L’operetta al Mercadante con “La vedova allegra”
Una nuovissima produzione, per la regia di Corrado Abbati, che si avvarrà della preziosa assistenza di Artemio per i costumi e di Alfredo Troisi per le scene
Cerignola, 11.01.2007 - “La vedova allegra” è passata, tra applausi e risate, attraverso cento stagioni teatrali e, seppure a distanza di un secolo dalla sua prima messa in scena, continua ad essere considerata il capolavoro dell’operetta. Anche il teatro Mercadante di Cerignola si appresta a tributare il doveroso omaggio all’opera di Franz Lehar, ospitando la messa in scena del centenario sabato 13 gennaio (porta ore 20:30 – sipario ore 21:00).
Quella proposta dalla compagnia Corrado Abbati, la più affermata Compagnia d’operette in campo nazionale, è l’unica edizione italiana che nasce per festeggiare il centenario de “La vedova allegra”: una nuovissima produzione, per la regia di Corrado Abbati, che si avvarrà della preziosa assistenza di Artemio per i costumi e di Alfredo Troisi per le scene.
La storia
All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento. Sta arrivando la Signora Anna Glavari, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte. L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova e questo per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti, se la signora Glavari passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina economica. Njegus, cancelliere dell’ambasciata, è un po’ troppo pasticcione per una simile impresa, ma c’è il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo, ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Anna c’era stata una storia d’amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un’altra storia d’amore che vede protagonisti Valencienne, giovane mogliettina di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità. I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta, quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne ed a sostituirla con Anna. La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso, ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Anna e Danilo il loro reciproco amore. La patria è salva. D’ora in poi la signora Glavari non sarà più “La vedova allegra”, ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch. (Testo tratto da: www.inscena.it).
La critica
Scriveva Eugenio Montale che «…la storia non è poi la devastante ruspa che si dice. Lascia sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli. C’è chi sopravvive». E Anna Glavari, la conturbante Lustige Witwe di Franz Lehár, è sopravvissuta ed è pronta ad incontrare ancora il pubblico italiano. (Testo tratto da: www.inscena.it).
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