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LA LETTERA
Lettere al Frizzo
Giuseppe Melillo: «La storia: unica maestra della verità dei tempi»
«Dire fatti concreti con lo scopo di respingere le squallide falsità e difendere energicamente la dignità di coloro coi quali ho condiviso l’attività politico-amministrativa, soprattutto di quelli che non sono più tra noi»

Lucera, 15.11.2019 - «Generalmente gli amministratori locali scelti dai cittadini, ciascuno nel suo tempo, cercano di interpretare al meglio le esigenze del momento. Soprattutto sono consapevole che i Sindaci in carica hanno il dovere di esprimere le proprie idee e di dimostrare, con le loro opere, i valori delle comunità che rappresentano.
Pur essendo un osservatore attento, da quando mi sono allontanato dalla vita amministrativa comunale mi sono imposto la consegna del silenzio, tenendomi fuori dalle contrapposizioni politiche locali.
Considerate, però, le insinuazioni ripetutamente espresse e massificate dal Sindaco in carica della Città circa la “mala gestione degli ultimi trent’anni”, mi vedo costretto a ricordare un po’ di storia, unica maestra della verità dei tempi, poiché trent’anni fa io ero il Sindaco di Lucera.
Dire fatti concreti con lo scopo di respingere le squallide falsità e difendere energicamente la dignità di coloro coi quali ho condiviso l’attività politico-amministrativa, soprattutto di quelli che non sono più tra noi.
Seppure meritevoli di iniziative penali, trascuro ancora una volta di considerare gli insulti volgari pronunciati dallo stesso Sindaco a danno della onorabilità di alcuni ex Sindaci citati in un comizio elettorale. Il valore delle parole è direttamente proporzionale al valore di chi le pronuncia! (A. Munton).
Sono stato eletto Consigliere Comunale nel 1983, 1988, 2002 e 2007 e Sindaco di Lucera in carica dal 1988 al 1992.
È di quest’ultimo periodo che avverto il dovere di parlare, supportato da copie di documenti in mio possesso.
Un’epoca di radicali cambiamenti del sistema giuridico-amministrativo negli Enti Locali dove, con l’abolizione del Regio Decreto n. 148 del 1915 e del relativo Testo Unico della legge comunale e provinciale di prerepubblicana memoria, tutto viene rapidamente modificato.
Si mette un punto fermo ad un certo modo di effettuare le spese, non consentendo più di farle senza la relativa copertura finanziaria.
Con l’ordinamento fino ad allora in vigore si liquidavano fatture di servizi ordinati per lo più a voce e tutte le delibere della Giunta Municipale venivano ratificate dal Consiglio Comunale, costretto a riunirsi, in media, ogni mese e la Giunta Municipale due volte a settimana.
In tema di debiti, mentre la disciplina originaria prevedeva che il ripiano passivo degli Enti Locali gravasse sullo Stato attraverso l’accensione di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti, col decreto-legge n. 66 del 2/3/1989 viene adottata una linea dura di restaurazione dei conti dell’amministrazione locale, che obbliga i Comuni a riconoscere entro 60 giorni tutte le spese precedentemente effettuate e a pagarle con i fondi propri di bilancio.
Dalla ricognizione imposta dallo Stato, i debiti fuori bilancio riconosciuti al Comune di Lucera nel 1989 ammontano precisamente a £. 7.909.483.989, una cifra spaventosa solo a pronunciarla!
Sempre nell’ambito delle frenetiche innovazioni regolamentari, l’anno successivo, con la legge n. 142 dell’8 giugno 1990, entra in vigore il nuovo ordinamento delle autonomie locali, una dettagliata normativa a fondamenta del successivo Testo Unico tutt'ora in vigore.
Per evidenziare i cambiamenti radicali voluti dalla legge n. 142/90 anche i segni esteriori vengono modificati: il distintivo della fascia tricolore del Sindaco non più indossata alla cintura ma portata sulla spalla.
Tra l’altro, il nuovo ordinamento comunale contempla l’autonomia statutaria, la potestà regolamentare, la partecipazione popolare, il diritto di accesso, il difensore civico, il diritto all’informazione, la trasparenza e semplicità nell’attività amministrativa, l’obbligo di comunicare l’avvio di un procedimento, etc.
La partecipazione, modernizzazione ed efficienza dell’attività amministrativa è demandata allo Statuto comunale, una vera e propria “carta costituzionale cittadina”, con la quale viene autodeterminata la vita democratica della Città. Nel Comune di Lucera lo Statuto viene redatto gratuitamente da un’apposita commissione cittadina composta da Sindaco, Capigruppo consiliari, dirigenti comunali, cittadini esperti; portato alla convalida in un apposito forum cittadino e approvato dal Consiglio Comunale all’unanimità.
Un periodo, quello in questione, durante il quale anche i servizi della nettezza urbana, dei trasporti, degli scuolabus, del servizio idrico, dell’asilo nido, della cura del verde e del macello comunale vengono gestiti direttamente dal Comune, col conseguente enorme impegno diretto e quotidiano degli amministratori in carica.
E, benché i debiti pregressi condizionano negativamente la gestione amministrativa, con la determinante collaborazione della Regione e dello Stato, l’amministrazione: realizza tutte le opere di urbanizzazione in zona 167, amplia l’edificio scolastico “L. Radice” per abolire il doppio turno in vigore e fare spazio ai bambini allocati nei tuguri di “S. Caterina”, costruisce la palestra al Liceo classico-scientifico, adegua a norme di sicurezza l’edificio scolastico dell’IPSIA, completa la scuola materna “Rodari”, riprende la ristrutturazione del Teatro “Garibaldi”, ricostruisce P.zza Tribunali/S. Francesco, potenzia la pubblica illuminazione di Via Foggia e Via Mazzini, ristruttura Palazzo “De Troia”, sistema radicalmente Via S. Domenico, Via San Francesco e Via Cairoli, restaura l’Anfiteatro, cantierizza Via delle Porte Antiche, dota di una nuova catena di macellazione e cella frigorifera il macello comunale, rimboschisce la pineta comunale, metanizza i 37 plessi scolastici, ristruttura sala “Figliola” e sistema il presepe storico al Museo, rende operante e potenzia l’asilo nido comunale, rende funzionante il Tensostadio (pavimento, riscaldamento, spogliatoi, etc.), stabilizza 12 autisti precari e assume 11 vigili urbani, consegna 24 alloggi popolari,  approva i progetti per la sistemazione idrogeologica delle colline e per la ristrutturazione dell’ex Convento S. Pasquale, illumina il centro rurale di S. Giusto, etc… etc.
Nel contempo, anche grazie all’interessamento delle autorità regionali e statali, l’amministrazione da me guidata non trascura la difesa delle istituzioni cittadine come il Tribunale e l’Ospedale, sempre a rischio di soppressione. Anzi, un altro presidio importante è offerto ai lucerini: l’Istituto di Previdenza Sociale, un servizio territoriale anche per i nove comuni limitrofi, sorto a Lucera molto prima d’altri comuni più popolosi.
La Statale Lucera-Foggia viene ricostruita a quattro corsie con complanari e svincoli illuminati, grazie all’insistente dialogo col Governo centrale e con l’A.N.A.S.
La storia della mia amministrazione si riflette anche nelle successive gestioni se è vero, come è vero, che nel 1995 Lucera è stata definita una delle Città più ricche d’Italia. Certamente divenuta tale non all’improvviso o con la bacchetta magica ma evidentemente perché saggiamente amministrata antecedentemente.
In conclusione, piccoli e grandi cose, accennate in ordine sparso, non per montare in cattedra o per sentirsi a posto con la coscienza ma solo per offrire un contributo alle libere considerazioni e per ricordare che la vita politica non è fatta di clamori, di ombre o veleni diffusi strumentalmente ma di azione continua, paziente, silenziosa, anche se a volte oscura e misconosciuta».

Prof. Giuseppe Melillo
Già Sindaco di Lucera

 

 

 

 



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