Cartoline



Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
 
LA LETTERA
Lettere al Frizzo
La solidarietà di Peppino Labbate
«La mia solidarietà al suo operato va nel senso che è opportuno che in democrazia vi sia qualcuno che, svolgendo la propria professione (giornalista), la quale ha come base l’obbligo di informazione reale, provveda a dare notizie giuste e vere»

Lucera, 18.05.2020 - «Egregio Direttore,
faccio parte di coloro che, con parlare normale, dicono: “Vi insegno un segreto”, non di quelli che, con parlare forbito, apprezzano e dicono: “Vi imbaro un segreto”.
Sono venuto a conoscenza da poco dell’incresciosa aggressione da lei subita domenica 10 maggio.
Per cui, avverto il senso civico di testimoniarle la mia solidarietà per quanto subito e di condannare decisamente quella aggressione con parolacce, minacce, spintoni etc.., etc.., fatta da sedicenti giardinieri volontari tra cui il Sindaco e l’assessore all’ambiente, Questi ultimi due, in vero, non hanno partecipato all’aggressione, ma non hanno fatto alcunché per impedire che ciò accadesse.
E tanto sembra strano, posto che il sig. Tutolo è maestro nel fare il protagonista, per cui, evitando l’opportuno intervento, ha dimostrato di essere compiaciuto dell’aggressione di quel gruppo di suoi seguaci in concorso tra loro, per non essere tagliati fuori, su chi era più “bischero”.
Inoltre, il sig. Tutolo, in una delle ultime sue solite dirette su facebook, ne ha anche dato giustificazioni definendo provocatore, lei giornalista.
Pertanto, mi preme precisare che tenere un comportamento impudico ed incivile potrebbe anche essere scusato, perché rimane, comunque, in capo a chi ha avuto tale comportamento, ma gloriarsene e giustificarlo “urbi et orbi”, tramite facebook, da parte del Sindaco è sicuro segno di un grave deficit del senso del comportamento civile e delle istituzioni, la qual cosa non perdonabile neppure ad un “apprendista”, come il Sindaco di Lucera, tutto capace…., pasticciere, novello chef, giardiniere etc.., etc.., meno che Sindaco.
Lei non faceva altro che essere presente, nell’esercizio della sua nobile professione di giornalista, per testimoniare alla città che il famoso adagio del “predica bene e razzola male” ancora una volta è stato ossequiato dal sig. Tutolo e da alcuni suoi seguaci, nella considerazione che, in piena pandemia, a tutti giustamente raccomandava di rimanere in casa, poi, invece, per sé e per i suoi familiari riservava e consentiva visite giornaliere (lo ha detto lui) alla madre ed ai suoi parenti, aggregazioni familiari per festeggiare compleanni, scambi di visite per motivi di studio dei figli, ed, ancora, assembramenti per opere di giardinaggio lungo le strade della città.
Per, poi, impedire, con ordinanza illegittima, la apertura per servizio a domicilio ovvero asporto di BAR, PASTICCERIE, NEGOZI DI FIORI etc., etc., nel giorno della festa della mamma, mentre tutti i Sindaci dei Comuni limitrofi ne avevano consentito l’apertura con esclusivo servizio a domicilio o con asporto.
COSÌ È SE VI PARE!
La mia solidarietà al suo operato va nel senso che è opportuno che in democrazia vi sia qualcuno che, svolgendo la propria professione (giornalista), la quale ha come base l’obbligo di informazione reale, provveda a dare notizie giuste e vere.
La qual cosa lei stava espletando nel rispetto del ruolo e di quanto stava accadendo.
Per cui, mi dolgo per ciò che è avvenuto, nella mia qualità di cittadino e di già Sindaco di Lucera, in quanto, questi episodi di intolleranza ed aggressione non si sono mai verificati, ma confermano, purtroppo, l’inesorabile decadimento, da un po’ di anni ad oggi, della città sotto il profilo culturale, sociale, commerciale, economico-finanziario, politico ed istituzionale.
Ma, anche sotto il profilo di una sana applicazione democratica alla vita quotidiana, posto che in democrazia vi è il diritto di tutti nel contempo del dovere di tutti.
In tale senso voglio riprendere una frase in dialetto, quel dialetto tanto percorso dal Sindaco nei suoi assoli, che dice: “U’ PESC’ FET’ DA A’ CAP’”, per precisare che se il capo non accetta critiche, i suoi seguaci ne confermano gli atteggiamenti.
Il diritto di critica appartiene a tutti, perché, quando si cominciano a violare i diritti di critica, passo dopo passo, si arriva ad un REGIME.
Questa è regola fondante per una democrazia.
Il famoso filosofo, scrittore e romanziere francese, VOLTAIRE, ebbe a dire ed a tramandare ai posteri: “IO COMBATTO LA TUA IDEA, CHE È DIVERSA DALLA MIA, MA SONO PRONTO A BATTERMI FINO AL PREZZO DELLA MIA VITA, PERCHÉ TU, LA TUA IDEA, POSSA ESPRIMELA LIBERAMENTE”.
Sarebbe opportuno che il Sig. Tutolo riflettesse su questa frase e la facesse sua in modo da prendere le distanze, la prossima volta, da episodi di questo genere che procurano solo nocumento alla immagine della città.
Indi, che cerchi di ridare a Lucera il suo giusto ruolo di città civile, democratica e di cultura e non si prodighi a fare l’attore con “ogna long”, “King Kong” e continue parolacce inusitate per un primo cittadino che dovrebbe rappresentare, al meglio, l’immagine di TUTTI I CITTADINI.
Da qui, che provveda, finalmente, a darci contezza di eventuali suoi piani e programmazioni per la ripresa di una città tanto martoriata da crisi economica, da perdita di industrie importanti, da pandemia e dalla sua nota incapacità che ha portato, per la prima volta nella storia della città, alla dichiarazione di fallimento del nostro Comune, con commissariamento dello stesso a gestirne i conti da cui, poi, inevitabili aumenti di tasse locali (altro che, come riferito dallo stesso nella occasione della dichiarazione di fallimento: “NON CAMBIA NULLA”).
Eppure, durante la sua ultima campagna elettorale ha giustificato il non fare alcunché, durante i 5 anni di suo sindacato, riempiendo le nostre trombe di Eustachio (orecchie) con il continuo: “HO PAGATO I DEBITI PREGRESSI”.
Orbene, se lui per 5 anni non ha fatto alcunché per pagare i debiti pregressi, come mai, dopo i suoi primi 5 anni, sul Comune di Lucera si è abbattuta la scure del fallimento?
Se i debiti ci sono, ma vengono pagati, non si può, poi, fallire!
E se, invece, si è trattato di INCAPACITÀ DI GESTIONE, posto che le opposizioni avevano anche suggerito le modalità contabili per evitare il fallimento del Comune, tutte confermate dalla Corte dei Conti, ma non ascoltate dal Sindaco, perché solo ciò che partorisce la sua mente ha validità solare?
E se, mi viene, così, di getto, posto che è abituato da sempre a crogiolarsi durante le giornate senza fare alcunché, da furbo quale è, ha ideato il fallimento del Comune, per fare gestire i conti agli altri (i commissari di governo), e poter continuare a fare il Sindaco con lauta indennità (stipendio), ma senza doversi impegnare tanto, oltre che a cercare, ormai, improduttivi alibi con colpe sempre degli altri, mai sue?
Mi fermo qui, perché ve ne sarebbero da dire per intere giornate, ma vivo nella speranza che, d’ora in poi, faccia meno l’attore e di più il Sindaco.
COSÌ È SE VI PARE!
Gentile Direttore, la saluto con immutata ed esponenziale stima».

Peppino Labbate

 

 

 



Scrivete
al Frizzo

Per la pubblicità in
questo spazio
scrivi al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento
Il Sommelier

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.