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“Festival della critica fotografica – Lucera Photos”. 2º incontro al Circolo Unione… Inaugurazione dello spazio espositivo nella corte di Palazzo D'Auria Secondo
Il secondo appuntamento ha fatto registrare l'ottima riuscita dell'evento al suo debutto

Lucera, 25.08.2021 - Si è tenuto a partire dalle ore 20.00 dello scorso 22 agosto presso il giardino del “Circolo Unione 1860” e subito dopo nella corte di “Palazzo D’Auria Secondo” – dove è stata inaugurata l’esposizione dei lavori di undici fotografi che seguirono nell’estate del 2019 un laboratorio fotografico dell’Osservatorio di Fotografia dalla Puglia alle Marche –, il secondo appuntamento della prima edizione del “Festival della critica fotografica - Il senso della luce a Lucera”. Le fotografie esposte sono di Nicola Ritrovato, Paola Celestina Ricucci, Michelino Palumbo, Nicola Loviento, Alfredo Ingino, Bambina Giantomaso, Giusi Fontana, Luigi Di Napoli, Daniele De Luca, Bianca Costanza De Luca ed Antonio Carbone. Si tratta, in particolare, di una mostra di immagini realizzate dagli stessi autori che seguirono tre giornate di studio e pratica dal 5 al 7 agosto del 2019 a Lucera nell’ambito di un evento culturale dedicato al fotografo Giuseppe Cavalli (Lucera, 1904 - Senigallia, 1961): le uscite nei luoghi lucerini erano spinte dalla ricerca della luce mediterranea, che ogni giorno scolpisce la materia dei muri e delle strade, e proprio la luce interpretata dagli autori, specialmente quella dei fotoamatori degli anni Cinquanta, era stata l’argomento basilare degli incontri svolti da Alessia Venditti e Marcello Sparaventi, mentre i soggetti cavalliani erano stati evocati dai racconti e dalle storie di Giuseppe Trincucci. Infine, sono stati prodotti undici pannelli espositivi contenenti alcune immagini attentamente selezionate per rendere in particolar modo lo stile e la sensibilità dei singoli artisti, che hanno dimostrato di essere stati degnamente ispirati dal grande maestro.

Ad aprire il secondo appuntamento è stato, dopo il saluto iniziale dell’assessore alla Cultura Antonella De Sabato, proprio Trincucci, il quale ha spiegato che le due manifestazioni organizzate per quell’occasione erano divise in due parti e che nella prima si era parlato di teoria e di ciò che ha significato Giuseppe Cavalli nella storia della fotografia italiana attraverso la riproposizione di testi ormai rari, quasi introvabili, pubblicati in un arco temporale di circa quindici anni, alcuni addirittura prima della sua dipartita; Quindi, si era fatta una carrellata sulla critica e sul nuovo modo di comprendere la fotografia, e il succo del discorso è che Cavalli intuì per la prima volta che essa è un’espressione d’arte e non solo, come si riteneva in precedenza, un fatto documentaristico e di reportage.
Sparaventi, invece, ha ricordato che il primo luogo in cui si imbatté a Lucera fu proprio la Sala Cavalli del Circolo Unione. Nel frattempo egli aveva conosciuto l’avvocato Marcello Prignano e i due avevano pensato di dare avvio nel 2015, con la presentazione del libro “Voci di memorie” scritto dalla figlia di Cavalli e già presentato a Senigallia, ad una mostra con fotografi marchigiani. Quanto poi al laboratorio seguito nel 2019 dagli undici partecipanti, Sparaventi ha spiegato che essi andarono a visitare i luoghi dell’artista per cercare di capirne la poetica non al fine di emularlo, ma in modo da far spiccare le varie sensibilità che ognuno dei fotografi coinvolti nel progetto era in grado di esprimere. Per quanto riguarda la mostra, Sparaventi ha deciso di utilizzare come modalità espositiva le tavole progettuali, che consentono di raccontare con più immagini il punto di vista dell’autore.
Trincucci ha aggiunto in chiusura che vorrebbero raccogliere le foto degli undici autori in un volume catalogo nella speranza che si fissino nella memoria angoli della città che potrebbero altrimenti passare inosservati.

Greta Notarangelo


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