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Pet Therapy: firmato l'accordo da ASP "de Piccolellis" e IZPSVe
Elena Gentile: «Quella in viale degli Aviatori era una IPAB collocata in una visione che sapeva di vecchio. Oggi, invece, è un’esperienza moderna. Una vera e propria sfida che Tulino ha affrontato con coraggio»

Foggia, 18.02.2013 - «I fondi di natura pubblica non vanno dispersi, altrimenti meglio restituirli». Lo ha affermato, ribadendo un orientamento già noto, l’avvocato Antonio Tulino, presidente dell’Azienda di Servizi alla Persona “Marchese Filippo de Piccolellis” di Foggia a margine della presentazione di un progetto di terapia con animali rivoluzionario per la Puglia e gran parte del Mezzogiorno e sancito dalla firma congiunta tra l’agenzia foggiana e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. «Abbiamo pensato ad una struttura per gli interventi assistiti contro gli handicap, mentali e fisici, ricorrendo alla presenza di animali di varie specie. Il programma di “pet therapy” sarà in funzione dal lunedì al giovedì sera, mentre il venerdì assumerà si trasformerà in centro sportivo, sulla scorta di un accordo con la Federazione Italiana Sport Equestri avendo particolari attenzioni alla sindrome di Down. È così che si è messa a punto una procedura operativa con l’IZPSVe, in quanto organo deputato all’assistenza verso il mondo della disabilità» ha spiegato Tulino nel fare gli onori di casa e dopo aver accolto ospiti e relatori giunti dal Veneto e da altre parti d’Italia. Dopodiché la dottoressa Rosalba Matassa, rappresentante del Ministero alla Salute, ha posto l’accento sull’allineamento del piano progettuale alle linee ministeriali dettate nel settore. «A partire dal 2009 si è parlato di dar vita ad una rete e diffondere conoscenza in questo ramo di attività assistenziale con gli animali, sviluppando la formazione degli operatori. L’intento, ora, è che si giunga entro un semestre ad un’intesa Stato-Regioni sull’esempio dell’interscambio tra il Nord ed il Sud del Paese. Questo non è che l’inizio, i finanziamenti provengono da risorse comunitarie, mi auguro vengano utilizzati. In questo senso, qui nel Meridione, è la prima volta» ha chiosato Matassa. Per lo Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, ha preso la parola il dottor Felice Scarano. A lui il compito di ripercorrere le principali funzioni esercitate dall’ufficio pubblico: dal monitoraggio sui sistemi e le aree nucleari, alla rilevazione e all’analisi di antrace in contrasto ad eventuali fenomeni di terrorismo biologico. «La terapia con un animale non ha nulla da invidiare a quella farmacologica – ha chiarito a sua volta –, anzi intendiamo dimostrare il valore scientifico dell’intuizione: la nostra azienda assume un ruolo centrale nel percorso avviato». A seguire si è registrato l’intervento del dottor Quaranta, delegato del Dipartimento di Medicina Veterinaria presso l’Università degli studi di Bari. «Non tutte le specie animali possono trovare impiego nei rapporti con l’uomo, interessa e ci interessa il lato dell’interazione di queste ultime, in proposito assume rilevaza la formazione dei medici veterinari che può aprire la strada a nuove professioni» ha asserito l’esperto.

Il dottor Lino Canedon, psicologo, ha evidenziato come nel campo ancora «poche siano le esperienze scientifiche ma molte quelle sperimentali. Si deve far riferimento ad una legge del 2008 per il rapporto uomini-animali. Lo si pone su due livelli: il primo è quello della rieducazione-terapia-riabilitazione per adolescenti, tossicodipendenti e contro il bullismo. Si pensi alla comunità di San Patrignano, come pure all’esperienza dell’Isola-Carcere, a favore dei detenuti secondo una finalità rieducativa. Il secondo aspetto viene dall’Ospedale Niguarda di Milano, o dall’oncologia torinese, oppure a Bari con la riabilitazione neo-motoria. Si può pensare che un giorno possa essere prescritto un ciclo di interventi con animali nei disturbi alimentari, nell’autismo, nella terapia del dolore, nella sfera della diversabilità in età evolutiva od a beneficio degli adolescenti aventi disturbi della personalità. Nel caso dei bambini affetti da cefalea, il 65% di loro ha affrontato e risolto il problema anche grazie ad un lavoro coi cani. L’animale ha un approccio emozionale/personale con il paziente di cui non si può non tener conto. Per la depressione in età adulta è possibile prevedere il ricorso a cavalli, lama, capre ma vi è anche un progetto sulla schizofrenia in fase di esordio nei bambini. Le iniziative toccano, in vari casi, inoltre, donne con neoplasie, persone affette da sclerosi multipla, ictus, Alzheimer e morbo di Parkinson, senza trascurare gli anziani ospiti nelle case di riposo». Lo ha evidenziato Cavedon in un discorso ad ampio raggio divulgativo auspicando che un giorno i medici possano prescrivere dei veri e propri cicli terapeutici così come oggi fanno con i farmaci.
Elena Gentile, Assessore regionale al Welfare uscente, stante la sua candidatura alle Politiche in quota al PD, ha ricordato il momento nel quale «quella in viale degli Aviatori era una IPAB (Istituto di Pubblica Assistenza e Beneficenza, ndr) collocata in una visione che sapeva di vecchio. Oggi, invece, è un’esperienza moderna. Proprio per questo mi dichiaro disponibile ad accettare ed appoggiare questo cammino, una vera e propria sfida, che Tulino ha ritenuto con coraggio di affrontare» la dichiarazione, collocata nel suo indirizzo di saluto, venuta dall’esponente della Giunta pugliese.
Di modelli virtuosi, legati a corda doppia all’assistenza con l’utilizzo della fauna più adeguata ai casi, se ne contano diversi in Italia pur se sono tutti differenti l’uno dall’altro. Di qui l’esigenza di addivenire a linee guida condivise su scala nazionale e codificate in una norma statale. Di questo e di altro ha trattato, con una vena di pragmatismo, il direttore generale dell’IZPV, Igino Andrighetto. «Bisogna raggiungere l’acquisizione di competenze e conoscenze tali da consentire una diffusione guidata degli studi e dei risultati. Gli animali sono uno strumento, non l’obiettivo della medicina, ci attende il compito di motivare l’universo della sanità umana il che non è semplice». Un risultato di non poco valore l’ha raggiunto, di certo, la dirigenza dell’ASP “de Piccolellis” con la stipula del protocollo di intesa sugli IAA (Interventi Assistiti con gli Animali). E dire che cinque anni fa, all’atto del suo insediamento, l’avvocato Tulino, nel metter il primo passo in quel contesto fino a quel punto discutibile in quanto a gestione, rammenta di aver visto sfilare davanti a sé un topo. Magari si trattava di un segno premonitore. Adesso sono altri i tempi e un’altra la tipologia animale di cui si discute. E non ci pare che ciò sia frutto della casualità.

Roberto Notarangelo - Costantino Montuori



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