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Giovanni Guadagno: «Lettera aperta alle concittadine e ai concittadini di Troja»
«Confido, soprattutto, nella civitas trojana perché non insegua solo la strada di voler far parte della Diocesi di Foggia»

Troia, 12.09.2013 - «Mi rivolgo direttamente a voi, dopo tre lettere aperte (due pubblicate su quotidiani e periodici) indirizzate al sig. Vescovo, D. Cornacchia e al sig. Presidente del Capitolo Cattedrale di Troja, don L. Catalano e al sig. Sindaco di Troja, E. Beccia dalle quali non ho avuto risposta alcuna!
Ho sollevato il problema, anche nell’incontro del 22 giugno c.a., organizzato dall’Osservatorio Civico, su “La tutela dei beni culturali a Troja”. Tema, questo, di importanza vitale per la nostra comunità perché i reperti conservati nei musei, tesoro della cattedrale – ecclesiastico, diocesano e civico – appartengono alla nostra comunità, alla storia di ieri e a quella che stiamo costruendo in questi ultimi tempi (i beni culturali di Troja appartengono anche alle comunità dell’ex diocesi che, purtroppo, ricordiamo solo nei momenti dell’impellente bisogno).
Ho sperato nell’interessamento del sindaco, ho posto degli interrogativi e ho chiesto chiarimenti al sig. Vescovo e al sig. Presidente del Capitolo Cattedrale di Troja, su:

A) la scomparsa del “mosaico cosmatesco” del XII secolo (non una pietra qualsiasi come qualcuno afferma) dal museo ecclesiastico diocesano (M.E.D.);
B) il valzer nella custodia della chiavi del M.E.D., soprattutto, dopo la scomparsa del sig. Mons. R. Mastrulli;
C) il nome del tecnico che curò il lavoro di risistemazione del M.E.D.;
D) la richiesta di inventariazione di tutti i beni culturali ecclesiastici dell’ex diocesi di Troja;
E) le voci che circolano (spero non siano vere) sulle casseforti della Curia Vescovile, contenenti documenti segretissimi: pare siano state aperte e alcuni documenti sottratti;
F) la istituzione improvvisa, nel mese di giugno C.A., della Commissione Diocesana, deputata alla “specifica catalogazione” dei beni della Curia e dell’Archivio Vescovile di Troja, nella quale sono stati nominati solo preti non trojani.

Aggiungo, ancora:

1) la mancata tutela della porta di bronzo di Oderisio da Benevento del 1119, ridotta in uno stato sempre più precario;
2) la mal tutelata tela del Petruzzi, che non trova pace, sistemata ora nella incompleta e umida (per lavori) chiesa del XV secolo di San Domenico, priva di allarme (c’è l’autorizzazione della Saprintendenza di Bari?);
3) il portale in pietra porosa di Roseto Valfortore della chiesa cinquecentesca di San Domenico, imprudentemente “plastificato” con un colore marrone chiaro.

Al sig. Vescovo, D. Cornacchia, al sig. Presidente del Capitolo Cattedrale, don L. Catalano, al sig. Sindaco di Troja, E. Beccia sollevo ancora questi problemi.
Fiducioso di ottenere un cenno di risposta, confido, soprattutto, nella civitas trojana perché non insegua solo la strada di voler far parte della Diocesi di Foggia, perché non consegni, per calcolati motivi di pochi, i nostri beni culturali ad alcuni lucerini interessati e perché non dimentichi, soprattutto, l’importanza straordinaria del nostro patrimonio storico-culturale tramandatoci, che dev’essere tutelato».



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