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Intervista al dott. Mario Coccia del CNR. Ecologia delle malattie infettive: il Covid-19
Da un recente studio che dovrebbe essere pubblicato nel 2022, è emerso che tra i paesi più preparati ad affrontare eventuali future epidemie sicuramente non ci sono quelli industrializzati

Lucera, 02.09.2021 – “Il Frizzo” è tornato ad intervistare il dott. Mario Coccia, direttore di ricerca presso il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per trattare il tema dell’ecologia delle malattie infettive ed in particolar modo del Covid-19.
Il ricercatore lucerino ha condotto numerosi lavori di ricerca presso il Georgia Institute of Technology, la Yale University, la United Nations University a Maastricht, University of Maryland, l’Università di Toronto, ecc. Oggi sta svolgendo ricerche sulle moderne tecnologie dell’intelligenza artificiale e sull’ecologia delle malattie infettive, in particolare sul COVID-19.
Ha pubblicato più di 500 articoli su riviste specializzate internazionali ed è editore di diverse riviste internazionali fra cui, Environmental Research, Discovery Sustainability, Public Health.
In questa pagina, il video integrale dell’intervista rilasciata al Frizzo prima di ripartire per Moncalieri (TO), dove ha sede il CNR.
Abbiamo cominciato col chiedergli quali siano secondo le sue ricerche i principali fattori che influiscono sulla diffusione di tale virus. «La diffusione del Covid è molto complessa – ha tenuto subito a chiarire – e si tratta di un argomento che tocca diverse discipline, non soltanto la medicina». Il ricercatore ha proseguito spiegando che in genere chi opera nel campo medico sostiene principalmente la teoria della trasmissione da uomo a uomo, ma con degli studi interdisciplinari si è osservato che l’uomo non vive in un ambiente neutrale bensì in uno che influenza anche la diffusione delle malattie infettive, ad esempio, i posti caldi e molto ventilati ne vedono una minore, mentre quelli con elevata umidità una maggiore; allo stesso modo si è notato che non solo i luoghi inquinati influiscono negativamente sull’uomo, ma quando all’umidità si unisce il particolato questo tipo di agenti danneggia il virus, tuttavia se esso sopravvive diventa ancora più infettivo.
In seguito abbiamo domandato a Coccia quali siano a suo modo di vedere le strategie per combattere l’epidemia e quale influenza abbia avuto il lockdown del 2020 su di essa. «Di solito – ha spiegato – quando arriva una pandemia si tende subito ad applicare degli interventi non farmaceutici adottando mascherine, distanziamento, areazione dei locali ed in casi estremi il lockdown, ma gli studi hanno dimostrato che le chiusure generalizzate servono ben poco in quanto la diffusione del virus avviene particolarmente in determinati luoghi, perlopiù quelli affollati al chiuso, quindi è preferibile fare delle chiusure mirate».

Inoltre è emerso, da uno studio in fase di pubblicazione, che la diffusione del virus l’anno scorso era un po’ più bassa rispetto a quest’anno nonostante l’avvento dei vaccini: ciò si spiegherebbe col fatto che il coronavirus è aereo e stagionale. Ovviamente l’ideale sarebbe raggiungere l’immunità di gregge, che si può ottenere in due modi, naturale o coi vaccini, ma quest’ultima non sarebbe stabile, dunque è difficile che essa si raggiunga con tale virus anche per via delle varianti. Nel caso in cui poi il virus si riuscisse a sconfiggere, da un recente studio che dovrebbe essere pubblicato nel 2022, è emerso che tra i paesi più preparati ad affrontare eventuali future epidemie sicuramente non ci sono quelli industrializzati. Quanto invece agli effetti a lungo termine dei vaccini, si dovrebbero conoscere tra dieci anni, mentre allo stato attuale nessun ricercatore ne riesce ad immaginare le eventuali complicazioni: «La ricerca scientifica dice che se si contrae un virus e il sistema immunitario lo distrugge si raggiunge la cosiddetta immunizzazione naturale e per tale ragione non occorrerebbe vaccinarsi, considerato che il sistema immunitario è intelligente e si adatta anche alle varianti, senza contare che l’immunizzazione naturale è migliore di quella ottenuta mediante il vaccino e ciò lo sostengono tutti gli studi scientifici».
Infine abbiamo chiesto a Coccia quando terminerà a suo parere questa pandemia, ma a suo dire fare delle previsioni a riguardo è molto difficile anche perché esistono le varianti e non si sa quali problemi esse possano ancora creare.

Alcuni riferimenti di articoli pubblicati:

Coccia M. 2022. Preparedness of countries to face covid-19 pandemic crisis: Strategic positioning and underlying structural factors to support strategies of prevention of pandemic threats, Environmental Research, Volume 203, n. 111678.

Bontempi E., Coccia M., 2021. International trade as critical parameter of COVID-19 spread that outclasses demographic, economic, environmental, and pollution factors, Environmental Research, vol. 201, Article number 111514,
Bontempi E., Coccia M., Vergalli S., Zanoletti A. 2021. Can commercial trade represent the main indicator of the COVID-19 diffusion due to human-to-human interactions? A comparative analysis between Italy, France, and Spain, Environmental Research, vol. 201, Article number 111529.

Coccia M. 2021. Pandemic Prevention: Lessons from COVID-19. Encyclopedia 2021, 1, 433–444. MDPI, Basel, Switzerland, Encyclopedia of COVID-19.

Coccia M. 2021. High health expenditures and low exposure of population to air pollution as critical factors that can reduce fatality rate in COVID-19 pandemic crisis: a global analysis. Environmental Research, vol. 199, Article number 111339.

Coccia M. 2021. The relation between length of lockdown, numbers of infected people and deaths of Covid-19, and economic growth of countries: Lessons learned to cope with future pandemics similar to Covid-19. Science of The Total Environment, vol. 775, article number 145801.

Coccia M. 2021. The impact of first and second wave of the COVID-19 pandemic: comparative analysis to support control measures to cope with negative effects of future infectious diseases in society. Environmental Research, vol. 197, June, Article number 111099.

Coccia M. 2021. The effects of atmospheric stability with low wind speed and of air pollution on the accelerated transmission dynamics of COVID-19. Journal: International Journal of Environmental Studies GENV, vol. 78, n. 1, pp. 1-27, February.

Coccia M. 2021. Effects of the spread of COVID-19 on public health of polluted cities: results of the first wave for explaining the dejà vu in the second wave of COVID-19 pandemic and epidemics of future vital agents. Environmental Science and Pollution Research. 28(15), 19147-19154.

Coccia M. 2021. How do low wind speeds and high levels of air pollution support the spread of COVID-19? Atmospheric Pollution Research, vol. 12, n.1, pp. 437-445.

Coccia M. 2020. How (Un)sustainable Environments are Related to the Diffusion of COVID-19: The Relation between Coronavirus Disease 2019, Air Pollution, Wind Resource and Energy. Sustainability 2020, 12, 9709.

Coccia M. 2020. An index to quantify environmental risk of exposure to future epidemics of the COVID-19 and similar viral agents: Theory and Practice. Environmental Research, volume 191, December, Article number 110155.

Coccia M. 2020. Factors determining the diffusion of COVID-19 and suggested strategy to prevent future accelerated viral infectivity similar to COVID, Science of the Total Environment, volume, 729, Article Number: 138474.

Greta Notarangelo

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