) sono stati i fondatori dei Simple Minds: i signori Gavin Harrison e John Giblin.
Scongiurato fortunatamente il pericolo PRESENTAZIONE E INAUGURAZIONE POSTAZIONE VIGILI DEL FUOCO (tra tanti concerti ‘na cosa del genere non mi è mai capitata! C’era mia zia che voleva inaugurare anche il bagno nuovo di casa sua), una nota davvero dolente è stato il modo in cui sono stati trattati i disabili. Si parla tanto di diversamente abile, di valorizzazione e tutela e non emarginazione di queste persone, mentre poi vengono relegati in un settore con davanti le casse e quasi oscuro. Mi auguro davvero di tutto cuore che queste persone possano avere una priorità nei posti, nelle file, non riservandole solo agli amministratori e agli assessori, perché penso che i messaggi di speranza che Claudio invia per loro significhino qualcosa di più.
Abbiamo assistito al concerto con lo scopo di cercare un senso e, alla fine, posso dire davvero di aver trovato qualcosa: un uomo capace di incantare con le sue parole e la sua musica e la cui onestà, il cui rispetto sono rari in questo mondo ormai troppo sporco. E scusate se è poco! “Ma strada facendo vedrai, - mi son detta pensando a quei ragazzi così inermi - che non sei più da solo…"

Marica Conny Gemminni



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