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Bruno Longo: «Mongelli-bis, Giunta morta in culla»
«Stupisce veramente il silenzio del sindaco Mongelli sulle accuse di trasformismo e trasversalismo piovutegli da destra e sinistra a testimonianza di una mancanza di argomenti»

Foggia, 11.02.2012 - «A fronte dei noti gravi problemi cittadini, a cui doveva far seguito un nuovo esecutivo capace di affrontare con rinnovata energia le criticità finanziarie comunali, che in un breve torno di tempo, hanno negativamente alterato i termini di vivibilità della città ed eroso e disgregato, in maniera quasi irreversibile, il senso di appartenenza civica, il nuovo esecutivo voluto da Mongelli sembra già essere morto sotto i terribili colpi del “fuoco-amico” proveniente da sinistra.
Alla marea di indignate proteste che si levano dai social network, dal mondo associazionistico e dai movimenti spontanei tematici, che giurano di non votare mai più per questa sinistra e per “Mongelli padre di tutti gli inciuci”, si sono aggiunte, in appena qualche giorno, le critiche, a volte feroci di consiglieri comunali di maggioranza, dell’ex vice-sindaco Lambresa, dell’UDC per nome dell’on Angelo Cera, perfino dal partito di Vendola, la SEL, e recentemente dell’on Lello Di Gioia, che parla addirittura di una nuova Giunta a cui mancherebbe il sostegno di una maggioranza partitica, politica ed amministrativa.
Stupisce veramente poi il silenzio del sindaco Mongelli sulle accuse di trasformismo e trasversalismo piovutegli da destra e sinistra a testimonianza di una mancanza di argomenti a difesa di un “Mongelli-bis” nato, evidentemente, più sulla scorta di un frettoloso disegno affaristico-elettorale ammantato da toni salvifici che per il raggiungimento di obiettivi di effettivo interesse pubblico.
Con rammarico si registra, tuttavia, che Mongelli ancora una volta confonde gli obiettivi da raggiungere, costruendo una Giunta comunale a sua immagine e somiglianza, mortificando, ingenuamente, un Consiglio comunale dove, da un lato con grande miopia politica continua a maramaldeggiare una parte importante della sua stessa maggioranza e, dall’altro, continua ad ignorare la disponibilità di una opposizione che sui temi centrali e vitali dell’amministrazione ha sempre dimostrato grande senso di responsabilità.
A margine della vicenda, si prende atto, laddove ve ne fosse bisogno, delle dichiarazioni di alcuni consiglieri del PdL circa la bontà e la genuinità della loro azione politica, che mai nessuno ha mai messo in discussione. Quello che, invece, non si capisce ed appare veramente confuso sono le attribuzioni di populismo, demagogia e fomentazione di tensione sociale, atteso che ad oggi il cammino è stato comune e che, ad esempio, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale erano altri e non certamente i partner di opposizione del PdL ad aizzare, incoscientemente, la folla già esasperata dal fallimento di Amica.
D’altra parte va ricordato a chi, non inquadrando, evidentemente, ancora al meglio l’avversario politico da contrastare, che altri hanno chiesto ed ottenuto voti, in Aula, alla maggioranza di sinistra per l’elezione del revisore contabile, mentre altri sono chiacchierati per la nomina di commissari giudiziali in Amica, altri hanno co-celebrato la Giunta del Mongelli-bis con la loro affettuosa presenza, altri hanno chiesto ed ottenuto dalla maggioranza di sinistra varianti urbanistiche. Tanto per fare qualche esempio.
Auspicando una unitarietà d’azione, va detto però che se ciò non sarà possibile, si continuerà, al netto del “canto delle sirene”, con la solita decisione e con il solito vigore, sulla strada della chiarezza di mandato, con una netta ed inequivocabile opposizione ad un centrosinistra, che con Mongelli sindaco, ha concretizzato un sistema politico-imprenditoriale volto esclusivamente al saccheggio brutale e sistematico della città».

Bruno Longo



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