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“Ridare un’anima al calcio - Lo sport più amato al mondo nella morsa tra affari e business”: il convegno
Pippo Russo ha fatto un’analisi dell’attuale situazione del calcio e ha concluso che esso è diventato una sorta di incubatore finanziario, a livello di vertice, nel quale il denaro viene iniettato non con finalità di sviluppo…

Lucera, 07.03.2019 – Lo scorso 28 febbraio si è tenuto all’interno della Sala Congressi dell’Hotel Villa Imperiale di Lucera il convegno dal titolo “Ridare un’anima al calcio - Lo sport più amato al mondo nella morsa tra affari e business”. Sono intervenuti Pippo Russo, sociologo, saggista e giornalista, l’avvocato Enzo Audiello, amministratore dell’ASD Sport Lucera, e il dott. Antonio Dell’Aquila, presidente dell’ASD Sport Lucera.
Dopo i saluti iniziali di quest’ultimo, ha preso la parola Audiello, il quale ha ricordato l’importanza della formazione anche nel mondo del calcio, dove «si deve anteporre l’interesse del gruppo a quello personale». Quindi, ha preso la parola Russo, che è docente di Sociologia all’Università degli Studi di Firenze, scrive per La Repubblica, Panorama, Satisfiction, per i siti Calciomercato.com, Lettera43 e per le testate Panenka (Spagna) e Bancada (Portogallo), e ha collaborato con Il Manifesto, Il Riformista, Il Fatto Quotidiano, Pubblico, Corriere della Sera, Il Messaggero e L’Unità.
Russo ha presentato, nell’ambito di questo convegno, i suoi due volumi “Soldi e Pallone - Come è cambiato il calciomercato” e “Gol di Rapina - Il lato oscuro del calcio globale”, dove parla di come l’economia parallela sta divorando “l’ex gioco più bello del mondo” tra oligarchi, agenti monopolisti e fondi d’investimento. In particolare, il giornalista ha fatto un’analisi dell’attuale situazione del calcio e ha concluso che esso è diventato una sorta di incubatore finanziario, a livello di vertice, nel quale il denaro viene iniettato non con finalità di sviluppo, ma semplicemente perché deve moltiplicarsi per poi essere portato nuovamente all’esterno. Questo meccanismo così strano, a suo dire, ha cominciato ad affermarsi dapprima in Sudamerica nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio dei 2000, poi si è progressivamente diffuso in Europa avendo il Portogallo come Paese che ha portato al massimo grado di raffinatezza tecnico-finanziaria tale sistema.

Il video del convegno

Secondo Russo, ci sono alcuni punti fermi da mettere in evidenza, nonostante molti siano convinti che questo meccanismo in base al quale i calciatori sono in toto o in parte sotto il controllo di soggetti finanziari esterni o di club calcistici sia tutto sommato tollerabile. Innanzitutto, il calciatore è ormai ridotto ad asset finanziario; in secondo luogo, un fatto altrettanto grave è che i club calcistici entrano in un’economia della dipendenza dagli investitori esterni, infatti, acquisire i diritti economici di un calciatore significa avere diritto a lucrare sulla sua futura vendita: questo significa che l’investitore esterno ha interesse che il calciatore si valorizzi e nel momento in cui quel giocatore raggiunge una quotazione di mercato sufficiente per i propri interessi, va venduto. Il sociologo ha infine spiegato quanto incida il rendimento di un calciatore sulla sua valutazione economica: si può ragionare solo ex post, dal momento che non esiste un parametro oggettivo per stabilire in partenza il suo valore.
Riguardo invece ai sacrifici che sta facendo l’ASD Sport Lucera, Dell’Aquila ha ribadito che senza campo non c’è storia: «Pagavamo il fitto per allenarci a San Pio X, ma non avere la disponibilità del tuo campo significa non avere identità, per questo la riteniamo una delle principali questioni da affrontare, considerato che ci sono delle associazioni di volontariato alle quali sono stati assegnati dei locali del Lucera Calcio e che in altre parti le amministrazioni capiscono l’importanza dello sport per la sua funzione socio-educativa».

Greta Notarangelo



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