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«Mongelli-bis: Giunta degli ingegneri, dei conflitti di interesse e dell’aumento dei “costi della politica”»
«L’opposizione si è fatta promotrice a norma di statuto e di regolamento, di una Mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, nel tentativo d sciogliere il Consiglio comunale e chiudere definitivamente l’attuale esperienza amministrativa»

Foggia, 03.02.2012 - «Con il varo della nuova Giunta comunale il sindaco Mongelli è riuscito nella eccezionale impresa di riesumare, in un colpo solo, tutti i vecchi personaggi e tutti i vecchi progetti relativi a ben noti assetti politico-imprenditoriali improduttivi e parassitari, anche nell’estremo tentativo di ottenere una boccata di ossigeno, per tirare a campare, in attesa del prossimo treno per Roma.
In più con arroganza e superficialità, esclude con grande cinismo l’ex vice-sindaco, Lucia Lambresa, che per quanto autrice di una serie infinita di grossi errori strategici ed autolesionistici, nonché interprete eccezionale di incoerenza politica, ha pur sempre determinato la vittoria di Mongelli e del centrosinistra, che ora governano, di conseguenza, non solo senza il consenso popolare, ma anche senza la forza democratica dei numeri.
Ai conflitti di interesse del sindaco Gianni Mongelli, che ottenne da amministratore, caso sicuramente unico nella storia amministrativa locale, per sé e per la sua famiglia suoli per la realizzazione di volumetrie in un piano di 167, oggi sotto i riflettori della magistratura, si aggiunge, nell’esecutivo, una pletora di ingegneri ed architetti che, detentori di varie deleghe, risultano essere progettisti o di avere incarichi in grossi programmi di edilizia in itinere ed approvati con forzature ed illegittimità nel corso dell’attuale consiliatura e con l’apporto determinante dello stesso sindaco Mongelli.
Se, infatti, aggiungessimo agli ingengeri Mongelli, Agnusdei, Ferrandino e Cavaliere ed all’arch. Marasco, il consorte della neo-assessora Episcopo, l’ing. Carrozzino, anch’esso destinatario di incarichi in progetti di interesse comunale, otterremmo che il 50% della Giunta comunale è composta da soggetti che, se pur legittimamente, hanno forti interessi nelle varianti urbanistiche e nei lavori pubblici.
Un esecutivo così ampiamente caratterizzato e presidiato da soggetti fortemente interessati al mondo del “mattone” non potrà che avere conseguenze nefaste su di una corretta attuazione del tanto annunciato Piano Urbanistico Generale, che inevitabilmente soccomberà sotto il peso schiacciante delle circa cento varianti urbanistiche in corso.
Così come è veramente sconcertante che al bilancio sia stato chiamato un professionista che cura interessi di soggetti che, per prestazioni e servizi resi, in passato, al Comune e non pagati, sono oggi nella lista di chi attende di essere riconosciuto il debito fuori, con prevedibile e grave pregiudizio della par condicio tra i cittadini-creditori.
Non si capisce poi come farà il sindaco Mongelli a giustificare presso la Corte dei Conti la grossa contraddizione verificatosi tra ciò che ha affermato nel cosiddetto Piano di Rientro di recente approvazione sulla riduzione dei costi della politica: riduzione imposta anche dal “decreto Monti” e l’assunzione di manager e consulenti, così come l’insensato aumento degli assessori da 8 a 12.
Se infatti il City Manager ci costerà circa 120.000 euro annui, Raphael Rossi dai 120.000 ai 150.000 euro, il sig. Boccia dai 100.000 ai 120.000 ed i quattro assessori in più circa 150.000 euro, elementarmente avremmo accresciuto di minimo 600.000 euro su base annua, la spesa corrente comunale, in controtendenza con il resto d’Italia e con l’aggravante di un comune in pieno dissesto finanziario e con una partecipata, l’Amica, fallita con 56 milioni di euro di debiti.
Per questi ed altri motivi, che saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa, l’opposizione si è fatta promotrice a norma di statuto e di regolamento, di una Mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, nel tentativo d sciogliere il Consiglio comunale e chiudere definitivamente l’attuale esperienza amministrativa, che nei fatti ha prodotto una crisi così profonda a livello socio-economico e politico-istituzionale, da mostrate già da oggi i segni della irreversibilità e del non-ritorno».

Bruno Longo



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