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Antonio Santacroce boccia la Giunta Dotoli di Volturino e rivolge un appello ai giovani per il futuro
Le sferzate durante la Festa Democratica – ospite l'on. Gero Grassi – all'amministrazione retta da Donato Dotoli. Ai giovani l'invito a rendersi protagonisti del futuro del piccolo centro dei Monti Dauni settentrionali

Volturino, 01.09.2013 - «Il 25 agosto scorso, a Volturino, si è svolta la Sesta Festa Democratica, organizzata dal Circolo del PD di Volturino. L’inclemenza meteorologica, pur non impedendo lo svolgimento dell’incontro, mi ha inevitabilmente indotto a contenere l’intervento, in particolare, in merito all’operato della Giunta Dotoli.
Vorrei, quindi, sia pure succintamente, rendere pubbliche “le parole che non ho detto”.
I miei detrattori più affezionati, stante anche l’approssimarsi delle elezioni amministrative, si stanno dedicando, con crescente e furente passione, al gioco dell’impallinamento della mia persona, cercando di strumentalizzare le mie dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale di opposizione presso il Comune di Volturino, rassegnate nel febbraio 2012.
Il ragionamento seguito da costoro, in sintesi, è il seguente: ora che ti sei dimesso, devi tacere; non hai più diritto di critica e di parola.
Ho già chiarito le motivazioni di tale atto e non intendo ripeterle.
La vacuità di tali affermazioni, mi impone, però, di precisare, ancora una volta, che le mie dimissioni non devono essere intese come una resa.
Si è trattato, invero, di un gesto che, per quanto forzato dall’inaccettabile e reiterato comportamento di alcuni esagitati personaggi, insofferenti verso il contraddittorio ed il contraddittore, palesemente incapaci di attuare una benché minima azione amministrativa ed indiscutibilmente inadatti alla dialettica politica, dev’essere ricondotto semplicemente nell’alveo di un ormai incontenibile senso di responsabilità verso tutti i cittadini di Volturino. Gesto che ben avrebbero fatto tutti i Consiglieri Comunali, di maggioranza e di minoranza, a far proprio, stante la conclamata impossibilità di questa amministrazione di perseguire i fondamentali obiettivi che, forse con eccessiva ambizione, essa si era prefissi.
Di fronte all’impossibilità di contribuire in qualsiasi modo all’amministrazione di questa amata comunità, non restava altra scelta che fare quello che per i politicanti di mestiere, in Italia, è considerato un vero e proprio tabù: dimettersi; evitando, altresì, che i rapporti personali con alcuni componenti della Giunta Dotoli, ormai definitivamente compromessi, potessero divenire facile pretesto per giustificare le evidenti inadeguatezze amministrative di questa Giunta e il mancato rispetto delle solite, illusorie, “fesserie” elettorali.
Sulla Giunta Dotoli, ci sarebbe da dire per ore.
Il suo programma è inattuato e, di fatto, inattuabile.
Da anni, ormai, a Volturino non si amministra più ma si comanda – male – e si pensa – ancora peggio – solo alle elezioni successive.
Alcune questioni ne sono un lampante e deprimente esempio.
Pal Strade: ancora oggi, nonostante le promesse degli amministratori e i tanto decantati “immani sforzi” da essi asseritamente profusi, non c’è alcun accordo transattivo. La recente tasferta a Roma per tentare addirittura di addivenire ad un accordo direttamente con i legali della società non sembra aver sortito i risultati sperati e può essere tranquillamente archiviata come l’ennesimo fallimento di Dotoli. Pare anche che qualcuno dei partecipanti alla gita sia rimasto alquanto sorpreso dalle rivelazioni apprese direttamente dagli avvocati di controparte in merito alla questione. Ma, ovviamente, se ne guarda bene dal riferirle in pubblico per non ledere quel principio di “continuità amministrativa” cui è tanto affezionato. In ogni caso, le motivazioni addotte per non addivenire all’accordo paiono prima facie pretestuose e fanno pensare che non vi sia una reale volontà di concludere in tal modo la vicenda, magari sperando di scaricare il peso di questa decisione sulla prossima amministrazione (forse perché consapevoli che la rielezione non è affatto scontata). Vedremo gli sviluppi di questa strana vicissitudine che tanto ci costerà, ma forse non c’è più tempo per trovare un accordo. Poco male. Personalmente, ho già detto pubblicamente e più volte che non condividevo questa soluzione.
Dossi: da qualche giorno sono stati installati dei dossi artificiali lungo diverse strade che attraversano il Paese con la motivazione di costringere gli automobilisti più esagitati a ridurre la velocità in prossimità di ville ed edifici pubblici. Invero, in primis, alcuni di questi dossi sembrano essere in palese contrasto con il disposto dell’art. 179, comma 5 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada (DPR 495/1992, come modificato dal DPR 610/96) che così recita: “I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento.
Seri dubbi, inoltre, potrebbero essere avanzati anche sulla loro altezza, probabilmente superiore ai 7 cm consentiti. Pur apprezzando, quindi, il lodevole intento sotteso alla loro installazione, ben altre soluzioni potevano essere adottate, e con maggiore efficacia. È noto che i dossi non risolvono il problema, anzi, possono aumentare i rischi di incidenti e rendere assai più difficoltoso e pericoloso il transito dei mezzi di soccorso, in particolare delle ambulanze con feriti gravi a bordo. Inoltre, l’ordinanza sindacale che ne dispone l’installazione è del 16 agosto 2013 mentre i dossi artificiali sono stati apposti diversi giorni prima, come pure anteriore è l’avviso della loro installazione pubblicato sul sito on line del Comune. L’ordinanza sindacale che ne dispone l’apposizione, quindi, è successiva sia alla loro concreta realizzazione che all’avviso pubblicato, il 9 agosto scorso, sul sito del Comune.
Niente di strano. Tutto in perfetto stile Dotoli. Prima si fanno i fatti, poi li si rende legali. Un classico esempio di ordinanza “per ratifica”, che ancora una volta testimonia che in questa amministrazione chi sia alza prima comanda, magari perché abita più vicino alla sede Comunale, e poi, con tutta calma, il buon Dotoli, dopo aver terminato la partitella a carte nel bar, rende lecito, forse, l’altrui operato. Inoltre, è facile immaginare sin d’ora la fine che faranno i dossi dopo la prima nevicata, quando lo spazzaneve, non avvedendosi della loro presenza, li frantumerà.
Altri soldi sprecati.
Sarebbe anche bello e istruttivo, poi, conoscere la spesa necessaria per la loro installazione, la ditta che li ha realizzati e su ordine di chi. Non foss’altro per sapere chi dovranno citare in giudizio, ovviamente in solido con il Comune, i cittadini e utenti vari della strada che, ben presto, si ritroveranno con le auto danneggiate da dossi inutili e, soprattutto, posizionati dove non dovrebbero essere. Superflua, perciò, è apparsa l’installazione di questi dossi artificiali, alle cui funzioni potevano già sopperire le numerosissime e profonde buche che rallegrano e vivacizzano il transito degli automobilisti e allietano il passaggio dei pedoni su tutte le strade comunali. Magari quel catrame utilizzato (rectius: sprecato) per creare ex novo i dossi poteva essere anche gettato, semmai alla ben meglio, sulle buche delle strade, allo scopo di costituirne una indegna ma minimale copertura. Invece di creare i dossi, che nella prossima campagna elettorale cercherà, con immancabile spudoratezza, di spacciare per grandiosa OPERA PUBBLICA, la Giunta Dotoli potrebbe risolvere il problema dei Vigili Urbani a Volturino, provvedendo alla mobilità, sempre rinviata, ovvero ad indire il concorso. È impensabile che il Comune di Volturino sia completamente sprovvisto, da oltre un anno e mezzo, di Vigili Urbani. E soprattutto, è incredibile che non si sappiano (rectius: che non si dicano) i motivi di tale ulteriore inefficienza e che non ci sia un minimo di ribellione da parte dei cittadini, ormai abituati a subire il massimo del peggio. In realtà tutte le strade del paese e dell’intero territorio comunale sono in condizioni disastrate, piene di buche e ai limiti della praticabilità; e l’autunno è alle porte. Anche il loro utilizzo può, invero, cagionare gravi danni a veicoli e persone, la cui responsabilità difficilmente potrà essere evitata per il Comune apponendo generici segnali di pericolo. Invece di sprecare i soldi con la Pal Strade, con i dossi ed altre opere inutili e costose si potrebbero rifare le strade del paese e quelle principali delle campagne realizzando, così, lavori pubblici realmente utili, urgenti e necessari, migliorando quella viabilità che pure a parole Dotoli aveva promesso di fare e che non ha fatto né prima né oggi.
Disservizi vari si registrano quotidianamente: spesso e per lunghissimi periodi è mancata la corrente elettrica, l’acqua , il servizio telefonico, tutti servizi essenziali e di pubblica necessità, soprattutto per un paese dove vivono molti anziani. È mancata e manca da parte dell’amministrazione ogni azione adeguata, forte e incisiva a tutela dei cittadini, soprattutto delle campagne interessate maggiormente dai furti dei cavi dell’Enel e abbandonati per mesi ai loro problemi, spesso anche gravi e di salute, senza che venisse loro fornita alcuna assistenza. Cosa ha fatto per costoro l’amminstrazione Dotoli?  Un bel niente! E se non fosse per l’ amichevole, prezioso impegno e la costante dedizione di tale San Franco da Andria, in arte “prof. Bitetto” che, con ammirevole caparbietà chiede e ottiene fatti concreti, i cittadini volturinesi vivrebbero ancora oggi in condizioni di grave disagio e pessima vivibilità.
Mancato coordinamento con gli altri paesi dei Monti dauni.
Volturino appare, nonostante la sua posizione geografica sicuramente privilegiata,  sempre più isolata dal resto dei Comuni viciniori, anche per la naturale tendenza allo scontro di alcuni amministratori, del tutto inadatti al dialogo costruttivo. Occorrono, invece, persone in grado di essere competitive e, al contempo, dialoganti con gli altri sindaci e assessori e non solo litigiose ed inconcludenti.
Rispetto e tutela del territorio e dell’ambiente. Al riguardo, molte persone dovrebbero semplicemente vergognarsi, oltre che dimettersi, ovviamente. Ma, di certo, costoro difettano di adeguata coscienza civica e di idoneo senso di responsabilità. E dovrebbero far ciò non solo e non tanto per aver mentito pubblicamente e spudoratamente su questioni di grande importanza come la tutela dell’ambiente e del territorio e ancor più della salute dei propri cittadini, ma anche e soprattutto per essersi mostrati consenzienti o, quantomeno, sbadati di fronte al tentativo dell’ennesimo scempio, non realizzatosi per merito del “Comitato di Selvapiana”, a danno del territorio, dell’ambiente e dell’aria di Volturino per il soddisfacimento di interessi di pochi, con il rischio di grave danno per la salute di molti. “Volturino Pulita” recitava Dotoli nel suo sontuoso programma elettorale dopo aver già disastrato Volturino per cinque anni. Anche qui Dotoli ha fallito dimostrando ancora inadeguatezza e incapacità gravissime. “La gestione dei rifuti è una priorità ambientale e di salute pubblica” si sosteneva, arditamente, nel programma di Dotoli. “I rifiuti”, proclamava, “non devono essere un problema ma una risorsa”.
Già , una risorsa; ma per chi?
Non di certo per i cittadini di Volturino e, in particolare, per gli abitanti di Selvapiana, verdeggiante pianura ricca di coltivazioni pregiate che corre lungo la S.S. 17, dove la Giunta Dotoli voleva far installare una discarica di rifiuti.
Riguardo tale vicenda, non può sottacersi l’ammirevole impudenza di alcuni amministratori i quali, dopo aver tentato, in un primo momento, di sostenere l’assoluta inesistenza di un siffatto pregevole proposito, in un secondo tempo, con una interessante coincisione con le dichiarazioni pubbliche rese dalla rappresentante della ditta proponente il progetto, ne hanno limitato le finalità alla raccolta di carta e vetro, per poi giungere ad affermare con la medesima temerarietà – in un crescendo di frottole spaziali destinate ad esplodergli tra le mani e costretti dall’incalzare delle proteste di una parte sempre più consistente di cittadini – che l’amministrazione, in realtà, non era affatto a conoscenza di quel progetto (sic!). Un altro esempio di efficienza e di buona amministrazione, quindi, soprattutto tenuto conto che il progetto relativo alla discarica di Selvapiana era stato presentato all’Ufficio Tecnico del Comune già da oltre 4 mesi, ne fosse stata indetta la Conferenza di Servizi con tanto di manifesti e si fosse tenuta, addirittura, la prima riunione di tale Conferenza, ovviamente sempre presso il Comune di Volturino e il tutto, ovviamente, sempre all’insaputa degli amministratori tutti. Evidentemente intenti a progettare opere pubbliche di ben altro rilievo : i dossi artificiali.
Senza tener conto, poi, che, sia il professionista redigente il progetto che la ditta proponente lo stesso risultano in ottimi rapporti, personali e professionali, con gli stessi amministratori. Assai difficile credere, dunque, che questi ultimi non fossero a conoscenza del progetto della discarica. Sarebbe interessante, a questo punto, verificare di quanti altri progetti di una tale portata e di un tale impatto ambientale l’efficiente amministrazione volturinese non sia tutt’oggi al corrente.
Ciò, ovviamente, solo al fine di determinare il corretto livello di attenzione che i cittadini di Volturino, e non solo, dovranno mantenere su queste ed altre tematiche per stare tranquilli.
In conclusione, un appello.
Basta con i fantasmi del passato. Mi rivolgo ancora una volta alle nuove generazioni, ai giovani di Volturino, i quali non devono essere distanti dalla politica ma intervenire in essa, nel loro stesso interesse. Il PD di Volturino sarà presente alle prossime elezioni con lista e candidati niente affatto definiti e intende aprire un confronto aperto a discussioni e coalizioni, costruttivo con tutti coloro che volessero superare – e non ci vuole molto – le indecenti esperienze amministrative degli ultimi anni, a condizione che non si discuta solo di persone da candidare e di ruoli da rivestire, ma di idee e programmi concreti.
Vogliamo indicare degli obiettivi a breve termine.
Individuare cinque cose prioritarie da fare assieme nei primi dodici mesi di una eventuale nostra amministrazione, e così via ogni anno, evitando inutili programmi anacronistici e superati. Incontriamoci e discutiamo senza pregiudiziali e senza dietrologie. Mettiamo fine, laddove possibile, agli scontri personali e cerchiamo di trovare un punto di incontro duraturo, di stringere un vero patto per Volturino.
Che non merita tanta impudicizia.

Antonio Santacroce per il PD di Volturino



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