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Il consigliere del PD di Volturino "richiama" il Sindaco Donato Dotoli
«Lei non ha ancora fornito risposta scritta all’interpellanza del 30 novembre 2009 relativa al servizio lampade votive avanzata da questo Gruppo Consiliare»

Volturino, 23.02.2012 - «Ill.mo Signor Sindaco,
lo confesso, frigido pacatoque animo, lei non finirà mai di stupirmi. Dovrà convenire con me, infatti, che anche all’avversario politico più agguerrito, a fronte di cotanta, immane, opera amministrativa così caparbiamente e tenacemente intrapresa ed attuata da lei e dai suoi lungimiranti assessori (seppur impietosamente ancora s.d. e s.f.), non resterebbe che l’extrema ratio della secessio plebis.
Apprendere, infatti, ex abrupto, che “è dal 2010 che l’Amministrazione comunale ha provveduto alla messa in opera delle lampade elettroniche a LED (al cimitero, non allarghiamoci, nda), dimostrando di essere, rispetto a molti comuni italiani, efficiente e all’avanguardia sia dal punto di vista tecnologico che amministrativo (e ci siamo allargati!) non può che lasciare sgomenta e carica di dubbiosa meraviglia non solo l’umile scrivente, ma l’opposizione consiliare tutta (a cui devesi aggiungere, ad onor del vero, anche qualche componente più distratto della maggioranza).
Per non dire, poi, del mirabolante “Ufficio Stampa”, che ella (nel senso di lei, Sindaco) ha provveduto, probabilmente nottetempo, ad istituire.
Un struttura, questa, tipica dei Comuni più grandi ed evoluti di cui, però, grazie al suo intervento (ma, soprattutto, alla preparazione ed all’esperienza tipicamente scandinava del suo vice-sindaco viaggiatore) anche Volturino (ovvero quel “piccolo comune dauno” come lei, peritus peritorum, orgogliosamente lo definisce) si può fregiare.
E pazienza se della sua formale istituzione, a norma della legge 150/2000, non sembra (e sottolineo “sembra”, in trepidante attesa di essere smentito da un nuovo comunicato) esservi traccia.
Lo stile tipicamente giornalistico del “comunicato” da tale ufficio promanato non lascia adito a dubbi di sorta: trattasi, innegabilmente, di testo adeguato all’intento di informare, elaborato in funzione del messaggio, al contempo in sé esplicito ed implicito, sapientemente limitato a fornire la notizia, evitando accuratamente le informazioni inutili e, soprattutto, (e sottolineo soprattutto) le invettive, le falsità, le supeflue cattiverie, il livore schiumoso e personale.
Tanto, invero, potrebbe erroneamente (e sottolineo erroneamente) intendersi nella frase: “Spiace prendere atto che il consigliere Santacroce, nonostante sia a capo dell’opposizione, non sia a conoscenza di quanto deciso dall’Amministrazione, e tanto meno frequenti il comune e ancor meno il cimitero (sic!).
Ma una tale, malevola, interpretazione del comunicato indurrebbe l’autore in un imperdonabile abbaglio, lasciandosi ingiustamente intendere ai più avventati (e sottolineo più avventati) che l’ufficio stampa, di probabile origine padan-baranelliana, non risponda al compito di fornire informazione e creare una buona immagine per la Pubblica Amministrazione per cui lavora (?), ma che sia stato illegittimamente strumentalizzato da passanti amministratori (e sottolineo passanti) quanto inesperti amanuensi tramutatisi in inconsapevoli e sprovveduti “porta-voce”.
No, ex actis, ciò può escludersi con certezza.
Le costruzioni sintattiche semplici, i periodi brevi, il linguaggio chiaro ed essenziale, facilmente comprensibile, l’inutilizzo del gerundio, specie in apertura, frasi non più lunghe di due/tre righe, nessuna ripetizione o cacofonie (absit iniuria verbis, Sindaco, non è ciò che lei, e qualcun altro, pensate) o effetti sgradevoli provocati dall’accostamento di parole o sillabe con suono uguale, l’uso di frasi compiute e dal suono piacevole, consentono di escludere de plano tale eventualità.
E pazienza se ai destinatari del pregiato comunicato non è stata inviata l’interpellanza del “consigliere Santacroce”.
È evidente che ciò rispondesse all’esigenza di non tediare i lettori inutilmente, mica per dare una informazione volutamente incompleta e parziale (una volta ammesso, per inciso, che di informazione possa parlarsi).
Insomma, un esempio di giornalismo alla Sallusti, per intenderci.
Tanto premesso, pregiatissimo signor Sindaco, al fine di non perdermi in inconcludenti atteggiamenti improntati a remissività servile e adulatoria, cui lo scrivente è solitamente restio iure successionis et iure proprio, mi consenta (brrrr…!!! questo verbo mi raggela il sangue!) di segnalarle, illico et immediate, alcuni particolari che, leggendo il suo pur sempre brillante comunicato stampa, evidentemente sono sfuggiti a lei ed ai suoi preziosi assessori s.d. e s.f., forse a causa delle lunghe ore di faticoso lavoro trascorse negli ameni meandri del Municipio.
Ma, id quod plerumque accidit, non è colpa sua.
Mi perdoni, dunque, per le seguenti brevi note informative.
In primis, gentile Sindaco, ricordo ancora e sempre a me stesso, e solo a me stesso (e sottolineo a me stesso) il breve contenuto dell’art. 15 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale: “Ogni Consigliere comunale ha diritto di proporre al Sindaco interpellanze per sollecitare l’intervento del Comune sui singoli problemi sia di carattere generale sia di interesse specifico. Il Sindaco è tenuto a darvi risposta con le modalità di cui al precedente articolo” (entro trenta giorni, nda).
Questo documento apparentemente ostico e poco diffuso, di pregevole fattura, di materiale cartaceo ma disponibile anche in formato PDF, risulta costituito da nr. 23 articoli e sembrerebbe diretto a regolamentare il funzionamento del Consiglio Comunale e garantire, così, la partecipazione alle attività del Consiglio dei singoli Consiglieri, anche e soprattutto di opposizione (checché ne dica qualcuno un po’ restio ad accettare il concetto di “democrazia”).
Agevole risulta, dunque, comprendere che quella che lo scrivente aveva inviato a mezzo pec al Comune di Volturino (e non ad organi di stampa) in data 25 GENNAIO 2012 non era affatto una “provocazione” ma una “interpellanza”, legittima espressione di un potere consiliare che né il sindaco né un qualsiasi asses-sore, pure s.d. e s.f., né, tampoco, un sedicente addetto all’ufficio stampa, posso-no permettersi di sopprimere ed irridere.
Questo concetto, credo, sia abbastanza comprensibile anche per chi, come lei ed i suoi assessori s.d. e s.f., non è avvezzo al ruolo di oppositore, almeno per ora.
La pubblicazione dell’interpellanza su “La Gazzetta del Mezzogiorno” cui lei fa riferimento, dunque, non è in alcun modo riconducibile allo scrivente, il quale, per inciso, non ha neppure letto l’articolo perché in quel fine settimana si trovava a Volturino, dove, a causa della neve caduta abbondante, i giornali non erano neppure arrivati (“…dimostrando di essere, rispetto a molti comuni italiani, efficiente e all’avanguardia sia dal punto di vista tecnologico che amministrativo…”, cfr comunicato).
Non era, dunque, questa la fonte dell’interpellanza, non era lo scrivente l’autore del’articolo e non era, quindi, a questo che lei avrebbe dovuto, a rigor di diritto e di regolamento, rispondere così gentilmente.
Le consiglio, quindi, di aprire e leggere la posta elettronica, certificata e non, del Comune che lei rappresenta; chissà, forse troverà anche tutte quelle interrogazioni, interpellanze e mozioni dello scrivente cui non si è mai degnato di fornire uno straccio di risposta e a cui ora, grazie all’U.S.M.F. (Ufficio Stampa dal Messaggio Facile) potrà dare una più degna sepoltura (per restare in argomento).
In secundis, purtroppo per lei, non posso esimermi dallo sconfessarla, se non altro per mero dovere di verità e di onestà intellettuale, circa l’uso delle lampade votive a LED presso il Cimitero di Volturino. In particolare:

1) non risulta una delibera di giunta di adesione al Progetto Votiva+ di cui, peraltro, manca ogni riferimento nel suo comunicato;
2) non risulta, tampoco, che il Comune da lei “brillantemente” amministrato rientri tra i Comuni virtuosi di cui al predetto progetto. Controlli (dopo aver acceso il computer: dev’esserci un pulsante da qualche parte) sul sito Internet info@votiva.it;
3) è un dato empiricamente riscontrabile che la semplice “conoscenza” del progetto come i “contatti verbali” di cui lei parla, senza darne prova, non abbiano mai consentito di sostituire una sola lampadina, tantomeno di accenderla;
4) risulta, invece, che dal 2010 l’amministrazione efficiente e all’avanguardia da lei presieduta, su consiglio di un dipendente comunale, stia provvedendo semplicemente a sostituire le vecchie lampadine a incandescenza, man mano che queste si fulminano, con quelle a LED che, ovviamente, vengono comperate. Non è dato ancora capire dove e con quale spesa (capisc’ a mè!). Ma ci ritorneremo;
5) il progetto Votiva+, che lei sostiene di ben conoscere, prevede, invece, la sostituzione gratuita di tutte le lampadine a incandescenza, in un colpo solo;
6) è sorprendente come lei, Sindaco, per il tramite di semplici contatti “verbali” con non meglio identificati “responsabili del progetto” sia riuscito ad ottenere da costoro “apprezzamenti e complimenti”. Non avrà per caso mandato a Colle di Val d’Elsa (Si) il vice-sindaco viaggiatore con le foto del Cimitero?
7) La verità è che mai nessun responsabile del progetto si è recato presso il Cimitero di Volturino manifestando “apprezzamenti e complimenti”. Tanto si deduce dalla comunicazione del 21 febbraio 2012 inviata dalla ditta Gesco srl al consigliere Santacroce (a diposizione di chiunque volesse leggerla);
8) È proprio certo, Sindaco, che l’impianto del Cimitero sia stato definito dai responsabili del progetto “estremamente all'avanguardia”? E come avranno fatto senza muoversi da Colle di Val d’Elsa? Con un binocolo?
9) Ma se ciò che afferma è vero perché, ad oggi, lei non ha ancora fornito risposta scritta all’interpellanza del 30 novembre 2009 relativa al servizio lampade votive avanzata da questo Gruppo Consiliare ed in relazione alla quale, qui ed ora, si formula, per l’ennesima volta, sollecito di risposta?
10) Conosce il contenuto di quell’interpellanza?
11) Infine, se è vero, come lei sostiene, che la sua amministrazione efficiente e all’avanguardia, dal 2010, ha iniziato l’utilizzo della lampade a LED presso il locale Cimitero, con un risparmio del 90%, come mai le tariffe comunali delle lampade votive sono rimaste invariate rispetto a quelle del 2009? Come ha utilizzato i risparmi ottenuti? E a quanto ammontano questi risparmi dopo due anni di utilizzo delle lampadine a LED?

Insomma, Sindaco, a crederle sembrerebbe proprio che, ormai, la sua compagine, dopo aver brancolato nel più profondo buio amministrativo, dal 2010 abbia raggiunto livelli di luminosità imprevedibili; e pure ad alto risparmio.
Tranne per i Volturinesi, che sino ad oggi hanno continuato a pagare la stessa tariffa ritrovandosi, per questo, “al buio”!
Infine, cari Sindaco geom. Donato Dotoli, assessori s.d. e s.f., con annesso Ufficio Stampa, permettete a questo umile consigliere un’ultima riflessione: le presenze in Municipio potrebbero anche interessarvi, ma di certo non sono di vostra pertinenza le “frequentazioni” del Camposanto, per eccellenza luogo di ricordi, di raccoglimento e di preghiera.
Il culto dei Defunti è cosa seria, dovreste saperlo.
A maggior ragione quando il dolore per premature dipartite tormenta, pervicacemente ed impietosamente, incurante del tempo e dell’incedere della vita, l’anima ed il cuore.
Ossequiosi Saluti».

Avv. Antonio Santacroce
Capogruppo Consiliare PD Volturino



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