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Inaugurato a Foggia il CIDI – Centro Iniziativa Democratica Insegnanti
Presidente è il dr. Giuseppe Fe Sabato, ex dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale in pensione dallo scorso 1º febbraio: «La finalità è realizzare nella provincia di Foggia un centro di ascolto e di dibattito sulla scuola»

Foggia, 15.02.2014 - È stata presentata a Foggia, lo scorso mercoledì 12 febbraio con un’apposita conferenza stampa moderata dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Massimo Levantaci, la prima sede foggiana del CIDI in via Nicola delli Carri 15, associazione di docenti di tutti gli ordini e gradi di scuole che intendono valorizzare il ruolo e la professionalità degli stessi per una scuola che sappia affrontare le nuove sfide educative e formative che vengono dalla società. Alla conferenza stampa erano presenti dirigenti scolastici, personale ATA e diverse associazioni di genitori e di studenti. Il presidente dell’associazione, Giuseppe De Sabato, si è scusato per la scelta di una «sede piuttosto stretta, ma era indispensabile averne a disposizione una conosciuta dalla città per garantire un sicuro punto d’incontro dove tutte le figure operanti in ambito scolastico potessero facilmente riconoscersi». Il CIDI a Foggia si era costituito già il 16 dicembre 2012 – ne mancava una presentazione ufficiale – per iniziativa di vari docenti e direttori amministrativi e del personale ATA, i quali hanno avvertito il bisogno di andar oltre le numerose appartenenze sindacali al fine di porre al centro dell’attenzione la cultura della scuola e di avanzare una proposta di questa così come intesa da coloro che operano al suo interno. «L’esperienza degli adulti – ha sottolineato lo stesso De Sabato – è un valore assoluto che deve sposare l’intraprendenza dei giovani: è da tale mistura che derivano benefici per l’intera società». Proprio De Sabato, infatti, è stato coinvolto nell’iniziativa in qualità di presidente per il biennio 2014-2015: «La finalità è realizzare nella provincia di Foggia un centro di ascolto e di dibattito sulla scuola. Anch’io ho dovuto scoprire il CIDI un po’alla volta». Ha quindi spiegato il significato della scelta di una tartaruga quale simbolo dell’associazione, richiamandosi alla favola di Esopo “La tartaruga e la lepre”: «La scuola è lenta, ma arrivare prima fra tutti». Ma la scuola «è anche una delle organizzazioni che può riflettere su se stessa e che deve pensare prima di partire. Inoltre, la tartaruga è uno degli animali più longevi, proprio come la scuola. Se priva di questa, la società è destinata a morire. In Cina si tramanda una favola secondo cui il mondo sarebbe sorretto da una tartaruga: la nostra società non può che reggersi in piedi grazie alla scuola».
L’associazione ha come obiettivo specifico il potenziamento della scuola pubblica. La sigla altro non è che l’anagramma di “Centro Iniziativa Democratica (con riferimento all’art. 3 della Costituzione, stando al quale la cultura è elemento fondante per la libertà e la crescita nazionale) Insegnanti”: «Quest’ultimo termine da intendersi non in modo autoreferenziale e circoscritto», ha precisato l’ex dirigente scolastico provinciale di Foggia.

Il CIDI venne fondato nel 1972 a Roma per iniziativa di Luciana Pecchioli e nacque come centro di insegnanti, ma oggi intende accogliere tutto il personale scolastico, a partire dagli studenti: «Tuttavia – ha continuato – queste figure non vanno lasciate sole. La famiglia, in particolar modo, è determinante nei processi educativi, e non deve delegare alla scuola il ruolo che le è proprio. La legge 104 ha di recente stanziato delle risorse economiche per la scuola, una piccola conquista, a dimostrare che il tema dell’istruzione è stato posto al centro. Ma si devono avere a disposizione strutture adeguate perché ciascuno possa svolgere il proprio ruolo: non abbiamo più bisogno di progetti che cessano parallelamente ai cambiamenti di governo. Ognuno deve essere messo in condizione di svolgere il proprio ruolo: oggi – ha ricordato – i dirigenti scolastici devono fare i conti con pastoie burocratico-amministrative che sono d’intralcio all’educazione formativa. Una politica nuova e seria non può non passare per la formazione: il CIDI ha fatto un documento di questa».
Ivana Summa, presidente del CIDI di Bologna, ha spiegato come l’associazione organizzi due coordinamenti nazionali all’anno, il primo in autunno e il secondo a chiusura dell’anno scolastico: «Inizialmente, alla fine degli anni ‘80, disponevamo a Bologna di una sede, all’interno di una scuola, messa a disposizione dal Comune. La sede è importante per il suo valore simbolico, ma anche per quello costitutivo. In seguito, il Comune necessitava di spazi, dunque siamo rimasti privi di una sede, ma a breve ne avremo una nel centro di documentazione in comodato d’uso e potremo formare gli insegnanti della scuola d’infanzia comunale. Si tratta di una partnership con la quale il Comune valorizza le risorse territoriali: ci appoggiamo reciprocamente. Le associazioni – ha ammonito – non possono essere trattate come istituzioni che nessuno muove dal loro posto, ma sono il frutto di una volontà comune di riflettere insieme. Quest’atteggiamento era forte negli anni ‘80-‘90, poi si è progressivamente indebolito per colpa dell’amministrazione centrale, che ci ha spinti a compiere ciò che è contro natura. A quanto pare, però, la moda dello spazio associativo si sta riaffermando. Chi si associa ha ben chiara l’idea del far dono agli altri della propria esperienza».

Anche il presidente nazionale del CIDI, Beppe Bagni, ha tenuto ad evidenziare l’importanza di uno spazio per riflettere sulla scuola vedendola dall’esterno, dal momento che nella struttura scolastica «si viene inevitabilmente trascinati nel meccanismo degli adempimenti burocratici e non si dispone del tempo sufficiente alla riflessione sull’educazione vera e propria. D’altronde, in quale altro ambiente due generazioni stanno spalla a spalla e l’una vede l’altra al lavoro?».
L’assessore comunale alla pubblica istruzione ha invece rilevato l’importanza delle lezioni multimediali all’interno delle scuole primarie: «Abbiamo introdotto a scuola l’uso di strumenti tecnologici di qualità e constatato che alla fine della lezione gli alunni non si mostravano affatto stanchi». Ha detto, quindi, di essere pienamente favorevole all’iniziativa del CIDI perché «le professionalità ci sono, ma le politiche educative non sempre vanno all’unisono. Saranno ammessi il tema della valutazione esterna e quelli della didattica a distanza e della progettazione europea».
Per dimostrare che è forte la volontà dei membri dell’associazione di concretizzare queste idee quanto prima, è intervenuto il prof. Antonio Mantova, vicepresidente del CIDI, il quale ha illustrato il seminario nazionale, previsto per il prossimo maggio a San Giovanni Rotondo, che avrà per tema – «se ne è molto discusso in direttivo» – la valutazione in tutte le sue forme, prima fra tutte la rendicontazione sociale, riassunte nel titolo “La valutazione: fattore di cambiamento e di crescita della scuola?”.
Info: CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti) – Via Nicola delli Carri 15 – Tel. 0881/204801, Foggia. Sito web: www.cidifoggia.it

Greta Notarangelo



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