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Apricena: dimissioni del sindaco Antonio Potenza. Ma Tommaso Pasqua: «Che siano irrevocabili»
Il sindaco di Apricena Antonio Potenza e l'assessore Tiziana Di Sipio: «Grande motivo di orgoglio per il nostro territorio che testimonia l’importanza di fare rete»

Apricena, 19.06.2013 - Il Sindaco Antonio Potenza rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Primo Cittadino. Alla base di questa sofferta decisione la necessità di dimostrare coerenza nei confronti di tutti i Cittadini che hanno creduto in un progetto nuovo, che ha puntato alla rinascita della Città dopo anni di governi monocolore.
«Il momento che sta attraversando l’intero Paese è grave e difficile ed impone scelte coraggiose da parte di tutti consiglieri comunali di maggioranza – spiega Potenza – da cui sono attesi atteggiamenti doverosi e coerenti con gli impegni assunti nei confronti degli elettori. Dopo decenni di malgoverno della sinistra – aggiunge – a tutti quelli che hanno condiviso il mio progetto politico si impone, oggi, una forte assunzione di responsabilità. L’impegno principale, perpetrato sin dal 7 maggio di un anno fa, è stato quello di governare la cosa comune portandola fuori dal baratro, assicurare la tenuta sociale e lo sviluppo della comunità Apricenese e dell’intera economia della Città. Purtroppo questo progetto politico, che in un solo anno ha già dato frutti tangibili e sotto gli occhi di tutti, viene costantemente minacciato da chi, forse, sovrappone i propri interessi a quelli della Collettività – prosegue il Primo Cittadino –. Le forze di opposizione, in perenne campagna elettorale, hanno iniziato ad insinuarsi sinistramente nel dibattito interno alla coalizione di maggioranza, aprendo qualche falla che deve essere prontamente riparata», afferma Potenza.
«Al fine di consentire a tutti una doverosa riflessione sui ripetuti attentati, non sempre silenti o clandestini, alla mia persona ed alla tenuta della maggioranza, rassegno le dimissioni dalla carica di Sindaco per dare a tutti, ma anche a me stesso, l’opportunità di aprirsi al dialogo e la possibilità di esprimersi liberamente sul da farsi per il bene della Città di Apricena. In questo momento bisogna che ognuno faccia un esame di coscienza. E decida se continuare a coltivare il sogno di amministrare la nostra Città, con un vero progetto di rinascita, o riconsegnarla nelle mani di chi per anni l’ha stuprata con ogni forma di egoismo clientelare e di vile opportunismo», conclude il Primo Cittadino.

Città di Apricena
L'Ufficio Stampa

La reazione: «Potenza e i suoi sodali i soli stupratori del nostro bellissimo territorio»
«Dichiari l'irrevocabilità delle dimissioni, eviti l'ennesima offesa alle istituzioni» ha dichiarato Tommaso Pasqua, capogruppo consiliare di Valori in Comune

Apricena, 19.06.2013 - «C'è voluto un anno al sindaco per comprendere che amministrare una comunità orgogliosa della sua dignità e della sua storia, qual è Apricena, non è nelle sue capacità e possibilità. Dodici mesi trascorsi a saccheggiare le casse comunali per distribuire clientele, affossare alcuni dei progetti più innovativi ereditati dall'ultimo decennio di buon governo del centrosinistra, usurpare il merito di altri programmi altrettanto decisivi per la qualità della vita dei cittadini e la ripresa dello sviluppo economico. Un anno segnato dalla sua costante volontà di prevaricare alleati e minoranze, di penalizzare lavoratori e imprese non allineate, di sfregiare la storia recente della nostra comunità, di imporre il culto della sua vacua personalità politica. Le dimissioni sono un altro, speriamo l'ultimo, tentativo di ricattare i consiglieri comunali di una maggioranza sfaldata e disorientata per sua unica ed evidente responsabilità. Ad Antonio Potenza suggerisco di evitare truculente e offensive metafore, perché i soli che hanno stuprato e continuano a stuprare il nostro straordinario e delicato territorio sono i suoi più stretti sodali. Se un briciolo di dignità politica e personale gli è rimasta, dichiari fin da ora l'irrevocabilità delle dimissioni ed esca di scena serenamente; così da evitare l'ennesima offesa alle istituzioni cittadine, che torneranno ad essere realmente democratiche solo con la sua uscita da Palazzo dei Lombardi».

Valori in Comune - Apricena



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