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Sociologia
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Tante esperienze diventano "Social Utility”
Dopo anni di esperienze e competenze accumulate nel settore del sociale, 24 operatori – italiani e stranieri – si sono costituiti in associazione. Presidente di questa "nuova" – di nome ma non di fatto – iniziativa è Emanuele Maglia
Lucera, 15.01.2009 - Ci vogliono parecchi anni di "prove su strada" e di continue esperienze sul campo perché ci si possa sentire pronti per costituirsi in associazione. Ed ancor più difficile diventa l'impresa quando si ha a che fare con il delicato mondo del sociale. Un termine, questo ultimo, che fin troppo spesso a parole evoca sentimenti di solidarietà ed emozioni particolari che altrettanto spesso non trovano, per contro, conferma nei fatti. Come nei fatti e nel tempo ha saputo affrontare l'intricato universo – che comprende il sociale e tutte le sue sfaccettature – chi ha toccato con mano ed ha osservato con occhi a volte sbalorditi e coscienti le migliaia di difficoltà incontrate da persone a cui la vita non ha voluto riservare le stesse fortune di altri.
Emanuele Maglia (presidente del sodalizio di cui si va a parlare) nel settore ormai si può ritenere più o meno un guru ("Il Frizzo" ha già avuto modo di documentare alcune sua pregevoli iniziative che sono leggibili consultando la sezione di "Sociologia"), grazie soprattutto a chi, come Vejsel Servedzan (vice presidente), lo ha affiancato nel continuo cammino che portava a far fronte alle molte problematiche legate al mondo dell'indigenza e dei bisogni più disparati.
E così dopo essersi fatti le ossa per più di un lustro, 24 operatori ormai esperti nel settore (7 italiani e 14 stranieri) hanno deciso che era giunto il momento di darsi ufficialmente un nome consacrando, il giorno 10 dicembre del 2008, la nascita della Associazione di Promozione Sociale "Social Utility". Un gruppo che, seppur nato da poco sulla carta, può dirsi forte delle competenze irrobustite sempre più fino a contribuire alla nascita di questa importante iniziativa. Scopo principale dell'associazione è di favorire lo sviluppo delle attività di promozione sociale e del tempo libero "fornendo adeguata assistenza ai propri associati e/o tesserati dell’Organizzazione nazionale di appartenenza alla quale andrà ad affiliarsi", come specificato nello statuto stesso.
L'anno appena trascorso, però, va detto che è stato il periodo della svolta che ha determinato risultati tali da garantire il livello professionistico e professionale del solido gruppo. Riuscire a gestire le più disparate necessità di circa 100 nuclei familiari (sia italiani che stranieri) non è infatti cosa da poco. I servizi resi a questa tipologia di utenza hanno riguardato in primo luogo risposte ai bisogni di alimenti, fino a soddisfare richieste di pratiche e documenti per la regolarizzazione della posizione (permessi di soggiorno, contratti di lavoro, codici fiscali, libretti sanitari e relativa assegnazione del medico curante per i regolarizzati, S.T.P. – Stranieri Temporaneamente Presenti –, un documento che sostituisce in via provvisoria il libretto sanitario). Senza contare che per molti di essi si è reso necessario l'inserimento nel mondo del lavoro e la ricerca di un luogo dove abitare. Cose che hanno insomma bisogno di competenze che solo l'esperienza può fornire.
A tal proposito va aggiunto che non è un caso che l'ufficio eletto sede della "Social Utility" sia sempre stato in passato un punto fermo di riferimento per chi opera nel settore. Un luogo presso cui negli anni trascorsi si sono recati e si recano ancora o vengono indirizzate persone soprattutto bisognose di regolarizzare la propria posizione in Italia.
Emanuele Maglia, però, tiene a precisare che l'aiuto e la disponibilità da parte del personale dell'Agenzia delle Entrate, dell'Ente Comune di Lucera e della ASL locale – dal semplice operatore ai funzionari ed ai dirigenti – è stato molto determinante. Ha sorpreso sopra ogni cosa l'approccio mostrato laddove i problemi non erano mai visti come "stranieri", ma come parte della vita di qualunque essere umano del globo terrestre.
Maglia ha voluto infine sottolineare che «…i soci tutti di questa "nuova" – nel nome ma non nelle competenze, ndr – realtà ci tengono a ringraziare però tutte quelle persone che con la propria umanità e con grande umiltà hanno sempre coniugato il verbo dare nel suo senso più puro, donando ora del cibo, ora dei capi di vestiario, ora oggetti accessori risultati assai utili ai destinatari».
D'altra parte, l'associazione fa della "Utilità Sociale" il suo punto fermo.
Roberto Notarangelo
Scrivi a: info@ilfrizzo.it
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