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LA LETTERA
Lettere al Frizzo
Chiella non ci sta e fa venir fuori che l'abbaglio – di cui parla un certo Giuseppe Lepore – invero l'hanno preso Regione, Comune di Lucera, lo stesso Lepore e la Favilla
«Credo di avere a disposizione molti più “elementi utili” di Giuseppe Lepore»

Lucera, 01.12.2018 - «Gentilissimo Direttore, qualche giorno fa, a seguito della lettura di una Determina regionale che escludeva Lucera da un finanziamento (leggi) e di una Delibera comunaleche invece parlava di ammissione relativamente al progetto “Thèke – La Daunia apre gli scrigni a Natale” (leggi), ho espresso la mia opinione in merito a quella discordanza, limitandomi a formulare alcune domande sul Frizzo (leggi), nella speranza che qualcuno della Giunta comunale chiarisse il contrasto tra quei due atti pubblici.
Dopo qualche giorno, sono stato informato del fatto che un nostro concittadino, Giuseppe Lepore, ha fatto sapere tramite FB che “…il Comune risulta attualmente tra gli idonei e beneficiari ed è semplicemente in una posizione di riserva solo perché doveva ancora trasmettere il documento informatico integrato con il Codice Unico di Progetto firmato digitalmente (cosa peraltro già fatta), come dimostra la missiva del 23/11/2018 Prot. n. 58257, inviata dalla Regione. Inoltre, una certa Carolina Favilla, sempre tramite FB, nel pubblicare la graduatoria che vede Lucera vincitrice di un finanziamento regionale, si è vista “...costretta a farlo perché su un net journal appare un articolo di un certo Antonio Chiella che scrive una serie di cose …”.
Poiché sono abituato ad ottenere informazioni “di prima mano”, non filtrate, ho scritto sia alla Regione, sia al Comune, appellandomi, rispettivamente, alle vigenti disposizioni legislative e regolamentari nazionali e regionali riguardanti la partecipazione e l’accesso civico e all’articolo 50, comma 3, dello STATUTO comunale, laddove quest’ultimo stabilisce che “…la Giunta Municipale assicura ai cittadini il diritto di accedere, in generale, alle informazioni delle quali la stessa è in possesso, relative all’attività da essa svolta o posta in essere da enti, aziende ed organizzazioni che esercitano funzioni di competenza del Comune. L’informazione viene resa con completezza, esattezza e tempestività”.
A tutt’oggi, come al solito, il Comune non mi ha risposto (!?)
La Regione, invece, mi ha sollecitamente risposto inoltrandomi una pec in cui si precisa che “…effettivamente, il provvedimento contiene una inesattezza nella parte in cui cita il Comune di Lucera tra gli esclusi in quanto fuori termine…”.
E allora, perché, dopo che “Il Frizzo” ha pubblicato tale inesattezza, il Comune non ha fatto la stessa cosa della Regione replicando attraverso il Responsabile del Progetto?
Il Comune, invece, lo fa per bocca di una certa Carolina Favilla che sceglie, peraltro, di divagare e distrarre l’attenzione, di utilizzare FB.
Si sarebbe potuto evitare a Giuseppe Lepore di assumere quei toni polemici nei miei confronti, di cui francamente non ancora riesco a comprenderne le ragioni di fondo, inducendolo addirittura a dire che “…Antonio Chiella, sul Frizzo, prende un bell’abbaglio (forse perché non ha disposizione tutti gli elementi utili ad un’analisi più approfondita) parlando prima di una presunta esclusione del Comune di Lucera dal bando e poi insinuando che una parte delle iniziative previste da “Thèke” sarà a carico dei contribuenti poiché non coperta dai fondi regionali”.
Comunque, credo di avere a disposizione molti più “elementi utili” di Giuseppe Lepore.
Infatti, la Regione, unitamente all’inoltro di quella pec, mi ha trasmesso anche l’allegata nota n. 5354 dell’8 novembre 2018 (leggi allegato n. 1) – non la “missiva del 23/11/2018 Prot. n. 58257, INVIATA DALLA REGIONE”, oggetto, invece, di un’informazione difettosa fornita a Giuseppe Lepore, che riguardava invece una nota INVIATA DAL COMUNE ALLA REGIONE! – insieme alla quale è stata inviata copia della Delibera di Giunta di approvazione del progetto con la nomina del Responsabile Unico del Progetto (RUP) e la copia di assegnazione del Codice Unico del Progetto CUP!
Invero, con l’allegata nota n. 5354, la Regione ha sostanzialmente richiesto al Comune l’invio del Disciplinare firmato, il cui schema era stato già pubblicato dal Frizzo (leggi).
Oltre a ciò, la Regione mi ha inviato anche il Piano finanziario rimodulato del Progetto (leggi allegato n. 2).
Con l’occasione, vorrei informare che l’articolo 14 del Disciplinare prevede che il Comune debba “…applicare e rispettare, in quanto pertinenti, le disposizioni in materia di trasparenza dell’azione amministrativa contenute nella L.R. 20 giugno 2008, n. 15” recante i princìpi in materia di trasparenza dell’attività amministrativa, Applicabili anche ai Comuni.
Infine, vorrei informare che le LINEE GUIDA n. 4 (Punto 3.3.4) approvate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con Delibera 26 ottobre 2016, n. 1097, avente ad oggetto “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici” (leggi), prevedono che “…per affidamenti di modico valore, ad esempio inferiori a 1.000,00 euro, o per affidamenti effettuati nel rispetto di apposito regolamento (ad esempio regolamento di contabilità) già adottato dalla stazione appaltante, che tiene conto dei principi comunitari e nazionali in materia di affidamento di contratti pubblici, la motivazione può essere espressa in forma sintetica. La stazione appaltante motiva adeguatamente in merito alla scelta dell’affidatario. La motivazione può essere espressa in forma sintetica nei casi indicati al paragrafo 3.3.4. delle presenti Linee guida. Il rispetto del principio di rotazione espressamente sancito dall’art. 36, comma 1, d. lgs. 50/2016 fa si che l’affidamento al contraente uscente abbia carattere eccezionale e richieda un onere motivazionale più stringente”.
Il comma 10 dell’articolo 3 (Affidamento ed esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40.000,00 euro) del Regolamento comunale, approvato con Delibera n. 44 del Consiglio comunale di Lucera del 26 aprile 2017, prevede invece che “…per affidamenti inferiori a 1.000 euro, ai sensi dell’art. 1, comma 502 della legge n. 208/2015, modificativo dell’art. 1, comma 450 della legge n. 296/2006, l’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 1.000,00 euro può avvenire tramite affidamento diretto. Per l’individuazione dell’operatore economico non sussiste alcun obbligo di utilizzo di Albi o Elenchi precedentemente costituiti”.
Ebbene, pur NON volendo rispettare le citate Linee guida n. 4 dell’ANAC, le Leggi richiamate nel Regolamento comunale dl 26 aprile 2017 prevedono comunque il ricorso al MERCATO ELETTRONICO!!!
Spero che anche Giuseppe Lepore si adoperi e vigili affinché vengano rispettati quei princìpi e quelle disposizioni legislative e regolamentari statali e regionali, poiché ritengo di non aver preso alcun “abbaglio”, ma di aver rilevato una palese ed ammessa discordanza di un atto pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Per le medesime motivazioni, dico alla signora Carolina Favilla (a proposito il net journal che lei cita è “Il Frizzo”!) di non sentirsi “costretta” nel dare le dovute ed esaustive informazioni al pubblico, poiché trattasi di un suo precipuo dovere rientrante tra i princìpi costituzionali di correttezza ed imparzialità e, per favore, eviti in futuro di appellarmi come “un certo Antonio Chiella”.
Sono semplicemente un cittadino che, sempre costituzionalmente, ha il diritto di esprimere il proprio pensiero.
Grazie e chiedo scusa ai lettori se sono stato prolisso».

Antonio Chiella

Signor Chiella, innanzitutto quella che Lei definisce "una certa Carolina Favilla" appare piuttosto come "un'incerta Carolina Favilla" dal momento che costei non riesce a distinguere un articolo (frutto di un collaboratore del Frizzo) da una lettera alla redazione da parte di un libero cittadino che ha la sola colpa di interessarsi alla cosa pubblica. In seconda analisi, un certo (e questo è certo) Giuseppe Lepore pare, a questo punto, aver dimostrato che l'abbaglio lo abbia preso proprio lui insieme alla Regione e al Comune di Lucera, dato il pasticcio generato dalla vicenda grazie al Suo intervento che di sicuro non si fermerà a quanto detto sin qui. Evidentemente a costui ha fatto più comodo (e non solo a lui ma anche a chi difende) attribuire a Lei quell'abbaglio condiviso, invece, abbondantemente dalla terna sopra citata (e a questo punto anche da "una in-certa Carolina Favilla").
Prendiamo invece atto che il rispetto maggiore – verso un dubbio legittimamente sollevato da un cittadino – lo abbia dimostrato proprio la Regione Puglia che Le ha immediatamente risposto, contrariamente a quanto (non) fatto dal Suo Comune e da "certi" soggetti che lo rappresentano, alcuni anche senza averne titolo, visto che si permettono di essere arbitrari difensori-portavoce di "una certa" – o incerta? – amministrazione. Anzi, hanno preferito ad una semplice lettera di replica da inviare alla redazione (fonte del Suo scritto) che ha pubblicato la Sua missiva, il noto social network, evidentemente più adatto ai loro "sfoghi" pur di allontanarsi il più possibile dal dialogo con la popolazione (a meno che non si rientri nel loro cerchio magico).
In ogni modo attendiamo che gli amministratori e qualche saccente dell'ultima ora (o qualche improbabile portavoce fuori-Mozzagrugno) Le forniscano e ci forniscano (per un fatto legato al pubblico interesse) IL PIANO FINANZIARIO DETTAGLIATO, "VOCE PER VOCE".
Fa bene, infine, a ricordare ad "una certa Carolina Favilla" di essere
"semplicemente un cittadino che, sempre costituzionalmente, ha il diritto di esprimere il proprio pensiero", un ruolo, nella società, spesso dimenticato quando si "tracannano" damigiane e damigiane di potere liquido.

 

 

 



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