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L'era dell'ottimismo
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Presentazione del candidato lucerino per la Margherita Giuseppe Pica presso l'Opera San Giuseppe
Gero Grassi: «L'aria del cambiamento la sentiamo ad ogni chilometro della Puglia che percorriamo in questi giorni»

Lucera, 14.03.2005 - «Gianni… è l'ottimismo il profumo della vita».
E lo stesso ottimismo pare si sprigioni anche dal simbolo che si richiama ad un fiore il cui profumo si propaga nell'aria raggiungendo le narici e liberando il forte desiderio di una primavera ormai attesa da troppo tempo (manco a farlo a posta, la margherita): la primavera di Puglia e di Capitanata.
È talmente grande il coinvolgimento (che, per la verità, almeno fino ad oggi, sta reggendosi su toni pacati e sommessi) e l'effetto trascinamento verificatosi a seguito delle primarie, che sancì la candidatura di Nichi Vendola, preferito a Boccia, che spinge lo stesso Gero Grassi (alla presentazione, ieri alle 19:00 presso l'Opera San Giuseppe, del candidato lucerino per le regionali Giuseppe Pica) a parlare di «…effetto Tsunami, in senso positivo logicamente, provocato da una figura come Vendola».
«Una persona che antepone il sentimento, le ragioni del cuore - ha detto Gero Grassi - alla rigida e fredda logica, egoistica, che ha caratterizzato in questi anni il governo di Fitto in Puglia e, più largamente, quello di Berlusconi».
Grassi conosce molto bene Vendola: «Persona con cui condivido i natali in quel di Terlizzi, compagno di scuola per molti anni e di cui ricordo anche le battaglie politiche che vedevano un democristiano come me scontrarsi con le ideologia comuniste di Nichi… Ma erano tempi in cui prevaleva il senso della politica, che affidava le vittorie non alla persona, ma alla collettività, ai cittadini, alla  gente. Una persona dal carattere fortemente comunicativo, come d'altronde sta dimostrando in questi giorni».
Per Gero Grassi oggi Nichi Vendola è un personaggio che ha sposato in pieno l'idea del cambiamento in atto nella società. «Una società - ha sottolineato - che vuole guardare avanti senza lasciarsi distrarre dalle vane e interminabili promesse, desiderosa, invece, di vedere la politica impegnata su poche priorità possibili come la sanità, lo sviluppo e l'occupazione: tre elementi senza i quali risulta impossibile edificare sistemi complementari».
Ritiene Giuseppe Pica un candidato forte e capace, oltre che concreto, «…come ha già dimostrato negli anni, soprattutto nell'ultima esperienza in qualità di assessore provinciale in un settore difficilissimo come quello della cultura, del turismo e dello sport, nonostante la situazione carente con cui si è trovata a fare i conti la Capitanata, con un governo regionale di centrodestra che ha pensato spesso di dirottare la propria attenzione verso una parte della Puglia che non è certamente questa in cui oggi sono».
Non è infatti un caso che Giuseppe Pica abbia sposato il motto "Più Puglia in Capitanata".
Gero Grassi, rispondendo al nostro giornale a proposito degli ultimi sondaggi che vedono in una posizione di recupero Raffaele Fitto, risponde che «…i sondaggi lasciano il tempo che trovano. Posso solo affermare che ovunque, in questi giorni di tour de force, leggiamo solo grande delusione e rabbia verso il presidente uscente. Bari per esempio, è una città dilaniata dalle ferite provocate da un governo che ha prevalentemente deluso. Senza contare, poi, il territorio del leccese, che dovrebbe essere considerato terreno fertile per Fitto, mentre si constata un clima desideroso di forte recupero dei valori della famiglia e della politica riconsegnata al popolo, anziché una politica tutta votata all'arrivismo personale».
Gero Grassi ha poi concluso evidenziando come «…la scelta del popolo pugliese nel decretare la candidatura di Vendola sia stato un segnale importante, a dimostrazione della volontà di rivalsa e di netto desiderio di cambiamento rispetto alla politica adottata dal presidente uscente».

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