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Costituito il Comitato contro l’impianto di smaltimento rifiuti di via Foggia
L'europarlamentare Elena Gentile: «Ci sono troppe contraddizioni e tanta opacità in questo percorso prefigurato dalla Giunta Miglio». Dino Marino: «Questa autorizzazione tra le altre cose potrebbe dare un duro colpo alla nostra agricoltura di pregio»

San Severo, 14.05.2017 - Un organismo dotato di una struttura interna guidata da un presidente non espressione di un partito. Sarà questa la prossima tappa del neonato Comitato Civico contro l’impianto di trattamento rifiuti costituitosi ufficialmente ieri sera nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi presso la sala “Asilo Trotta” a San Severo. Il comitato si è arricchito anche delle adesioni di Giandiego Gatta, vicepresidente del Consiglio Regionale, e di Franco Granata, presidente provinciale della Confesercenti.
I lavori sono stati aperti da Dino Marino, consigliere comunale PD: «Sappiamo che si tratta di un impianto sovradimensionato che farebbe diventare la nostra città, con la sua capacità di 60.000 tonnellate, una delle pattumiere più grandi della Puglia, in una provincia dove già insistono due impianti dello stesso tipo: a Lucera e a Deliceto e un altro è stato previsto e finanziato a Manfredonia. Hanno by-passato il Consiglio Comunale e ogni concertazione con la cittadinanza svilendo e annullando contesti di partecipazione dal basso come prevista dall’Agenda 21. Questa autorizzazione tra le altre cose potrebbe dare un duro colpo alla nostra agricoltura di pregio. Fermare questo progetto è lo scenario che ne consegue è un impegno morale e un dovere civico per ogni cittadino. Una battaglia per l’igiene pubblica, per riaffermare la trasparenza amministrativa che nulla ha a che vedere con le contrapposizioni ideologiche e le schermaglie della politica. Ed è per questo che faremo tutti un passo indietro per fare in modo che il comitato possa dare rappresentanza a tutta la città».

«Ci sono troppe contraddizioni e tanta opacità in questo percorso prefigurato dalla Giunta Miglio – gli ha fatto eco l’europarlamentare Elena Gentile –. Nessuno mette in dubbio che gli impianti di compostaggio siano un anello importante della catena dei rifiuti. Ma su questo impianto non possiamo permettere a nessuno di giocare. La Regione, con un comunicato ambiguo, scarica qualsiasi responsabilità a livello locale. Che cosa vuol dire “La Regione Puglia afferma” senza menzionare il Presidente, un assessore regionale? Che vuol dire “prevalentemente”? In tanti anni non ho mai visto un comunicato in cui non si fa riferimento a chi ha la responsabilità di governare un ente. Questo sistema è al centro di troppi appetiti e il pubblico rappresenta l’unica forma di controllo e l’unica ancora di salvezza dalle ecomafie. Non si può trasformare la provincia di Foggia in una discarica a cielo aperto. Non si può decidere un progetto così importante senza coinvolgere la sua comunità. Mentre in Europa si cambia radicalmente la concezione del ciclo dei rifiuti e si va verso i piccoli impianti di compostaggio, qui si procede senza tentennamenti in direzione opposta. Inchioderemo la Regione alle sue responsabilità. Nessuno potrà decidere sulla testa di San Severo e della Capitanata».
Sugli aspetti tecnici del progetto si è soffermato Massimo D’Amico.
A seguire gli interventi di Mariella Di Monte, Gigi Presutto, Matteo Iantoschi, Michele Santarelli, Rosa Caposiena, Davide Trivento, Bruno Maizzi, Michele Irmici, Fernando Caposiena che hanno ribadito la necessità di «strutturare sempre più il comitato per andare al di là delle appartenenze partitiche e dare voce al dissenso di tutta la comunità».

Comunicato stampa

 



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