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Tra il “potere” e il cittadino a volte vince il più debole
Comunicato USPPI: «Quando una forzatura per costruire in un parcheggio diventa una odissea che accompagna la vita di un cittadino, vittima, sua malgrado, dell’autorità pubblica»

Manfredonia, 20.04.2013 - La storia di Aldo Gatta, 65 anni, dipendente del Comune di Manfredonia, da quasi sei anni in lotta con Sindaci ed amministrazioni della cittadina del Golfo, per evitare un possibile abuso edilizio. Una battaglia di contrapposizioni e diritti da tutelare da far impallidire le storie di Don Peppone e Camillo, una lotta durissima, con le tasche di un cittadino svuotate, arrivata ad un primo punto fermo a sfavore dei richiedenti e a ragione di Gatta: il diniego a costruire, arrivato pochi giorni fa. «Dal 2 aprile del 2009 il Comune stava tentennando tra il diniego ed il rilascio del permesso per costruire, all’interno di una vicenda davvero poco chiara sul diritto di proprietà – spiega Gatta – in un’area che edificabile non lo è in modo pratico e possibile. Perché? Perché così dice la legge. Secondo il catasto, infatti, l’area in questione è una cosiddetta “particella della zona B”, frazionata guarda caso con un intervento d’ufficio ben tredici anni dopo la vendita degli immobili ai leggittimi proprietari, tra i quali c’è anche il sottoscritto. Come si vede dalle foto, l’area – pur rientrando nelle “particelle edificabili per estensione” – è in realtà un parcheggio privato, cosa regolarmente attestata negli atti di vendita e nelle metrature delle aree scoperte. Tesi avvalorata dalla Legge 765 del ‘67, rielaborata nell’89, che all’articolo 18 detta “l’obbligo di riservare a parcheggi, nelle costruzioni e nelle aree ad esse inerenti, appositi spazi”. Cose che, nel corso del tempo, sono state dette e scritte ai tecnici comunali ed al responsabile dell’ufficio urabanistica». Leggendo le centinaia di pagine che compongono il faldone di atti, denunce, delibere sconfessate o mai approdate in Giunta, autorizzazioni negate e dinieghi ufficializzati e accessi agli atti non legalizzati, due appaiono i fatti fondamentali: il primo è che l’area ha sempre interessato in modo spasmodico i vecchi costruttori, Matteo Ciociola e gli eredi Papalardo, che volevano costruirci sopra uno stabile ingabbiandolo tra altri palazzi; il secondo è che invano i proprietari delle case delle palazzine esistenti hanno inoltrato la richiesta per il rilascio del regolare permesso di recizione dell’area, come logica impone.

«È una lotta senza esclusione di colpi – rimarca Aldo Gatta – una lotta che, nel tempo, ha visto coinvolti tutti: tecnici, sindaci, assessorati regionale e provinciale all’Urbanistica, notai nominati periti dal Comune e poi rinunciatari dell’incarico (come da determinazione dirigenziale 162 del 24 marzo 2010 a firma dell’ing. Giovanni Spagnuolo, dirigente del Comune, per un importo di 700 euro di soldi pubblici), indagini della Guardia di Finanza, interventi della Procura della Repubblica di Foggia ed un cittadino come me, caparbio e coraggioso che non si arrende all’idea di vedersi sopraffatto dalla logica del potere. Sapeste quanti interrogativi mi sono posto nel corso degli anni. Che fine hanno fatto le nostre richieste inoltrate per la recizione dell’area? Come mai si continuano a pagare, per quell’area, le somme per i passi carrabili ed è presente sulla stessa la pubblica illuminazione, come dichiarato in una nota dall’ex dirigente del servizio urbanistico? Misteri! Certo io non mi fermo: i miei legali e i miei tecnici sono già al lavoro per essere pronti a respingere una ulteriore offensiva, ed intenterò anche la causa per chiudere definitivamente la questione dinanzi ad un giudice, per il risarcimento dei danni subiti e per fare in modo che siano evidenziate le storture della pubblica amministrazione. Siamo di fronte alla cose assurde. Pensate che ora mi tocca ringraziare l’attuale Sindaco Riccardi, perché finalmente ha compreso la situazione ed ha quasi favorito l’emissione di un parere sfavorevole alla controparte. E lo credo bene, come poteva opporsi al diritto? Nello stesso modo, credo sia giusto evidenziare il supporto dimostrato dall’USPPI Consumatori, insieme al Comitato Cittadinanza Attiva-Quartiere Monticchio, con in testa mio figlio Dario Gatta, e le segreterie provinciali e territoriali dell’USPPI, con Masimiliano Di Fonso, Massimo Nicastro e Debora Sparacia».
In buona sostanza, quella di Aldo Gatta è una storia che non lascerà facilmente le pagine di conaca, se è vero che le indagini della Procura non si sono affatto fermate.

Segreteria Confederale USPPI - Manfredonia



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