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Volturino assaltata dal minieolico e non solo
Richieste per una cinquantina di aerogeneratori da installarsi tra la località Selvapiana (dove pende un ricorso della Ecoalba per una "discarica" di rifiuti speciali) e la Serritella. In questa pagina, le fasi salienti della conferenza di servizi e l'intervista al sindaco Antonio Santacroce

Volturino, 01.08.2015 - Lo scorso 27 luglio si è tenuta nel Comune di Volturino un’importante conferenza di servizi riguardante il minieolico. Sono stati infatti presentati sul territorio, in particolare nelle zone di Serritella e Selvapiana, dei progetti di aerogeneratori da 60 kw, dodici per il momento, ma in realtà ne sono previsti circa cinquanta in totale di 38 metri di altezza.
Antonio Santacroce, sindaco di Volturino, leggendo un passaggio delle osservazioni circa il diniego espresso a nome dell’amministrazione, ha parlato di “spregiudicatezza” di tali progetti, considerato che, come ha detto a margine della conferenza, «Volturino ha già dato tanto sul fronte dell’eolico»: sono già presenti più di sessanta torri eoliche, ma il ritorno c’è stato unicamente in termini di inquinamento ambientale e di «aggressione al territorio, una delle tante». Per di più, questo tipo di minieolico sfugge a qualsiasi tipo di controllo e programmazione da parte dell’Ente comunale.
La conferenza si è svolta in diverse sedute con il fermo parere negativo dell’amministrazione, peraltro, come ha spiegato lo stesso Santacroce, «non senza aver cercato di interloquire con gli imprenditori». Inoltre, il sindaco ha concluso il proprio intervento facendo verbalizzare dal segretario l’invio degli atti alla Procura della Repubblica di Foggia ed usando il termine “fraudolenza” in riferimento ad alcuni progetti. «La spregiudicatezza – ha chiarito – è evidente perché in alcuni piani presentati la proposta riguarda insediamenti in zone fortemente abitate; d’altra parte, emergono dubbi sulla legittimità dell’operato di alcuni, in quanto vi sono dati in contrasto con le disposizioni normative in materia». Peraltro, le modalità dei progetti incidono sul tipo di procedura da destinare al singolo piano: se essi sono riconducibili ad un unico centro di interessi – Santacroce ha questo forte sospetto –, si deve parlare di parco eolico con una vera e propria incidenza su quelli che sono due siti archeologici.


L'intervista al sindaco di Violturino Antonio Santacroce

Si tratterebbe, allora, di una «distruzione ineliminabile», di uno «sfregio allo sviluppo del territorio», tanto che la stessa Regione con una nota del maggio scorso ha invitato l’amministrazione ad effettuare controlli approfonditi a riguardo.
Selvapiana, in particolar modo, evoca ricordi spiacevoli: la discarica che lì si sarebbe dovuta realizzare è ancora oggetto di ricorso presso la magistratura amministrativa. L’aspetto positivo di quella vicenda fu che un’intera popolazione creò un movimento di protesta che costrinse il Consiglio Comunale, con il sindaco di allora Donato Dotoli, a non deliberare una variante urbanistica al PRG del 2003. Oggi, invece, si parla di un “permesso di costruire” in un capannone nel territorio del Comune di Lucera: «Il progetto – ha detto a riguardo Santacroce – è lo stesso che si voleva realizzare in contrada Selvapiana». È ancora pendente, per giunta, un ricorso al TAR in merito alla questione. Viene da chiedersi dunque perché, accertato che il progetto è lo stesso, a Lucera ci si ostini a non usare il termine “discarica”.


La conferenza di servizi conclusiva sul minieolico

È vero, certo, che vi è una differenza di luogo, ma il contenuto è identico. Allora l’insediamento era previsto ancora in Selvapiana, zona che il sindaco di Volturino intende far diventare protetta, in modo tale che si cesserà di presentare progetti insani in un luogo da destinare ad uno sviluppo agricolo e turistico. «Abbiamo tante esperienze negative – ha ricordato Santacroce –, e quella di Giardinetto è la prima fra tutte: non dimentichiamo che questo settore è la porta della criminalità organizzata. Lo dissero anche Falcone e Borsellino, che la mafia del 2000 avrebbe puntato sui rifiuti». In quell’occasione, poi, la risposta di Volturino, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino ed Alberona fu immediata, dato che furono raggiunte quasi duemila firme. «Quando è la gente a scendere in piazza – ha sottolineato Santacroce –, si crea una coscienza civica: la vera forza è quella del popolo e, se si ama se stessi, si deve necessariamente amare anche il proprio territorio».
Se così è, davvero pochi amano la propria terra.

Greta Notarangelo



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