Cartoline



Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
 
LA LETTERA
Lettere al Frizzo
Avv. Pasquale Battaglia: «Lettera aperta al sig. Antonio Tutolo»
Riceviamo e pubblichiamo

Lucera, 13.05.2020 - «Caro sig. Sindaco Antonio Tutolo, le scrivo questa breve lettera.
La scrivo in italiano e non in dialetto, ma userò un linguaggio semplice, che non necessita di uso del dizionario.
LEI HA SBAGLIATO.
Ha sbagliato nel sottoscrivere la ormai nota ordinanza di sabato 9 maggio.
Ha sbagliato nel merito del contenuto della ordinanza, perché non si comprende la ratio della chiusura totale di alcune attività, non consentendo neanche l’asporto, pur con tutte le precauzioni del caso e con le cautele imposte in questo periodo. Discriminare alcune attività rispetto ad altre a molti è parso ingiusto ed ultroneo. Non mi dilungherò su questo argomento che è stato già ormai ampiamente trattato.
LEI HA SBAGLIATO.
Ha sbagliato anche il tempo di sottoscrizione, emissione e pubblicazione della ordinanza.
Ad un esperto di dolci quale lei è – sono note le sue abilità culinarie in pizzepalumm, crostate con le losanghe allentate e via discorrendo (ci ha deliziato innumerevoli volte in rigorosa diretta facebook) – ad un esperto, dicevamo, non sfugge la circostanza che gli esercenti comprano necessariamente in anticipo tutte le materie prime necessarie alla preparazione, e cominciano a lavorare ben prima del sabato mattina alle 11:18 affinché tutto sia pronto per la domenica mattina. La sua tempestività nel pubblicare il sabato mattina una ordinanza di chiusura, che probabilmente aveva in mente da chissà quanto tempo, e che ben poteva pubblicare prima, ha vanificato il lavoro e gli investimenti di tanti esercenti che confidavano nelle vendite della domenica mattina. Ha aggiunto, con la sua tempestività, al grande danno anche la beffa. E non serve giustificarsi dicendo che già in data 29 aprile lei aveva fatto una ordinanza di chiusura, la n. 70, perché in quella ordinanza lei consentiva l’asporto e la vendita a domicilio, cosa che invece nella ordinanza di sabato scorso, ricordiamo pubblicata in tarda mattinata, lei espressamente vietava. Delle due l’una, sig. Sindaco: o lei non legge le ordinanze che firma o lei mente sapendo di mentire.
LEI HA SBAGLIATO.
Ha sbagliato la successiva domenica mattina, quando molti di quegli esercenti erano in Piazza Duomo, per protestare contro la sua ordinanza. Erano in piazza rispettando in pieno le direttive, seduti a più di due metri l’uno dall’altro, tutti con mascherina omologata, con un cartello in mano ed in rigoroso silenzio. Non servivano urla, schiamazzi, cori da stadio, era solo una protesta civile e silenziosa. Ma neanche questo lei consente, si configura una lesa maestà! Come osano? Ed ecco magicamente arrivare le forze dell’ordine (chiamate da chi?) a sequestrare le sedie dei poveri pasticceri e baristi. Assembramento, non protesta, assembramento!
LEI HA SBAGLIATO.
Ha sbagliato quando, qualche ora prima, lei era intento, con molti volontari, forse suoi congiunti, a dedicarsi al giardinaggio nelle pubbliche vie del comune. Eravate tutti vicini-vicini, e per lei con si configura l’assembramento, non sono intervenute le forze dell’ordine, in quel caso. E mentre tutti vicini-vicini eravate così impegnati ad eseguire una opera tanto meritevole da giustificare il prevaricamento delle tanto invocate regole, cosa accade? Accade che si avvicina un noto giornalista ed inizia silenziosamente a riprendere la bucolica scena.
Ed ecco che i probabili congiunti volontari presenti immediatamente si scagliano contro il giornalista proferendo offese irripetibili, insulti di una volgarità inaccettabile, minacce e spintoni ed anche il tentativo di strappare dalle mani del medesimo il telefonino fatto cadere a seguito di un ceffone. Tutto documentato. E lei cosa fa, sindaco? Fa spallucce e si gode la scena? Non è intervenuto, non ha zittito i selvaggi cavernicoli con i quali si accompagnava, non ha impedito loro di aggredire un uomo, oltre che rappresentante della stampa. Anche in questo caso, checché ne dica, ha sbagliato. Ha sbagliato. Ha sbagliato.
LEI HA SBAGLIATO.
Potrei continuare per ore nell’elencare tantissimi episodi in cui lei ha sbagliato, ma occorrerebbe un tomo. Potrei ricordarle, per esempio, quando agli albori del suo primo mandato lei, e solo lei, si incaponì nel voler ricorrere al pre-dissesto, ed incurante delle opposizioni – ed invero anche di parte della sua maggioranza che lo riteneva un grosso errore, uno sbaglio e che ben si poteva governare in via ordinaria. Ma lei insisteva dicendo che aveva ragione e tutti gli altri torto, ha fatto in modo di arrivare al pre-dissesto. Ed il risultato? È sotto gli occhi di tutti! Siamo arrivati alla dichiarazione del dissesto ed al commissariamento del comune. E di chi è la colpa? Delle amministrazioni precedenti, andando a ritroso fino alle guerre puniche. Tutte le precedenti amministrazioni, dai tempi dell’impero romano e fino alla sua venuta, hanno responsabilità. Una litania che sta ripetendo quotidianamente da sei anni a questa parte.
Tralascio la gestione fatta da lei, e dalla sua personale task force, sia economica che giuridica, sull’iter che ha portato dal pre-dissesto al dissesto, tralascio volutamente ogni argomentazione sui ricorsi, gli appelli, le decisioni varie da lei adottate. Tralascio che, secondo lei, la Corte dei Conti ha più volte sbagliato, mentre lei non ha sbagliato mai. Tralascio la circostanza in cui ha fatto l’elenco degli avvocati che avevano lavorato per il Comune ed erano stati pagati, come se la causa del dissesto fosse stato tale pagamento. Tralascio infine altre mille e mille motivi di censura che potrei elencarle, tra cui quella che con le sue dirette facebook nelle quali con nobilissimi contenuti, con un fine linguaggio, con un altissimo eloquio che Cicerone sfigura al confronto, ha fatto salire la città di Lucera agli onori di Striscia la Notizia, Propaganda Live e molte altre trasmissioni televisive e radiofoniche non solo di livello nazionale ma planetario. Tutti conoscono Lucera, ma non per il suo anfiteatro, non per il castello o per il meraviglioso duomo, ma perché lei si è distinto in innumerevoli memorabili e sgradevolissime dirette. Siamo diventati lo zimbello del pianeta Terra, per le performance, al contempo sia comiche che tragiche, del sig. Antonio Tutolo, che temporaneamente occupa la carica di sindaco, ma anche quando lei non sarà più sindaco, verremo ricordati per questo, ad imperitura memoria. Tralascio, sig. Sindaco, tralascio, altrimenti non basterebbe una lettera. Ma una ultima cosa tengo a dirle.
LEI HA SBAGLIATO.
Lei domenica ha pubblicato un post riportando espressamente un mio commento che avevo fatto ad altro suo precedente post. Orbene, sig. Sindaco, così facendo lei ha sottoposto non solo me, Pasquale Battaglia, ma la mia FAMIGLIA alla pubblica gogna. E come un signorotto locale ai tempi del medioevo poneva alla pubblica gogna chi si era macchiato di delitti od anche chi, secondo la sua indiscutibile volontà, meritava tale trattamento e lo lasciava nella pubblica piazza alla mercè ed agli insulti dei villici, lei ha fatto altrettanto con la mia famiglia. Sottoposta agli insulti degli attuali villici suoi sostenitori, ai quali non sembrava vero poter commentare ed insultare nei peggiori dei modi la mia famiglia. Commenti che ancora adesso, nel momento in cui le sto scrivendo, continuano ad arrivare. Anche per questo ho aspettato per pubblicare questa mia missiva. Per far terminare questo scempio, ma temporeggiare ancora non serve. Spero, ma non credo, che abbia almeno letto gli oltre cinquecento commenti. Questo non glielo permetto. Il mio Onore e quello della mia famiglia, non è assolutamente inferiore al suo, anzi. Sono amareggiato. Per questo, e concludo, sig. Antonio Tutolo, affermo e dico che lei debba scendere dal piedistallo e tornare ad una statura meno marmorea e più umana.
Le invio i miei saluti, non cordiali, generici».

Avv. Pasquale Battaglia

 

 

 



Scrivete
al Frizzo

Per la pubblicità in
questo spazio
scrivi al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento
Il Sommelier

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.