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Foggia. Gli attivisti 5 Stelle criticano Francesco Miglio
Il presidente della Provincia, avverte i foggiani di Capitanata sul pericolo di una affermazione del Movimento di Grillo negli Enti Locali di casa nostra

Foggia, 13.11.2015 - Non eletto dai cittadini ma voluto dal PD alla presidenza dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, Francesco Miglio guarda al futuro della Capitanata con le lenti deformate della politica consumata dei vecchi partiti.
Il metodo PD, applicato alla provincia di Foggia, ci ha collocati stabilmente agli ultimissimi posti per la qualità della vita, privati di un porto, di un aeroporto, di ferrovie veloci, di strade efficienti, di una Sanità funzionante, di infrastrutture immateriali in grado di connetterci con il mondo, di una rete per le bellezze naturali, storiche, archeologiche, culturali, enogastronomiche. Con il contratto d’area hanno svenduto il territorio alle imprese che sono venute a impiantare industrie slegate dal contesto agricolo e turistico. Ha elargito incentivi utilizzando risorse pubbliche, senza pretendere garanzie per un lavoro duraturo e ha creato i presupposti per mettere migliaia di salariati nelle mani di industriali che utilizzano il ricatto occupazionale per ottenere altri facili finanziamenti. Ha sfornato autorizzazioni regionali e provinciali che hanno favorito aziende poco attente all’equilibrio del territorio, spesso ferito irreparabilmente da discariche altamente e irrimediabilmente inquinanti.
Ma il presidente Miglio si affretta a dire che sono ben altre le preoccupazioni.
Quelle dei cittadini, invece, sono rivolte al depauperamento del sistema produttivo che toglie lavoro ai giovani e li costringe ad emigrare; all’incapacità di produrre politiche attive sul territorio, in grado di autoalimentarsi creando un circuito virtuoso legato alle vocazioni territoriali; all’esplosione del decremento demografico, legato alla fuga dei nostri laureati e delle giovani famiglie verso territori che offrono lavoro.
Ma Francesco Miglio non è preoccupato perché i partiti non riescono a produrre politiche capaci di riscattare la Capitanata affrancandola dal degrado e dalla povertà. Ciò che importa sono le prossime elezioni e soprattutto il pericolo che il Movimento 5 Stelle possa affermarsi come forza di governo degli Enti Locali.
“Guai se si imponesse anche un solo sindaco 5 Stelle. Sarebbe una iattura, una vera disgrazia!”.
Di fronte a certe dichiarazioni, rese nell’ultima trasmissione televisiva di Teleblù “L’Altra campana”, gli attivisti, i gruppi, i Meetup del Movimento 5 Stelle dell’intera Capitanata dichiarano la propria indignazione per la superficialità con la quale un esponente politico di rilievo, come Francesco Miglio, riduca i suoi interventi pubblici a comizi da campagna elettorale invece di avviare una seria riflessione sul modo di ripensare l’intero sistema-Capitanata.
“Avvii, invece, un ragionamento critico sulle politiche del PD (al quale dice di non essere iscritto), sui danni prodotti alla nostra provincia e sui risultati conseguiti sul piano dello sviluppo economico. I cittadini attendono risposte serie”, dicono gli attivisti pentastellati che registrano, ancora una volta, il tentativo ridicolo e maldestro di scaricare gravi responsabilità su chi non ha mai governato.

Gli attivisti, i gruppi, i Meetup di Capitanata
che si ispirano al Movimento 5 Stelle



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