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LA LETTERA
Lettere al Frizzo
«Perché non premiare anche chi resta a Lucera?»
«Non entro nel merito delle motivazioni per le singole persone, per le quali è giusto e doveroso tributare riconoscenza, ma ritengo che, parimenti, sul nostro territorio vi siano altrettanti soggetti, di diverse categorie sociali, professionali, di impresa etc., meritori di riconoscimento»

Lucera, 31.08.2019 - «Spett.le Redazione,
prendo spunto da alcune iniziative, a mio modesto avviso lodevoli di apprezzamento, intraprese dall’Amministrazione Comunale di Lucera tese a conferire riconoscimenti a persone originarie di Lucera per meriti particolari relativi alla loro attività di studio e di ricerca, di importante rilievo scientifico, per due casi, e professionali, per un caso, per esprimere alcune considerazioni personali ed, eventualmente, stimolare una discussione pubblica.

Mi auguro che questa iniziativa possa proseguire nel tempo in modo continuativo con l’impegno dell’Amministrazione Comunale di individuare una commissione di valutazione che possa prendere in esame eventuali proposte che ogni cittadino e organizzazione o associazione possa presentare, facendo sì che questa possa diventare un evento locale da ripetere con periodicità fissa, magari con l’inserimento in un cartellone di iniziative.

Ho notato con dispiacere che questi riconoscimenti fino ad oggi sono stati assegnati a persone originarie di Lucera, che non vivono a Lucera a parte qualche frequentazione, e che svolgono la loro attività in altri luoghi dell’Italia o addirittura all’estero.

Non entro nel merito delle motivazioni per le singole persone, per le quali è giusto e doveroso tributare riconoscenza, ma ritengo che, parimenti, sul nostro territorio vi siano altrettanti soggetti, di diverse categorie sociali, professionali, di impresa etc., meritori di riconoscimento ed apprezzamento per il lavoro e lo svolgimento dei loro compiti che, a differenza delle persone premiate, svolgono il proprio ruolo sul nostro territorio anche con azione e funzione di tipo occupazionale, economica, sociale, di tutela, garanzia e salvaguardia dei diritti alla persona, oltre ad essere presidio di democrazia e legalità.

Non vorrei che questi riconoscimenti fin qui assegnati venissero percepiti, in particolare dai nostri giovani, come nota di demerito a chi si ostina a restare nel proprio paese affrontando, tutti, le problematiche legate ad un territorio martoriato dalle varie crisi in atto.

Mi auguro che questa lettera non venga interpretata come contro qualcuno ma, al contrario, auspico che possa stimolare una discussione franca ed aperta».

Lettera firmata

 

 

 

 



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